Pubblicato il: mar, Nov 11th, 2014

Specializzazioni, i giovani medici ci raccontano la battaglia contro il Ministero

di Giulia Mazzetto

Gli aspiranti specializzandi in manofestazione lo scorso 5 novembre, davanti al Miur, a Viale Trastevere. (Fonte: federspoecializzandi.it)

Gli aspiranti specializzandi in manifestazione lo scorso 5 novembre, davanti al Miur, a Viale Trastevere.

Il passo indietro del Ministro Giannini, che, dopo il grave errore nella gestione delle prove per l’ammissione alle specializzazioni di Medicina, ha deciso di non annullare il concorso, non ferma le proteste dei giovani medici che promettono battaglia. Ne abbiamo discusso con il Dottor Michele Negrello, referente Futuri Specializzandi dell’Associazione MeSPad (Medici Specializzandi Padova), che fa parte di Federspecializzandi.

 

Tutto è cominciato con un avviso pubblicato dal Miur sabato 1 novembre, in cui si annunciava una grave anomalia verificatasi nelle prove scritte del 29 e 31 ottobre per l’ammissione alle scuole di specializzazione di medicina, con la conseguente necessità di ripeterle il 7 novembre. Come si svolgevano le prove e cos’è successo esattamente?

Le prove di ammissione alle Scuole di Specializzazione erano previste nei giorni 28, 29, 30 e 31 ottobre, in realtà a tale data si è arrivati dopo un lungo e travagliato periodo fatto di snervante attesa di notizie da parte del Ministero, rimanendo per la maggior parte del tempo, e fino all’ultimo secondo, all’oscuro delle più basilari informazioni necessarie per affrontare serenamente un concorso. Ad esempio l’ora di svolgimento delle prove è stata comunicata due giorni prima delle prove stesse, inaccettabile per chi, a causa del folle sistema di assegnazione delle sedi d’esame (oltre 400 in tutta Italia), è stato spedito anche a 3-400 Km dalla propria residenza (notizia resa nota comunque meno di una settimana prima della prova). Tralasciando comunque le enormi pecche organizzative pre-concorso, le prove in sé rappresentano una macchina piuttosto complessa: quattro giorni di prove, tutte da svolgersi al computer, il primo giorno comune a tutti con 70 quiz “generali”, i successivi tre giorni le prove specifiche di ogni Specialità, distribuite in tre date diverse rispettivamente per area Medica, area Chirurgica e area dei Servizi Clinici, ognuna con 30 quiz in comune e altri 10 quiz per ogni Specialità. Ogni candidato poteva provare al massimo 2 Scuole di Specializzazione per area, quindi 6 in totale. E qui arriva il pasticcio: il Cineca, il Centro preposto dal Ministero alla preparazione delle prove, in fase di caricamento, ha invertito i files delle 30 domande comuni riguardanti le aree Medica e dei Servizi Clinici. In sostanza i candidati che hanno partecipato alla prova del 29 Ottobre, rispondendo ai 30 quiz comuni del giorno, si sono trovati le domande relative ai Servizi Clinici, e il 31 Ottobre viceversa. Il Ministero ci avvertiva quindi di questa “grave anomalia”, aggiungendo (e ci tengo a usare le virgolette, citando parola per parola quanto è ancora visibile nel comunicato pubblicato sul sito): «Il Miur, preso atto di quanto accaduto, ha stabilito di annullare e ripetere le prove oggetto dell’errore determinato dal Cineca. (…) Tutti i candidati che si sono trovati a sostenere una prova invertita saranno chiamati a ripeterla. Lunedì il Ministro Stefania Giannini firmerà il decreto che dispone l’annullamento delle sole prove oggetto di inversione e l’indizione di quelle nuove. I quiz annullati saranno ripetuti il 7 novembre prossimo in un’unica giornata e nelle sedi già utilizzate il 29 e 31 ottobre.» Dopo questo comunicato, il vuoto. Qualsiasi canale comunicativo risultava bloccato, mentre Ministro e Miur, usualmente prodighi nell’emettere decine di tweet al giorno, hanno pensato bene di tacere lasciando 12000 persone nello sconforto più totale.

Appena due giorni dopo è arrivata però la rettifica del provvedimento, che di fatto annulla il precedente annullamento del concorso. Di sicuro una figura non lusinghiera per il Ministero, ma che almeno sembrerebbe aver sistemato le cose “rattoppando” l’errore. Voi invece avete indetto una manifestazione di protesta che si è svolta il 5 novembre a Roma. Perché?

