Pubblicato il: mer, Set 24th, 2014

Siamo liberi di amare oggi? Risponde la sessuologa Anna Sampaolo

di Chiara Gagliardi

Abbiamo intervistato la Dr.ssa Anna Sampaolo, coordinatrice dei corsi di educazione sessuale AIED Roma.

Quali sono le principali barriere che impediscono una “sessualità libera e consapevole” al giorno d’oggi?

Troppi pregiudizi e tabù, e una cultura che vede nella sessualità solo l’aspetto più superficiale, senza capire che è una dimensione fondante dell’identità di ciascuno e parte fondamentale del processo di crescita. Troppo spesso infatti la cultura in cui siamo immersi ha associato alla sessualità sentimenti di colpa e di vergogna, demonizzandola, per questo non sempre è così facile per i ragazzi viverla con pienezza e apertura, ed anzi paradossalmente mettono in atto comportamenti, apparentemente “liberi”, ma spesso solo esibizionistici, provocatori e rischiosi. Nei media, nella pubblicità non si parla quasi mai di sessualità in modo sano. L’educazione sessuale non entra nelle scuole se non negli istituti all’avanguardia, dove dirigenti scolastici illuminati, nonostante la scarsissima disponibilità di risorse economiche si organizzano per portarla nelle classi. Ciò determina un linguaggio spesso errato, informazioni carenti o addirittura inesatte e per i ragazzi l’essere catapultati da un mondo infantile ad uno in cui il sesso è una delle leve sociali più forti, senza essere preparati. Il rispetto e il valore del proprio corpo e di quello dell’altro, della differenza, dell’importanza degli aspetti relazionali, degli affetti e delle emozioni, dovrebbero essere insegnati fin da piccoli, altrimenti possono sorgere comportamenti e atteggiamenti che condizionano negativamente la sessualità e le relazioni affettive.

Il banner della sezione "Sessualità" di Aied Roma

Il banner della sezione “Sessualità” di Aied Roma

I “tabù” di oggi sono diversi dai tabù di ieri? In cosa?

Oggi la fisicità è molto più esposta, ma questa è solo la facciata. I corpi nudi, le scene di sesso e le pubblicità ammiccanti non significano certo che non ci siano più tabù. I tabù ancora sopravvivono, ma sotto traccia, non sono più dichiarati e palesi, anzi i comportamenti ostentano proprio l’opposto, una libertà senza limiti, dietro la cui maschera però è possibile cogliere tutta la fragilità che si nasconde.

Liberi di amare Fonte: Aied Roma

Liberi di amare 

Sulla libertà di amare avete lanciato un’iniziativa. Come è stata accolta dai giovani?

Il contest si è aperto lunedì 15 settembre. Dalle ore 9 è stato possibile inviare i progetti e partecipare alla gara. Lo scorso anno per #NoViolenza #Donne abbiamo ricevuto ben 60 progetti da 140 ragazzi dai 18 ai 30 anni. Le tematiche che noi solleviamo non sono affatto semplici, avere una partecipazione così alta ci ha reso molto soddisfatti e il valore di ogni singolo contributo è stato altissimo. Per #Giovani #LiberiDiAmare speriamo di avere ancora più partecipazione, vi faremo sapere.

Che cosa accadrà dopo il convegno del 28 novembre? Il vincitore avrà la possibilità di espandere il suo progetto?

Il 28 novembre si terrà il convegno, presso il Grand Hotel de la Minerve, che vedrà prima una tavola rotonda in cui si discuterà del tema, poi il pitch contest in cui in soli tre minuti le cinque squadre finaliste esporranno il loro progetto, e infine la premiazione da parte del comitato che eleggerà il vincitore. Dal giorno dopo il team arrivato in prima posizione avrà a disposizione 3.000 euro in denaro e 7.000 euro in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto, erogati da Cocoon Projects per i tre mesi che seguiranno l’evento. Come è stato fatto lo scorso anno con “Donne fuori scena“, anche questa volta si inizierà a trasformare quella che è solo un’idea in qualcosa di concreto. Si lavorerà per creare un team efficiente e a trovare un metodo di lavoro che gli possa permettere di crescere.