Pubblicato il: mar, lug 3rd, 2012

Biografilm Festival: un grande inizio d’estate, tra nuovi talenti e grandi anteprime

di Chiara Tripaldi

Manifesto Biografilm 2012

L’estate è la stagione in cui in Italia (e nel mondo) proliferano i festival culturali, dedicati alle tematiche più varie: dalla musica, a cui vengono dedicati la maggior parte degli eventi, alla letteratura, alla gastronomia, al cinema, il calendario è ricco di proposte.

Se la crescita del numero delle manifestazioni rischia una penalizzazione della qualità a dispetto della quantità, di certo non è il caso di Biografilm Festival, festival cinematografico dedicato ai biopic nato a Bologna, che ha visto svolgersi dall’8 al 18 giugno la sua ottava edizione dal titolo “Tutte le volte che il mondo è finito”. Quest’anno non si celebra una decade entrata nel mito – come lo erano stati i Sixties per l’edizione 2010 e gli anni ’80 per quella dell’anno scorso – ma si affrontano le strategie per superare la fine di un ciclo, guardando alle vite di uomini e donne che con le loro battaglie hanno cambiato il corso della loro storia e, a volte, quella del mondo.

Il Festival, nato nel 2004 su iniziativa di Andrea Romeo, tutt’ora alla direzione artistica, ha inaugurato l’estate bolognese con le sue 55.000 presenze per oltre 400 pellicole presentate al Cinema Lumière e, novità di quest’anno, al Cinema Odeon di via Mascarella.

Cosa rende unico nel suo genere Biografilm Festival? Una selezione di documentari dedicati alle vite umane note e meno note, spesso diretti da registi esordienti, che con un’idea interessante in tasca riescono a sconfiggere la tradizionale mancanza di mezzi (economici) che affligge ogni filmaker alle prime armi. E’ il caso di “Jason Becker: dead not yet” diretto da Jesse Vile, regista inglese al suo primo lungometraggio: il film, premiato al festival con il Lancia Award, racconta la commovente storia di Jason Becker, chitarrista prodigio dall’inizio carriera fulminante, colpita a 21 anni dalla scoperta di essere affetto da SLA. Jason Becker non è stata l’unica opera prima ad aggiudicarsi un premio: la menzione speciale della giuria (il presidente era Leonard Maltin, padre della critica cinematografica americana) va ad un’altra gemma nascosta, “La faute a mòn pere” della filmaker francese Chloe Barreau, insolito ritratto di famiglia, che narra di un padre spretato per amore e dello scandalo che ne seguì.

Jason Becker

Il festival ha rappresentato uno spazio per conoscere pellicole di qualità e per farsi conoscere anche per i talenti del nostro paese. Raffaele Manco e Daniele Balboni, entrambi under 30, rispettivamente con “Il colpo” e con “Francesco Berti Arnoaldi Veli – Un amico in viaggio”, portano sul grande schermo le storie di due personalità che hanno dato lustro all’Emilia Romagna: Guglielmo Marconi, inventore della comunicazione senza fili e Francesco Berti Arnoaldi Veli, eroe della Resistenza e animatore della vita politica e culturale di Bologna del Dopoguerra. Una coppia di registi ancora studenti al Centro Sperimentale di Cinematografia, Ruben Monterosso e Federico Savonitto, esordiscono a Biografilm con “La fine che non ho fatto”, dedicato a Nino Gennaro, poeta e drammaturgo omosessuale dichiarato che animò e scandalizzò la scena teatrale siciliana degli anni ’70.

Fra le grandi anteprime presentate al Festival, “Marley” di Kevin McDonald (già noto per “L’ultimo re di Scozia”), biografia dell’icona reggae Bob Marley, ha conquistato il pubblico portandosi a casa l’Audience Award per la sezione Contemporary Lives insieme a “Love & Politics”, presentato in concorso nella Selezione Ufficiale, ritratto della fondatrice del Living Theatre Judith Malina, che, nonostante le precarie condizioni di salute e le difficoltà economiche, oggi porta avanti da sola il suo progetto di teatro anarchico e libertario.

L’elenco dei documentari premiati, delle anteprime e dei piccoli capolavori da scoprire è lungo: 13 giorni di programmazione fittissima e di qualità sono trascorsi conquistando spettatori e addetti ai lavori, e coinvolgendo anche un gran numero eventi fuori sala. Concerti, presentazioni di libri, degustazioni, dj set hanno animato gli spazi della Cineteca, del Parco del Cavaticcio e di via Mascarella, chiusa al traffico e ribattezzata per l’occasione “Biografilm Street”.

Biografilm si riconferma anche quest’anno un festival che ha molto da offrire, sullo schermo e fuori, creando un evento per riflettere in modo intelligente e ironico in un periodo non facile per Bologna e per tutta l’Emilia.

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