Pubblicato il: ven, Mag 1st, 2015

Periscope, Telefono Azzurro avverte: minori a rischio cyberbullismo

di Giulia Mazzetto

L’allarme è stato lanciato dalla principale onlus italiana a tutela dei minori, Telefono Azzurro: Periscope, la nuova app lanciata da Twitter a fine marzo che permette una condivisione istantanea in diretta streaming del mondo che ci circonda, rischia di trasformarsi in un pericoloso strumento per atti di cyberbullismo, forte della totale eliminazione della distanza temporale tra la realizzazione del video e la sua diffusione in rete.

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La viralità di Periscope deriva sicuramente dal suo funzionamento estremamente semplice: basta infatti scaricare gratuitamente l’app ed iscriversi collegando il proprio account Twitter per essere spettatori delle varie dirette condivise dagli utenti in qualsiasi momento, abilitando poi l’accesso a fotocamera e microfono se si vuole anche trasmettere diventando parte attiva del gioco.

Il live streaming mediante smartphone, può essere sicuramente molto utile a livello giornalistico in determinate circostanze, catastrofi naturali, guerre o rivolte, permettendo a qualsiasi utente collegato di avere testimonianze immediate su ciò che accade anche a migliaia di chilometri di distanza, tuttavia nel contempo solleva serie preoccupazioni sia sul versante del copyright sia con specifico riferimento ai minori, non sempre consapevoli dell’effetto della trasmissione in diretta di frammenti della loro vita.

Dal punto di vista del copyright si stanno infatti moltiplicando comportamenti che violano di fatto i termini di servizio dell’applicazione, ove si legge che “la società rispetta i diritti di proprietà intellettuale di altri e si aspetta che gli utenti facciano lo stesso”. Ne è un recente esempio il caso del primo episodio della nuova stagione della popolare serie tv Game of Thrones, letteralmente “trasmesso” in streaming illegalmente da decine di utenti, bypassando qualsiasi regola di mercato e del diritto d’autore. Come accadde per i Google Glass al cinema, alcune organizzazioni stanno pertanto cominciando ad attrezzarsi per proteggere i propri interessi commerciali, e persino la National Hockey League americana ha deciso di vietare ufficialmente a tifosi e operatori media il racconto in diretta streaming delle partite di hockey a cui assistono dal vivo nelle arene, preferendo aprire un suo account ufficiale sullo stesso Periscope.

Ma il problema principale insito nella nuova app risulta la sostanziale cancellazione del già ridottissimo scarto temporale presente fino ad ora tra ripresa e condivisione online dei video girati attraverso i molteplici strumenti tecnologici a disposizione degli utenti, configurando un’azione istantanea che priva l’autore di quel momento di riflessione rispetto all’opportunità o meno di riversare in rete scene che potrebbero poi rivelarsi dannose per sé o per gli altri soggetti coinvolti nella medesima ripresa. Proprio perché così immediatamente alla portata di tutti, Periscope può rivelarsi un mezzo assai invasivo, consentendo la ripresa di qualunque cosa, anche all’insaputa o contro la volontà delle persone protagoniste.

L’autore diventa infatti contemporaneamente spettatore e può non avere l’adeguata prontezza di interrompere il proprio video, e quindi la sua incorporata divulgazione, nel momento in cui si trovi ad assistere a scene che non solo non andrebbero amplificate ma che, addirittura, possano rappresentare violenze o vessazioni alla dignità delle persone. Più specificamente in relazione ai minori, Telefono Azzurro afferma che sono pervenute parecchie segnalazioni di giovanissimi ripresi a loro insaputa nelle aule delle scuole, per strada e in altri luoghi pubblici da coetanei o anche da adulti, nella quasi totalità dei casi senza alcuna autorizzazione. Per questo motivo l’associazione si è rivolta a Twitter e al Garante della Privacy, per richiamare una maggiore attenzione delle istituzioni a livello nazionale ed europeo al fine di una più adeguata regolamentazione dell’utilizzo della nuova applicazione.