Lunedì 3 Novembre lo stravolgimento. Altro comunicato stampa che cambia tutte le carte in tavola: non si ripetono le prove ma rivalutando i quesiti si è ritenuto che questi fossero, in larga parte (28 su 30) idonei e validi per le relative aree, volendo fare un parallelismo è come se, dopo aver montato un mobile storto, ci si ritrovasse a dire «insomma dai, va bene lo stesso in fondo». Come se non bastasse, il Ministro Giannini, durante il question-time del 5 Novembre, ha poi avuto il coraggio di riferire quanto segue: «Il 1 novembre non è stato effettuato alcun annullamento della procedura, bensì un comunicato stampa, che segnalava la presa d’atto dell’errore avvenuto nell’inserimento dei dati», di fatto quindi negando quanto detto appena pochi giorni prima. Dunque, onestamente, secondo me le parole hanno un peso, soprattutto se rimangono scritte o registrate, e negare in questo modo l’evidenza mi pare, oltre che sciocco, anche estremamente offensivo per i cittadini. I Medici sono scesi in piazza spontaneamente già da lunedì, per protestare di fronte a questa confusione, ma si è voluto mobilitare i colleghi di tutta Italia, in modo organizzato il 5 Novembre, per rinnovare lo sdegno contro questa gestione assurda e pietosa. Le richieste erano varie, le idee molte e diverse, non tutti i colleghi erano allineati su ogni argomento, come è ovvio che sia di fronte ad un tale disastro, una volontà però ci ha uniti tutti: urlare ai politici e burocrati di turno la rabbia e la frustrazione di un’intera categoria, chiamata a molte responsabilità con scarse tutele e inesistenti gratificazioni.

Il Ministro Giannini vi ha ricevuto? Avete ricevuto disponibilità e collaborazione per risolvere la situazione da parte del Ministero e del Governo?

Il Ministro non era presente, anche perché impegnato nel pomeriggio nel question-time alla Camera dei Deputati, perciò ha delegato alcuni dirigenti e funzionari, se non sbaglio il vicecapo di Gabinetto, in ogni caso persone più che informate dei fatti. Non la definirei disponibilità quella dimostrata, il sentore generale è stato piuttosto quello di una parziale leggerezza nella valutazione della questione. È mio personale convincimento che queste persone non abbiano così chiaro lo stato d’animo dei 12000 giovani Medici interessati. Faccio inoltre notare come nessun appartenente al Ministero abbia avuto la decenza di scusarsi in prima persona dell’accaduto, delegando piuttosto al Cineca l’onere del dispiacere, in uno scaricabarile collettivo che definirei umiliante. Credo che da parte loro non ci sia consapevolezza che le ultime generazioni di giovani italiani, non solo Medici, partono già di base con una sfiducia globale nel proprio paese e non hanno proprio bisogno di episodi come questo: sembra non capiscano che la voglia di andarsene serpeggia ormai ad un livello critico, tanto che per molti di noi questa vicenda ha costituito l’input definitivo per dire basta e partire.

L’errore è stato dichiarato il 1 novembre, di sabato e per di più in un giorno festivo, quando le graduatorie erano già formate e non invece subito al termine dal secondo giorno di prove, quando l’inversione delle domande era già palese a chi di dovere. Alcuni di voi hanno sollevato dei legittimi sospetti. Perché aspettare 3 giorni?

Sì, c’è chi vede con malizia quanto accaduto dopo il test. Io non commento le dicerie, non sono interessato, se devo dire quello che penso, come accennavo prima, credo che ci sia stata proprio una malagestione complessiva, un qualunquismo, una superficialità inammissibili e paradossali. Se poi qualcuno ci vuole vedere del dolo faccia pure, a me basta la colpa, grave e a mio parere più che sufficiente per giustificare delle dimissioni (o se non arrivano, un licenziamento, a dirla proprio tutta).

Il Ministro Giannini risponde alle richieste di chiarimenti sulla vicende delle specializzazioni mediche, durante il question-time del 5 novembre alla Camera. (Fonte: corriereuniv.it)

Il Ministro Giannini risponde alle richieste di chiarimenti sulla vicenda delle specializzazioni mediche, durante il question-time del 5 novembre alla Camera.

Oltre al clamoroso errore in questione, lamentate altre irregolarità o situazioni poco chiare nello svolgimento dei test di ammissione?

