Pubblicato il: Mar, Apr 17th, 2012

Tassa sulle borse di studio, i ricercatori non ci stanno

di Angela Amarante

La protesta degli specializzandi a Siena

Le tasse colpiranno anche i giovani specializzandi. È quanto stabilito dal governo Monti attraverso un emendamento al disegno di legge sulla semplificazione fiscale, che prevede l’Irpef su chi percepisce borse di studio: verrebbero tassate del 20 % le somme che superano gli 11.500 euro all’anno. La norma contenuta nel decreto legge, che è già stato approvato in Senato, si abbatterà sugli stipendi dei giovani ricercatori, che ora sono sul piede di guerra.

La protesta si infiamma in tutt’Italia e coinvolge soprattutto i giovani medici che, dopo la laurea, lavorano negli ospedali per conseguire la specializzazione, spesso in condizioni di vero e proprio sfruttamento. A Torino gli specializzandi in medicina hanno esposto le proprie ragioni direttamente al ministro della Salute, Renato Balduzzi, che si trovava in città per un convegno e che ha assicurato che il Ministero ascolterà le richieste di chi protesta. A Milano si sono svolti presidi davanti al Tribunale e in piazza, a Bologna un corteo si è snodato per le strade della città, a Bari è stata proclamata l’astensione dalle prestazioni per tre giorni. Scioperi negli ospedali anche a Firenze e a Roma, dove stamattina si è tenuto un sit-in davanti a Montecitorio.

L’associazione Federspecializzandi ha sostenuto che «l’applicazione della tassa non è accettabile. Il compenso economico del medico non strutturato subirebbe una botta insostenibile», e ha dichiarato la sospensione delle attività nei policlinici per due giorni (ieri e oggi).
Il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) denuncia «l’ennesima ingiustizia ai danni della categoria. Questa situazione si aggiunge ad altre problematiche e criticità. È più vantaggioso andare all’estero per esercitare la professione».
Numerose le contestazioni anche dal mondo politico, da Nichi Vendola, per il quale il governo deve cancellare «questa norma stolta», fino all’ex ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini, che considera il provvedimento «una vera e propria follia contro il merito e contro chi fa già enormi sacrifici».

La scure dell’Irpef si abbatte su giovani ricercatori che in media percepiscono 12.500 euro l’anno. Una miseria, se si considera l’importo percepito dai colleghi europei: 17.000 euro è la media in Spagna, 30.500 in Francia, 24.000 in Germania. Per non parlare del crescente numero di dottorati che non prevedono borse di studio, a causa della mancanza di finanziamenti statali. Nei 23 atenei più rappresentativi del paese (quelli che bandiscono almeno 100 borse), fra il 2009 e il 2012 il numero dei dottorati è sceso da 5701 a 4112. Anche la situazione contrattuale non è delle migliori: i ricercatori sono precari nella maggior parte dei casi, con contratti che spesso non prevedono tutele di alcun tipo.

In Italia la vita degli specializzandi non è mai stata facile, e a quanto pare lo sarà ancor meno in futuro.
Viene da chiedersi solo una cosa: ma questo Governo non avrebbe dovuto favorire i giovani?

Pubblichiamo qui di seguito il “sonetto di protesta” scritto da Francesco De Sanctis, specializzando in malattie dell’apparato cardiovascolare e in questo periodo impiegato all’ospedale Cisanello di Pisa.
Ci è sembrato particolarmente efficace per descrivere la protesta.

IL SONETTO DELLO SPECIALIZZANDO

Per tappare i buchi di chi ruba a mani basse
di chi lucra indegnamente ed evade le tasse
Han trovato ai piani alti soluzione brillante
Aggiungiamone una a chi ne paga già tante

A chi cura anime e corpi con innata dedizione
A chi non lavora ma segue una passione
A chi non abbandona l’agonizzante Stivale
A chi crede ingenuo nel futuro nazionale

Ai piani bassi spetta risposta unitaria
Civile epidemica protesta sanitaria
Per difendere diritti e dignità

Di chi manda avanti la Sanità
Tutti uniti davanti al Parlamento
Contro questo vile emendamento!