Pubblicato il: mar, Mar 11th, 2014

Arriva Lammily, l’anti-Barbie dalla bellezza “normale” e reale

di Giulia Mazzetto

Il prototipo di Lammily, la Barbie dalle forme reali.

Il designer Nickolay Lamm, 24enne artista russo trapiantato a Pittsburgh, lancia l’idea di Lammily, la bambola anti-Barbie dalla bellezza “normale” che sarà presto sul mercato grazie ad un crowdfunding.

L’iniziativa è nata l’estate scorsa da alcune immagini di Barbie create con l’aiuto di un modello 3D, stampate come si trattasse di una donna normale. Inizialmente sembrava destinata ad essere soltanto un progetto da esposizione, ma le molte richieste di persone interessate a comprare la “Normal Barbie” hanno convinto il designer a lanciare una raccolta di fondi sul noto sito di crowdfunding Kickstarter per raggiungere un astratto budget fissato a 95 mila dollari e iniziare la produzione commerciale di 5000 bambole.

L’anti Barbie, che si chiamerà Lammily in onore del suo inventore, sarà probabilmente sul mercato già dal prossimo novembre, visto il grande successo della raccolta fondi. Avrà i capelli castani, un’altezza media e dei fianchi non esattamente da top model, secondo le misure di una normale ragazza americana di 19 anni, fornite dai Centers for Disease Control statunitensi che si occupano, tra le altre cose, di fronteggiare la diffusione dell’obesità nel Paese e conoscono molto bene le misure medie di una donna in carne e ossa. Sostituendo le proporzioni da sogno della Barbie tradizionale, Lammily offre un’immagine di bellezza semplice, concreta e raggiungibile, raffigurando una ragazza sana, sportiva nel look e con un trucco appena accennato, che indosserà una semplice camicetta, shorts in jeans e delle comuni scarpe da ginnastica.

Lontana anni luce dalle misure impossibili e dal look perfetto della bambola più famosa al mondo, Lammily vuole proporsi come modello di “normalità” per contrastare quegli effetti di emulazione, destinati molto spesso ad essere delusi, e per stemperare l’idea di bellezza impossibile che genera non poca frustrazione nelle ragazzine di tutto il mondo, a causa dell’idealizzazione di canoni estetici talmente inarrivabili da rischiare, in alcuni casi, di favorire anche lo sviluppo di disturbi dell’alimentazione, primo fra tutti l’anoressia.

Barbie non è nuova agli attacchi dovuti al suo aspetto irrealmente perfetto: ad immaginare la bambola senza il makeup era stato poco tempo fa l’artista messicano Eddi Aguirre che, togliendo il rossetto, l’ombretto, il rimmel, lo sbiancante per i denti e il lisciante per capelli, aveva svelato che l’icona universale di bellezza non sarebbe sembrata più la stessa, rassicurando tutte le donne che nemmeno la ragazza di Ken è davvero perfetta.

Nickolay Lamm, designer russo operante a Pittsburgh.

Nell’idea di Lamm, le ragazze cresciute con il mito estetico di Barbie dovrebbero imparare a dare meno importanza all’immagine, soprattutto quando questa non è credibile, con immediato plauso di femministe e psicologi dell’età evolutiva che molto spesso hanno lanciato strali contro la bellezza impossibile della bambola bionda. L’ideale distorto del corpo della donna offerto da Barbie risulterebbe spesso fonte di frustrazione, confermata tra l’altro da uno studio appena pubblicato sulla rivista Sex Roles, nel quale si svela che giocare con questa bambola perfeta potrebbe inconsciamente condizionare in negativo le bambine, ridimensionandone i sogni di carriera.

La nuovissima bambola, che verrà presentata al mondo a fine anno, non sarà prodotta dal colosso Mattel, ma grazie al supporto delle tante persone che avranno voluto contribuire al suo sviluppo attraverso il progetto di crowd sourced. Lammily sarà lanciata assieme allo slogan “Average is beautiful” e sfoggerà una bellezza “normale”, non esagerata, che offra alle bambine un’idea più realistica e meno sessualizzata delle forme del corpo femminile, dimostrando quanto può essere bella una donna vera.