Pubblicato il: dom, Set 16th, 2012

Nel fango di Lipari Fabiana, una reporter sconosciuta, racconta il lato umano della vicenda

di Alessandro Pagano Dritto

Macchine travolte dal fango. È la prima foto diffusa da Fabiana sull’evento, probabilmente una delle prime in assoluto (fonte @FabianaFamularo)

Secondo i meteorologi è bastato un po’ del calore del Mar Tirreno a far scattare quel nubifragio che tre ore prima della mezzanotte di ieri 14 settembre si è abbattuto su Lipari, l’isola maggiore dell’arcipelago delle Eolie. Un nubifragio lampo che sempre secondo i metereologi non è stato particolarmente intenso, ma che la memoria degli isolani ricorda come uno dei più intensi, se non il più intenso, da qui a decenni.

E nel fango di Lipari molti accusano la stampa italiana di essere scivolata pure lei.

«Le immagini di Lipari devastata dall’alluvione sono angoscianti. Di peggio c’è solo il silenzio del nostro accaduto delle ns tv», dove «ns» sta per «nostre», commenta @flavialucioli.

Le fa eco @F_DeMicheli, che fa un parallelo amaro con un recente fatto di gossip: «È decisamente vergognoso vedere che l’alluvione a Lipari sia stata scartata dai media italiani. Ovvio, è più importante il seno di Kate».

Sono due tra i tanti commenti presi da Twitter, che dimostra più che mai di essere il mezzo di informazione più veloce, quello che meglio riesce a raggiungere da dentro i fatti chi su quei fatti vuole sapere qualcosa di più. Chi twitta non è infatti di solito un giornalista professionista, ma una persona che si trova al posto giusto nel momento giusto – se non fosse che l’espressione ha qui un sapore molto amaro.

A informare il mondo di twitter su quanto sta accadendo a Lipari al di là delle notizie riportate da vari siti è Fabiana Famularo (@FabianaFamularo), giovane abitante di Lipari che nel suo account compare in una foto in bianco e nero mentre concentrata legge un libro. Uno scatto in un momento qualunque di una vita qualunque. Ma quel nubifragio l’ha trasformata senza che lo potesse immaginare nell’autrice di una delle foto più riprese dalla stampa locale: quella di due macchine scure e una macchina bianca sepolte dal fango e dai detriti.

«Io ero fuori a Lipari, ma appena sono tornata ho trovato un disastro. Tantissimi danni, troppi. Grazie per l’interessamento». È un tweet di quattordici ore fa (mentre scrivo mezzogiorno è passato da venti minuti, quindi il tweet risale all’incirca alle dieci di sera). Il tweet successivo è la famosa foto, che così Fabiana commenta: «Disastro Lipari. Case scuole e abitazioni bloccate. Allagamenti, macchine distrutte».

Tavolini in piazza Marina Corta (fonte @FabianaFamularo)

Il resto della storia che Fabiana racconta al popolo di twitter è una storia fatta di cancelli sommersi dal fango, di una piazza – Piazza Marina Corta – ora diventata irraggiungibile a causa dei detriti e dell’acqua. E ci si poteva sedere ai tavoli, e prima si poteva stare sotto gli ombrelloni che riparavano dal sole i turisti e gli isolani desiderosi di un caffè o di una granita.

Le notizie, quelle non date da Fabiana e da chi come come lei ha un raggio d’azione limitato e non deve solo dare notizie ma anche scavare e aiutare – sono poche e ripetute: una scuola media allagata e duecento bambini messi al sicuro al primo piano, un autobus assalito da un fiume di fango e detriti, mezzi finiti in mare, le infiltrazioni che rischiano di far cedere il castello storico di Lipari e mettono in pericolo le famiglie che vivono nella zona sottostante, le aree di Canneto e Calandria più colpite di altre, il sindaco che chiede lo status di calamità naturale e la gente che si mette a scavare senza aspettare aiuti dall’alto.

Ma il lato umano della vicenda, quello dei tavolini dei bar irraggiungibili e malinconici in piazza Marina Corta ce l’ha dato solo una reporter improvvisa e improvvisata che il caso ha voluto si chiamasse Fabiana.

Che un’ora fa ha scritto un ultimo tweet: «Vado a vedere di presenza la situazione, vi farò sapere dopo. Grazie di cuore a tutti. #Lipari».

  • Lina

    Una conferma che l’informazione ormai viaggia su Twitter e che le “ns” TV non sono più in grado di fare quello per cui sono nate , travolte solo da scandali e pettegolezzi. Una conferma di un giovane scrittore italiano Alessandro Pagano Dritto che, puntuale come sempre, non manca di sottolineare e sviscerare in maniera semplice ma sagace la realtà che ci circonda , spesso oscurata o dimenticata dai “media” ufficiali.

    • Alessandro

      Dopo essermi scusato per i giorni di ritardo con cui rispondo, devo ringraziare innanzi tutto per l’appellativo di “scrittore”. Indubbio che mi faccia piacere, ma mi limito solo a scrivere di quello che vedo accadere più o meno intorno a me, senza pretendere di considerarmi tale.
      Per il ruolo di twitter, il caso di Lipari mi pare dimostri come ormai le fonti prime dell’informazione spesso cinguettino in rete. Non vedrei la cosa come un ostacolo per i media, semmai come un vantaggio. Ma come ogni strumento, anche twitter richiede di saper essere sfruttato al meglio per dare al meglio. Ammetto senza alcuna difficoltà che io stesso non avrei potuto scrivere questo articolo così com’è senza l’aiuto di questo social network e della ragazza che dall’isola tanto bene l’ha usato.
      Grazie ancora,
      Alessandro Pagano Dritto.