Speciale festival del cinema 2012: “The Iceman” inspiegabilmente escluso, mentre il film di Seidl fa scandalo

di Chiara Gagliardi, da Venezia

The Iceman

Al terzo giorno di Venezia69, cominciano già a vedersi delle pellicole estremamente valide: a meritare gli applausi e le ovazioni del pubblico è Ariel Vromen, giovane regista isrealiano, il cui eccellente film “The Iceman” è stato, purtroppo, inspiegabilmente relegato tra i Fuori Concorso. Michael Shannon e Wynona Ryder mettono in scena la vita di Richard Kuklinski, uno dei più spietati killer della mafia americana, noto come “l’uomo di ghiaccio” per la sua abitudine di congelare i cadaveri. Magistrale l’interpretazione di Shannon, e notevole anche la performance della Ryder, che è riuscita a mettere in scena in maniera non banale un personaggio estremamente convenzionale come la moglie di Kuklinski. Toccante e commovente, la pellicola tiene per novantotto minuti col fiato sospeso: e gli applausi meritati scrosciano.

Tra i film in concorso, sono state presentate due novità: “At any price” di Ramin Bahrami e “Paradise: Faith” di Ulrich Seidl. Stranamente, essendo stato prodotto da un regista israeliano naturalizzato italiano, il primo film tratta dei valori tipici della società americana: famiglia, religione e lavoro. Con un’inaspettata ed ottima interpretazione di Zac Efron, che si vuole affrancare dal ruolo di teen star, accompagnato da un intenso Dennis Quaid, il film racconta come un padre e un figlio vanno avanti, nonostante le avversità della vita, “a qualunque costo”. Pellicola ben costruita e con un’ottima fotografia, nonostante il soggetto non particolarmente innovativo. “Paradise: Faith”, invece, secondo capitolo della trilogia religiosa di Ulrich Seidl, ha già sconvolto i media, che ieri hanno riportato la notizia scandalo di una delle scene più spinte, in cui una donna fa sesso con un crocefisso. In realtà, bisogna contestualizzare la scena per comprenderla a fondo: nella storia di Anna Maria, profondamente credente, a tal punto da arrivare ad una sorta di fanatismo, questo, per quanto blasfemo, è un passaggio in più per descrivere la sua ossessione. Film sicuramente non di facile approccio e molto statico, ma con un suo significato preciso.

Per la Settimana della Critica, inoltre, arriva “La città ideale” di Luigi Lo Cascio, in un’inedita veste da regista: egli mette magistralmente in scena i conflitti interiori dell’uomo moderno, arrivando a toccare le più profonde tematiche filosofiche. Film tutto in famiglia per l’attore, che coinvolge nel progetto anche lo zio e la madre: la storia di Michele, che dopo aver soccorso un ferito sulla strada viene accusato di aver lui stesso causato l’incidente, merita davvero il massimo dei voti per raggiungere il Premio del Pubblico.

A seguire, un red carpet con tante urla per il divo Efron e tante presenze per le strade del Lido: a chi è toccato di girare per il festival, è probabilmente capitato di vedere Fabrizio Gifuni, Alessio Boni, Beppe Fiorello, Alessandro Gassman e Jane Alexander, oltre ai protagonisti di questa mostra.

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