Pubblicato il: Mer, Mar 27th, 2013

«Io prima di te», tra amore disabilità ed eutanasia

di Stefania Manservigi

Copertina del libro “Io prima di te”

Si intitola «Io prima di te» il nuovo romanzo di Jojo Moyes, giornalista e scrittrice inglese che attualmente ha deciso di dedicarsi completamente alla scrittura abbandonando il lavoro all”«Indipendent». Il libro ha riscosso molto successo, e risulta essere il più votato nella storia del «Richard and Judy Book Club».

La trama si presenta come la classica storia d’amore da romanzo, scandita dalle vicissitudini dei suoi protagonisti: Louisa Clark, ventiseienne londinese dalla vita abitudinaria trascorsa tra le confortanti mura del bar in cui lavora e le serate al pub con Patrick, lo storico fidanzato di una vita. Will Traynor, intraprendente giovane di buona famiglia con una carriera ben avviata e una passione per i viaggi e le avventure.

Due avvenimenti sconvolgeranno l’esistenza dei due protagonisti, costringendoli a rivedere la vita che avevano programmato: Louisa perderà il lavoro, Will rimarrà paralizzato a seguito di un brutto incidente. Saranno proprio questi due eventi a rimescolare le carte, e a muovere i fili del destino che, come nelle più romantiche storie d’amore, li farà incontrare cambiando per sempre le loro vite.

Ma «Io prima di te» non è solo questo: la semplicità della storia è condita da un insieme di ingredienti che si mescolano alla perfezione tra di loro, scanditi da una narrazione essenziale ma mai banale, creando un’armonia che attrae e affascina.

Il dramma della tetrapelgia costringe Will ad una vita di restrizioni, negando lui la possibilità di fare da solo anche il più semplice dei gesti. È il forte contrasto tra la sua vita passata e quella presente, tra l’immagine del Will che era e del Will che è diventato, tra la difficoltà ad adattarsi alla perdita di tutto quello che amava di più e l’impossibilità estrema di accettazione a una non-vita che il destino gli ha imposto.

La gabbia d’oro che si è costruita Louisa, nella più totale assenza di rischio, è al riparo da un dolore passato, ma forse ancora troppo presente; un dolore che non ha mai raccontato a nessuno e che inibisce quella sua voglia di sognare, forse, non ancora sopita del tutto.

E al centro dell’amore (quell’amore puro fatto di essenza e presenza, di affinità ed emozioni) c’è  il grande tema dell’eutanasia, grande oggetto di contrasto del nostro millennio.

Ma se il rischio di banalità è alto nella trattazione di una tematica di così forte impatto attuale, la scrittrice si dimostra brava ad osservare sempre la situazione da una prospettiva esterna, senza inserirsi nell’annoso e vivace dibattito sulla questione, riportandola per voce dei chiamati in causa. Ed è l’intima delicatezza con cui vengono raccontate le sensazioni, le aspettative, i dolori e le scelte di Will a vincere, richiamando al rispetto, aiutando la riflessione, e proponendo una prospettiva interiore al di là di questioni legali e morali battute dai media e dai tribunali: il diritto di essere felici.