Speciale festival del Cinema 2012: “Superstar” commuove e fa riflettere, mentre il progetto “Women’s Tales” lascia perplessi
di Chiara Gagliardi, da Venezia
Seconda giornata di festival, e già iniziano a comparire alcune facce note per le strade del Lido di Venezia. Approdano nella laguna veneta Winona Ryder e Michael Shannon, che presentano il film fuori concorso The Iceman. Presente anche la “superstar” Kad Merad, mentre si attende Luigi Lo Cascio in un’inedita veste da regista.
Le proiezioni continuano con il secondo film in concorso a Venezia 69: Superstar di Xavier Giannoli. Liberamente ispirata a “L’idolo” di Serge Joncour, la pellicola racconta la storia di Martin, un uomo qualunque che improvvisamente e misteriosamente diventa famosissimo. La gente lo riconosce e lo addita per strada, ma l’uomo non ha assolutamente idea del perchè avvenga tutto questo: decide pertanto di affidarsi ai media e ad una giornalista per risolvere la questione, ma avverrà una transizione da vip a nemico pubblico. Giannoli, che dichiara in conferenza stampa: «Ciò che mi affascina è proprio il non sapere il perchè», compie un delicato ma drammatico viaggio nella psiche umana, riflettendo sul continuo bisogno di trovarsi alla ribalta e sul potere dei mezzi di comunicazione di sconvolgere e nello stesso tempo distorcere la realtà. Toccante e profondo, umano eppure folle: promosso a pieni voti, e non solo. Il ruggito del leone, per questo film, sembra essere vicino.
Lascia molto perplessi, invece, il progetto Women’s Tales, prodotto da Miuccia Prada, fuori concorso ma inserito nell’ambito delle Giornate degli Autori. La campagna, incentrata sulla creatività femminile, prevedeva di dare spazio alle opere di quattro giovani registe: Zoe Cassavetes, Giada Colagrande, Massy Tadjedin e Lucrecia Martel. I quattro cortometraggi, più che rappresentare la donna in tutta la sua complessità ed interezza, sembrano essere dei videoclip o degli spot pubblicitari per l’insistenza sugli abiti e gli accessori firmati, come se per giudicare il genere femminile fosse sufficiente guardare il vestito indossato. Tiepidi applausi dal pubblico: un vero peccato per un’occasione che, se sviluppata bene, poteva dare adito a nuove e promettenti voci. A seguire il film di animazione Pinocchio di Enzo D’Alò, che invece soddisfa: in un delicato mondo di colori e suoni, il regista rivisita ancora una volta la storia di Collodi, restando estremamente fedele al testo. La pellicola è in cantiere da molti anni: D’Alò la dedica al padre morto recentemente, e “a tutti i babbi di questo mondo”. Una delizia per gli occhi degli adulti e un divertimento assicurato per i bimbi: il regista de La Gabbianella e il Gatto si ripropone e non delude.













