Pubblicato il: ven, Lug 5th, 2013

Corte e sindacati, illegittimo l’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori

di Stefano L. Alberti

La Corte Costituzionale.

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 19, 1 c. lett. b) della legge 20 maggio 1970, n. 300, ovvero il cosiddetto ‘Statuto dei lavoratori’, nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda.

La situazione pertanto sta assumendo delle coloriture kafkiane. Prima del 1995, era possibile costituire RSA sia nel caso si fosse firmatari di un contratto collettivo applicabile, sia nel caso si fosse sindacati maggiormente rappresentativi. Dopo il 1995, per evitare che Cgil, Cisl e Uil ottenessero vantaggi non equi in ambiti dove l’orientamento sindacale ha un’altra direzione (per esempio, fra i bancari), venne, a seguito di referendum, esclusa quest’ultima possibilità.

Rimasta dunque la necessità del requisito di aver firmato il contratto collettivo, non ci si è posti il problema per tutto il primo decennio del XXI secolo, stante il fatto che le tre centrali confederative continuarono ad agire di concerto.

Fu solo con la spaccatura, nata nella cronaca Fiat, fra Fiom-Cgil da una parte e Fim-Cisl con Uilm-Uil dall’altra, che si pose il problema. Il sindacato di Landini poteva o firmare un contratto sgradito o rinunciare alla rappresentanza: nessuna delle situazioni era soddisfacente.

Ora, con la pronuncia della Corte Costituzionale, l’art. 19 si trova per così dire svuotato di contenuto: non è più possibile il criterio abrogato nel 1995, non è più possibile limitare ai firmatari. Sembra di dover interpretare che resti il criterio della partecipazione alla negoziazione.

Nell’attesa di leggere non la nota, ma l’intera motivazione della sentenza della Corte Costituzionale, si apre il dibattito se sia ora necessario un intervento del legislatore o se il sistema possa continuare così.

Nel frattempo, Laura Boldrini ha scelto di non partecipare alla cerimonia del 9 luglio, prevista per il lancio di due nuove varianti di carrozzeria della popolare Fiat 500, la Trekking e la Living, e di conseguenza di non incontrare Marchionne, causa anche impegni inderogabili pregressi. Con l’occasione esprime la sua contrarietà alla “gara al ribasso” in tema di diritti sociali: “Le vecchie ricette hanno fallito e ne servono di nuove. Affinché il nostro Paese possa tornare competitivo è necessario percorrere la via della ricerca, della cultura e dell’innovazione. Una via che non è in contraddizione con il dialogo sociale e con costruttive relazioni industriali: non sarà certo nella gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro che potremo avviare la ripresa.”