Pubblicato il: gio, Ott 16th, 2014

La nuova Carta dei Diritti di Internet prova a regolamentare il web

di Stefano Capponi

 

Internet non è più un mezzo di comunicazione come tanti altri, ma è una realtà parallela al mondo reale. A differenza degli altri mass media, Internet, per la prima volta, azzera la differenza tra spettatori e comunicatori: i comunicatori sono gli stessi recettori delle informazioni. Tutti possono dire la loro opinione su tutto: aspetto che coniuga sia libertà quasi totale a diversi rischi, in primo luogo sulla veridicità delle informazioni riportate, sul senso della misura, e su profili che talvolta possono assumere addirittura rilevanza penale. Anche il Parlamento italiano prevede quindi di adottare, come già fatto ad esempio in Brasile, una Carta dei Diritti di Internet, approvandola poi con una vera e propria legge dello Stato.

La Carta dei Diritti dovrebbe essere una specie di “Costituzione fondamentale di Internet”: una “Grundnorm” generale e astratta da cui discenderebbero poi implicazioni particolari a seconda dell’ambito e del contesto. Si è deciso di procedere in questo senso presentando una prima bozza alla riunione di lunedì scorso dei Parlamenti europei. La bozza sarà discussa, eventualmente modificata, votata sul web e poi approvata dal Parlamento italiano. Presso la Camera dei Deputati è stata creata un’apposita Commissione per i Diritti e i Doveri relativi a Internet: la Commissione è stata promossa caldamente dalla Presidentessa Laura Boldrini, che ha deciso di far proprio questo tema, poiché ritiene «Internet una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società». Tale organo è composto da venti membri della società civile, nonché deputati esperti dei temi dell’innovazione tecnologica, in quanto coadiuvata dall’Intergruppo Parlamentare per l’Agenda Digitale. Il Gruppo è guidato dal professore ed ex parlamentare Stefano Rodotà. C’è chi critica l’idea di “regolare” Internet, ritenendo Internet qualcosa in cui la libertà significhi autoresponsabilità e intravedendo potenziali limitazioni ad essa in ogni legge che provi a normare tale realtà. Chi ha in mente tale progetto, evidentemente, constata al contrario come Internet abbia bisogno di essere, come ogni altra dimensione umana e sociale, sistema di diritti nonché di doveri.

I filoni tematici individuati per ora vedono al primo punto la Garanzia della neutralità e della trasparenza della rete: la libertà quindi è un punto di partenza fondamentale che permette al web di esistere veramente, incontrollato e non limitato come in certi Paesi, per esempio la Cina. In secondo luogo, si mira ad unificare il rispetto della libertà di espressione con il rispetto della dignità umana di ciascuno: la libera espressione quindi è libera espressione solo sino al possibile intaccamento dei diritti fondamentali altrui. Troppo spesso, anzi, ormai ordinariamente, sorgono infatti episodi di cronaca in cui gli utenti esprimono la propria bestialità in maniera più che becera, talvolta provocando persino suicidi (specie tra i ragazzini, come mostrano diversi episodi accaduti nel nostro Paese). In terzo luogo, la riservatezza dei dati. Anche questo tema si evidenzia come preponderante, viste le rivelazioni che arrivano dalla stampa di potenziali violazioni non solo da organi statali (celebre il caso della NSA statunitense), ma anche da aziende private per pubblicizzare i propri prodotti. Ancora, il favorire la circolazione della conoscenza (conoscenza sempre aggiornabile, come nel celebre caso di Wikipedia, che ha ormai quasi spodestato la vecchia Enciclopedia Britannica, ma sempre a rischio, con la diffusione continua nei social e sui blog di informazioni false e la creazione di vere e proprie catene di bufale a cui puntualmente una vasta parte degli utenti crede), per poi passare alla sicurezza in rete (in particolar modo per i minori), e all’educazione ad internet, nonché ai diritti ad esso inerenti.

La Presidentessa Boldrini e il Professor Rodotà puntano a una parallela legislazione in tutti i Parlamenti europei, in modo che si possa proseguire il percorso verso un Bill of Rights in campo internazionale.

Il tema della Carta di Internet è molto dibattuto anche per la novità che rappresenta nel panorama giuridico e del diritto dell’informatica.