Pubblicato il: mar, Nov 5th, 2013

Presentati gli Africa Italy Excellence Awards, l’edizione 2013 si allarga

di Riccardo Venturi

 

Il 30 novembre, per il terzo anno di seguito, verranno assegnati gli Africa Italy Excellence Awards, premi dedicati a tutti coloro che, con il loro operato, hanno contribuito a far eccellere tutta la comunità africana presente in Italia. Rispetto alle passate edizioni, rivolte esclusivamente alla comunità ghanese, quella del 2013 avrà una proiezione continentale, questa è la principale novità dell’evento presentato oggi in conferenza stampa a Roma.

Il successo dei Ghana Italy Excellence Awards ha spinto Freda Cooper della Divino Event Organization, un’agenzia specializzata nella realizzazione di eventi sociali attraverso i quali promuove il dialogo tra cittadini italiani e africani residenti in Italia, ad allargare il campo delle nomination e degli interventi a chiunque si sia distinto nella valorizzazione della diaspora africana e nella cooperazione afro-italiana.

Il riconoscimento del contributo diretto di persone, imprese ed organizzazioni è un passo fondamentale per favorire l’integrazione degli immigrati africani in Italia, per incoraggiare le nuove generazioni ad eccellere e per sensibilizzare tutti i cittadini sul tema, spesso e volentieri trascurato (o poco approfondito) dai media e strumentalizzato a livello politico. L’assegnazione dei premi serve infatti anche a mettere in luce diverse realtà positive, veri e propri modelli di apporto socio-culturale ed economico che altrimenti passerebbero inosservati, non trovando sbocchi attraverso i canali d’informazione tradizionali.

Gli Africa Italy Excellence Awards saranno consegnati a fine novembre alla Camera di Commercio di Brescia. L’evento è considerato uno straordinario inedito nel panorama nazionale, tanto da ottenere il patrocinio del Parlamento Europeo, di Roma Capitale, del Comune di Brescia e dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Nonostante l’assenza imprevista del Sindaco di Roma Ignazio Marino (che ha comunque inviato un messaggio di saluti ad organizzatori e partecipanti), l’incontro si è caratterizzato per le presenze di alcune delle più importanti figure del mondo diplomatico africano e non. Il dibattito, moderato dal giornalista Stephen Ogongo di Africa News, ha visto alternarsi gli interventi di Mamadou Kamara Dekamo (ambasciatore del Congo Brazaville), Carla Elisa Mucavi (ambasciatrice del Mozambico) e Cristopher N.R. Prentice (ambasciatore del Regno Unito). Anche i corpi diplomatici etiope e maliano hanno inviato dei rappresentanti. Tanti i temi toccati: principalmente immigrazione, integrazione e sviluppo.

Nelle parole degli ambasciatori sono frequenti i riferimenti all’empatia che lega gli immigrati africani al popolo italiano, costretto in passato ad affrontare la povertà e la necessità di lasciare la propria terra in cerca di fortuna. Nessuno si nasconde dietro un dito e tutti sottolineano le responsabilità condivise di paesi africani, Italia ed Unione Europea. Per Mamadou Kamara Dekamo «i governi africani hanno l’obbligo di creare situazioni di lavoro o di vita migliore per i loro cittadini. I migranti si spostano perché sono in difficoltà. Noi africani non possiamo ignorare le nostre responsabilità e lasciare tutto in carico all’Europa». La soluzione rimane quindi una sola: lo sviluppo in Africa. Anche l’Italia e l’Europa hanno tutto da guadagnare ad abbandonare la via dello sfruttamento economico e perseguire dei progetti di cooperazione e sviluppo concreti. Da questo punto di vista il trend è positivo, ma ancora oggi centinaia di milioni di africani vivono sotto la soglia della povertà. La tragedia di Lampedusa, a poco più di un mese di distanza, è ancora una ferita aperta e favorisce questo tipo di riflessioni. L’ambasciatore britannico pone l’accento sulla responsabilità umanitaria nei confronti di persone che tentano disperatamente di attraversare il Mediterraneo, anche mettendo repentaglio la propria vita. L’Europa non può lasciare l’Italia da sola e limitarsi a qualche dichiarazione di facciata. L’analisi dei diplomatici coinvolge anche il tema dell’integrazione e, anche in questo caso, l’appello viene rivolto a tutti indistintamente: chi emigra deve sapersi adattare, accettare e imparare ad amare il paese dove si stabilisce; tuttavia, l’Italia deve fare lo sforzo necessario di eliminare o cambiare le leggi che, invece di favorire, ostacolano il processo di integrazione degli stranieri.

