Pubblicato il: gio, Ott 17th, 2013

Ottawa: il Canada conferisce la cittadinanza onoraria a Malala Yousafzai

di Valeria Vellucci

Malala Yousafzai

Ottawa, 16 ottobre 2013. Il Primo Ministro canadese, Stephen Harper, annuncia la scelta di dare la cittadinanza onoraria alla giovane Malala Yousafzai.

Una scelta così importante e prestigiosa giunge in seguito all’impegno della sedicenne pakistana nel sostenere diritti umani e libertà: «Il Canada riconosce l’esempio coraggioso e stimolante di Malala, la quale ha rischiato la sua vita per il diritto all’istruzione di bambine e giovani donne. Ha affrontato il male e l’oppressione, ora parla con coraggio e per tutti coloro che sono stati ridotti al silenzio». Queste le parole di Harper, pronunciate in un discorso tenutosi ieri presso le Palais du Parlement.

Mingora, città pakistana situata nel distretto dello Swat presso la frontiera nordovest del Paese, zona controllata dai talebani. È qui che Malala nasce il 12 luglio 1997. Nonostante la sua giovane età, è divenuta un simbolo nell’ambito dei diritti civili grazie alla battaglia condotta al fine di restituire alle donne pakistane l’inalienabile diritto allo studio. Sin dall’età di 12 anni denuncia soprusi e rigidi divieti imposti dalla “talebanizzazione” della valle.

Nel settembre 2008 tiene il suo primo discorso pubblico, dal titolo: «Come osano i talebani togliermi il diritto fondamentale all’istruzione?». Appena un anno dopo, gennaio 2009, il regime chiude tutte le scuole femminili. Malala inizia un blog, per la BBC Urdu, sotto lo pseudonimo di Gul Makai. La sua famiglia viene minacciata non appena è rivelata la sua vera identità.

Il 9 ottobre 2012 è vittima di un attentato che la riduce in fin di vita: Malala viene aggredita e ferita con numerosi colpi d’arma da fuco mentre faceva ritorno a casa a bordo di uno scuolabus. Con gravi lesioni alla testa e al collo, viene immediatamente trasportata all’ospedale di Peshawar e sottoposta a un delicato intervento per estrarre i proiettili. In seguito è trasferita in Inghilterra e curata presso un ospedale di Londra.

La responsabilità dell’attentato è immediatamente rivendicata dai talebani pakistani, i quali giurano di continuare a prenderla di mira per aver promosso l’istruzione di donne e ragazze. Dopo aver lottato tra la vita e la morte e un lungo periodo di convalescenza, Malala continua nella sua battaglia.

Nel luglio scorso è stata invitata a tenere un discorso al Palazzo di Vetro di New York, presso le Nazioni Unite. Indossando il dupatta appartenuto a Benzir Bhutto, ha fatto appello al rispetto del diritto all’istruzione che dovrebbe appartenere, senza distinzione alcuna, a tutti gli esseri umani.

Il 10 ottobre scorso ha vinto uno dei premi più prestigiosi conferiti dall’Unione Europea, il Premio Sacharov per la Libertà di Pensiero. «Con l’assegnazione del premio Sacharov a Malala Yousafzai, il Parlamento Europeo riconosce l’incredibile forza di questa giovane donna. Malala coraggiosamente sostiene il diritto di tutti i bambini a un’equa istruzione. Tale diritto è troppo spesso trascurato quando si tratta di ragazze», ha dichiarato il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, annunciando il nome del vincitore. La sua candidatura è stata presentata anche per il Nobel per la Pace, vinto poi dall’Organizzazione Internazionale per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) «per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche».

Malala Yousafzai è la sesta “personalità pubblica” a ricevere la cittadinanza onoraria canadese. Tra le altre figurano: Nelson Mandela, il Dalai Lama e l’Aga Khan.