Pubblicato il: gio, Apr 16th, 2015

Legge 40: Corte Costituzionale rinvia decisione su ultimi divieti

di Adalgisa Marrocco

(fonte immagine: www.mamme24.it)

Rimandata ad una prossima Camera di consiglio la decisione della Corte Costituzionale riguardo il divieto di diagnosi preimpianto e accesso alla fecondazione assistita per coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche sancito dalla Legge 40/2004. La questione di incostituzionalità su cui la Corte è stata chiamata a pronunciarsi era stata sollevata dal Tribunale di Roma, all’indomani di un ricorso presentato da due coppie impossibilitate ad ottenere indagini prenatali.

In prima linea per la cancellazione del divieto c’è, come sempre, l’Associazione Luca Coscioni. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione, ha infatti dichiarato: «La Corte costituzionale si appresta a decidere su temi fondamentali come la ricerca sugli embrioni e l’accesso alla fecondazione assistita di pazienti non sterili. Qualunque sia la decisione della Corte, il Parlamento italiano potrebbe in ogni caso intervenire per rimuovere divieti che danneggiano la ricerca e la salute. Il ruolo della Corte Costituzionale e dei tribunali è stato fino ad ora determinante ma ora tocca al legislatore riformare la legge e dare vita ad una normativa più laica e liberale. Questo il motivo delle due petizioni al Parlamento che abbiamo lanciato». Infatti, durante un convegno organizzato l’8 aprile scorso presso il Senato, sono state presentate due raccolte firme: una per la libertà di ricerca sugli embrioni umani; l’altra sull’accesso alla fecondazione per coppie non sterili, ma affette da patologie genetiche e cromosomiche.

Dal 2004, anno di nascita della Legge 40, Tribunali Amministrativi, Civili e Corte Costituzionale si sono pronunciati oltre trenta volte sulla norma, correggendone o abrogandone articoli o commi. L’Associazione Luca Coscioni fornisce un resoconto costantemente aggiornato dal titolo “Cosa resta della Legge 40”, dal quale traiamo spunto per riassumere le tappe più importanti del percorso di “svuotamento” della norma.

  •  Divieto di produzione di più di tre embrioni – Rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009;
  •  Obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti – Rimosso con sentenza della Corte Costituzionale 151/2009
  •  Divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili – Rimosso con sentenza del Tar Lazio 2008 (Linee Guida)
  •  Divieto di eterologa – Cancellato con sentenza della Corte Costituzionale il 9 aprile 2014
  •  Divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche – Sentenza di condanna della Corte EDU 29 agosto 2012 nei confronti dell’Italia. Decisione eseguita nell’anno 2013. Divieto in attesa di udienza in Corte Costituzionale con ordinanze del Tribunale di Roma risalenti a gennaio e febbraio 2014;
  • Divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso – In attesa di udienza in Corte Costituzionale – Udienza Grande Camera Corte Edu 18 giugno 2014;
  • Divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso – In vigore.

Nel pomeriggio del 15 aprile 2015 la Corte Costituzionale ha lasciato filtrare la notizia che la vedrebbe non in grado di decidere istantaneamente sull’abrogazione di uno degli ultimi paletti posti dalla Legge 40/2004. Per scrivere un nuovo capitolo della norma bisognerà attendere ancora, fino a data da destinarsi.