Altro capitolo dolente: la vicenda dell’inversione dei quiz ha in verità oscurato completamente dalle cronache una lunga serie di irregolarità grandi e piccole, sicuramente inaccettabili. Sebbene alcuni fatti accaduti possano essere imputabili al rodaggio di una modalità di concorso appena nato, altre invece sono del tutto incredibili. Anche qui non voglio lasciarmi andare a commenti sulle dicerie, ma, affidandoci ad un metodo scientifico, mi rifaccio a quanto elaborato da alcuni colleghi di Bari, che, sulla base delle graduatorie di mezza Italia, grazie ad una collaborazione encomiabile di chi ha spedito le foto dei fogli appesi fuori da ogni aula, ha analizzato i risultati di più del 50% dei candidati. È risultato che di fronte ad una media nazionale di 41/70 nella prima prova del 28 ottobre, in alcune aule ci sono state medie di ben 10-15 punti superiori. Dunque, non serve essere encomiabili statisti quantomeno per porsi delle domande, ma il dubbio che sorge spontaneo è: se le stanno ponendo anche al Miur queste domande? Oppure per loro è stato tutto regolare quanto il concorso di Medicina Generale? Domanda da un milione di dollari temo.

Una soluzione proposta da molti di voi è quella di essere “risarciti” con 12000 borse di studio, permettendo cioè a tutti i partecipanti al concorso di entrare alle specializzazioni. Ma ammettendo tutti indiscriminatamente non si elimina la meritocrazia? Non ci sono altre soluzioni praticabili?

Come dicevo prima, molte sono le linee di pensiero e le idee. Personalmente non sostengo questa proposta di 12000 borse così piovute dal cielo. Io sostengo un concorso meritocratico e serio (quindi diverso da questo), con un numero di borse non legato a umori di piazza, né agli umori del Ministero delle Finanze, ma legato all’unica logica della programmazione. In teoria è il Ministero della Salute che sa esattamente di quanti Medici c’è e ci sarà bisogno, ergo quel numero dovrebbe essere l’unico che conta (non solo per l’accesso alle Scuole di Specialità, ma anche e soprattutto per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina), ma ormai pare che sia più un Tribunale a deciderlo. Ciò che in molti non vogliono accettare, a mio parere, è che il Sistema Sanitario Nazionale, pubblico, così come tutti lo vogliamo, richiede uno stretto controllo dei flussi in ingresso e in uscita, aprire l’accesso completamente porrebbe due sole possibilità: la prima, assumere tutti come dipendenti pubblici, cosa che è stata fatta in passato, con conseguenze gravissime che paghiamo tutt’oggi; la seconda, smantellare completamente il servizio pubblico, aprendo al privato e alla concorrenzialità, svendendo di fatto la Salute dei cittadini al minor prezzo. Non so cosa preferiscano gli italiani, ma onestamente io un sistema come quello americano non lo voglio. In ogni caso ognuna di queste due possibilità comporta, inevitabilmente, uno scadere generale della qualità di un sistema che, ad oggi, al netto di criticità e difetti, è universalmente riconosciuto in tutto il mondo come uno dei migliori.

Il direttore del Cineca ha rassegnato le proprie dimissioni, il Ministro Giannini ha invece dichiarato che il Miur non c’entra nulla, di conseguenza stroncando ogni possibile assunzione di responsabilità che potesse portare alle sue dimissioni o comunque ad una ammissione di colpa da parte del Ministero. Come avete considerato questo gesto?

Come accennato prima, questo scaricabarile più che vergognoso è umiliante, sia per loro sia per noi che vi assistiamo. Un minimo di onestà intellettuale vorrebbe che quantomeno il Ministero si fosse assunto la propria parte di responsabilità, magari minore rispetto a quella del Cineca, ma pur sempre esistente. La richiesta di dimissioni, specifico, non è indirizzata al solo Ministro, ma anche ai dirigenti del Miur: ricordiamo che i Ministri passano, ma quei dirigenti rimangono! E non si tratta di una richiesta dettata dalla rabbia, da desiderio di vendetta o giustizialismo, al contrario è un pensiero lungamente ponderato alla luce di una serie di eventi, coronati dalla vicenda in questione. Io mi chiedo spesso in questi giorni: quanto deve sbagliare una persona, quanti errori, quanti danni deve accumulare, prima di dimettersi o di essere messo alla porta? Si parla tanto di Articolo 18 in questo periodo, ma dico io, l’incompetenza non è una giusta causa? Bisogna fare esempi? Tutta la predisposizione di questo concorso è stata a dir poco fallace: un anno e mezzo per stilare un bando, notizie all’ultimo secondo, errori, comunicati e controcomunicati vari. E vogliamo poi parlare dei test di ammissione a Medicina? Un’organizzazione così eccellente che anche chi ha totalizzato un punteggio negativo è riuscito a vincere un ricorso, ricorsi oltretutto contro cui il Ministero stesso non sta opponendo alcuna resistenza. Viene da chiedersi se forse non siano contenti così, e tralasciamo il discorso dell’eliminazione del numero chiuso, tema infuocato, spuntato fuori in periodo elettorale con tanti proclami ma senza proposte concrete.

La pagine Facebook nata per chiedere le dimissioni del Ministro Giannini. (Fonte: facebook.com)

La pagina Facebook nata per chiedere le dimissioni del Ministro Giannini. 

