Pubblicato il: Ven, Giu 13th, 2014

Everyday Rebellion, il documentario che celebra la resistenza non-violenta

di Maria Pozzato

Si intitola Everyday Rebellion – The art of change il documentario e progetto crossmediale sulle forme di protesta non-violenta e di disobbedienza civile diffuse in tutto il mondo.
Nato da un’idea dei fratelli Riahi, il progetto si propone come un tributo alla creatività della resistenza priva di violenza, riunendo in un’unica pellicola la lotta di vari popoli e movimenti che, nonostante ragioni differenti per la ribellione, condividono le tattiche delle loro personali battaglie.

«Siamo persone ordinarie. Siamo come te. Alcuni di noi si considerano progressisti, altri più conservatori. Ma siamo tutti preoccupati e arrabbiati per il panorama politico, economico e sociale».
È questo ciò che accomuna gli Indignados spagnoli, che il 15 maggio 2011 scesero in piazza a Madrid e in altre città della Spagna per protestare contro i privilegi della classe politica, contro la disoccupazione e per chiedere più diritti e libertà civili, con il movimento Occupy di New York, riunito a Wall Street per protestare contro le disuguaglianze economiche e sociali e il ruolo pressante del capitalismo nelle vite dei cittadini.

Per lo stesso bisogno di cambiamento, nascono anche le pacifiche ribellioni della Primavera Araba, partita dalla Tunisia con le numerose manifestazioni di piazza contro il dispotismo e la corruzione del regime vigente, in cui si chiedeva la democratizzazione del sistema politico e che portò alla fuga del presidente Ben Ali. La spontaneità della ribellione, la partecipazione di giovani e la vastità delle manifestazioni, rigorosamente non-violente, ebbero un seguito anche nei paesi limitrofi, trascinando nel vortice della ribellione anche Egitto, Marocco, Giordania, Bahrein e Yemen. Non sempre però le proteste ebbero esiti positivi e pacifici. In Libia la protesta si trasformò in un’insurrezione armata e violenta fino alla caduta di Gheddafi. Analogamente la Siria vide trasformarsi le manifestazioni di piazza in una violenta guerra civile che ancora oggi lacera e insanguina il paese.
Significativa è stata anche la lotta di piazza Taksim in Turchia, in cui i cittadini si riunirono l’anno scorso per esprimere il dissenso nei confronti del governo Erdogan.

Di origine diversa sono, invece, le proteste originali delle Femen, gruppo di attiviste nato in Ucraina che ha fatto notizia in tutto il mondo per le manifestazioni a seno scoperto contro il sessismo e altre forme di discrminazione sociale.

Spagna, Iran, Siria, Ucraina, USA , Regno Unito, Serbia e Turchia. In queste nazioni, ma non solo, ci sono ogni giorno proteste pacifiche condotte da cittadini qualunque, che si servono proprio di metodi innovativi, divertenti, anche se qualche volta aggressivi e con conseguenze negative. Questi attivisti alternativi sono convinti che la protesta non-violenta vinca sulla violenza e l’efficacia di questo metodo è stato scientificamente provato.

Il progetto dei fratelli Riahi, oltre a realizzare un quadro d’insieme di queste lotte “speciali”, vuole mettere in risalto le conseguenze di una società moderna e in rapido cambiamento, in cui ogni giorno vengono inventate nuove forme di protesta.
Everyone Rebellion, che uscirà presto anche in Italia, dà voce a chi sceglie di combattere con la non-violenza ciò che viene creato da e con la violenza.