Il Cineca, tra le altre cose, si occupa anche del Tfa (Tirocinio formativo attivo). Pensi che l’affidabilità di questo ente sia ormai compromessa formando un precedente pericoloso per futuri test oppure ciò che è successo deve ritenersi un episodio isolato?

Non voglio fare di tutte l’erba un fascio, credo che comunque il Cineca abbia il suo valore, al di là di tutto hanno anche messo in piedi un sistema tutto sommato onorevole per il nostro concorso, viste le premesse. Ho letto con una punta di dispiacere le interviste ai giovani tecnici responsabili fisicamente dell’errore, mi sono sembrati tra i pochi con un sincero senso di colpa per i danni arrecati a mesi di buon lavoro, rovinato probabilmente da un gesto di superficialità. Non mi sento certo di colpevolizzarli per il semplice gusto di farlo, apprezzo le parole di scuse, e apprezzo altrettanto la consapevolezza che hanno dimostrato riguardo al fatto che un disastro del genere ha ben poche probabilità di risolversi positivamente. A dirla tutta, se c’è qualcuno che mi è sembrato sinceramente dispiaciuto è stato proprio il Presidente del Cineca: pure lui avrebbe potuto scaricare la colpa sull’ultimo dei tecnici, e invece ha avuto la decenza di andare subito in diretta tv a scusarsi, con una faccia che diceva già tutto. Onestamente questa decenza non l’ho vista da parte del Ministero. Determinare che il Cineca meriti o meno di gestire questi concorsi non spetta a me, certo va fatta una valutazione complessiva e quanto accaduto non può essere trascurato. Se si possa ripresentare una cosa del genere? Spero profondamente che rimanga un caso singolo: quanto è capitato a me e ai miei colleghi in questa settimana, senza esagerare, io non lo augurerei al mio peggior nemico.

Il concorso incriminato è stato anche il primo tentativo di stabilire l’accesso alle scuole di specializzazione su base nazionale: una riforma pensata per ridurre le influenze a livello locale negli atenei e garantire maggiore meritocrazia nella selezione. Credi che sia stata una scelta giusta?

Sarò molto chiaro: per me il concorso nazionale non si tocca. Ci sono tante, tantissime cose perfettibili, personalmente io lo stravolgerei, ma il concetto di base deve rimanere quello. La cosa principale da rivedere è sicuramente la vigilanza nelle aule per impedire “collaborazioni” tra i candidati, ma secondo me di certo non va messa in discussione l’indipendenza della prova dalla valutazione del barone e baronetto di turno. In effetti, già si è visto in questi giorni più di un universitario cogliere la palla al balzo per chiedere di tornare indietro, ma è inutile appigliarsi a imperfezioni che tutti i partecipanti saprebbero impedire per demolire un progetto che parte da lontano e per la cui realizzazione si è combattuto per anni. Così come ero favorevole alla graduatoria nazionale del Test di Medicina, introdotta dopo il mio ingresso al Corso di Laurea, e per cui mi sono sentito criticare al grido di: «è ovvio che la pensi così tu che sei già dentro», rimango favorevole anche a questo concorso, e qui nessuno può criticarmi, visto che oltretutto al momento, secondo le graduatorie appena uscite (il 5 novembre) non sono entrato da nessuna parte!

Ad ora com’è la situazione? Il Ministero teme una valanga di ricorsi e di richieste di risarcimento, anche da Codacons e Federconsumatori. Voi come pensate di procedere?

Ad ora la situazione è assai caotica: purtroppo questa incertezza ha anche tirato fuori atteggiamenti piuttosto negativi da parte di vari colleghi, che, solo in parte comprensibilmente, parlano mossi dalla frustrazione. Ritengo comunque che tutti i giovani Medici, neolaureati, specializzandi o meno, debbano rimanere uniti: ottenere una programmazione seria e certa per la nostra professione è un nostro diritto, ed è per questo che dobbiamo batterci. Nei prossimi mesi, lo so io e lo sa il Miur, vedremo fioccare migliaia di ricorsi e purtroppo l’atteggiamento delle istituzioni in questi casi è spesso riassumibile nel “chi la dura la vince”. La maggior parte di questi ricorsi saranno leciti e condivisibili, e credo che gli Ordini dei Medici e la Federazione Nazionale debbano farsi portavoce delle richieste avanzate, che poi subiranno ovviamente singole valutazioni caso per caso in relazione alla validità. In ogni caso, al di là dei ricorsi, ci terrei a sottolineare come nessun giudice o giuria sarà in grado di cancellare questa pessima pagina di storia, che con persone ed atteggiamenti diversi si sarebbe potuta, almeno in parte, evitare.