Meno politico è il discorso del Dr. Kossi Komla-Ebri, presidente della Redani (Rete della Diaspora degli Africani Neri d’Italia), che esalta gli Africa Italy Excellence Awards perché sono la dimostrazione di come «l’Africa cammini sulle gambe delle sue donne». Inoltre, è necessario riconoscere l’eccellenza perché le persone che vivono a cavallo di due culture e di due identità sono riuscite a trasformare la loro condizione di perenni immigrati («colui che parte non appartiene più a nessun luogo») in una “doppia presenza” in patria e nel paese di arrivo. La Redani presenta così la proposta progettuale di “migrazione circolare”, che verte sul concetto di co-sviluppo: l’immigrato che conosce bene entrambe le realtà può essere il valore aggiunto di un’Italia sempre più in crisi. Data la necessità di cooperazione, è logico sviluppare una rete istituzionale e imprenditoriale che consenta alle comunità degli africani in Europa di agire come ponte tra le realtà lavorative dei due continenti.

Fra gli esponenti della società civile, spicca l’ideatore di un rivoluzionario progetto di TV multietnica, “All-tv”, capace di dar voce a minoranze dimenticate e discriminate: Jean Claude Mbede Fouda è già stato insignito del premio di miglior giornalista ai Ghana Italy Excellence Awards del 2012. La sua riflessione è significativa e sprona tutti a contribuire alla lotta alle discriminazioni, lamentandosi con chi è interessato solamente alla sua difficile storia personale e non alle conquiste giornalistiche ottenute in cinque anni. Un’altra sfida culturale è quella di cui parla il filosofo della Guinea-Bissau, Filomeno Lopes, che affronta i problemi che i flussi migratori portano con sé e invita a ripensare l’idea dominante di una cartografia mondiale immutabile nel tempo. La responsabilità di un cambiamento è condivisa da tutti ed ha una doppia dimensione locale e mondiale. L’unico strumento a disposizione è il dialogo.

Tra i vari riconoscimenti dell’evento, va menzionato il Premio Onorario per Eccellenza assegnato al Ministro per l’integrazione Cécile Kashetu Kyenge e al Dott. Kossi Kombla-Ebri. Africa Italy Excellence Awards quest’anno vedrà assegnare un Premio Onorario dedicato alle personalità politiche e diplomatiche (con molti ambasciatori in lizza) ed un Premio di Merito per chi si è distinto nell’ambiente sociale, culturale e letterario afro-italiano. Gli altri premi sono divisi in due categorie principali: Stella Rossa (per coloro che incoraggiano e sostengono la creazione di un collante tra la cultura italiana e quella dei diversi paesi Africani) e Stella Gialla (riguardante la sfera artistica e creativa). Molti premi sono assegnati in base alle preferenze popolari, esprimibili attraverso il sito web della Divino Event Organization. I vincitori verranno decretati tenendo in considerazione il 55% dei voti del pubblico, mentre la restante percentuale del 45% verrà assegnata dalla commissione giuridica predisposta dall’organizzazione.

Oltre alla simbolica importanza dei premi, gli organizzatori degli Africa Italy Excellence Awards sono riusciti a raggiungere l’obiettivo prefissato di portare sotto la luce dei riflettori il lavoro, gli sforzi e le storie della comunità africana in Italia. Quel che emerge è la prospettiva di chi ha conosciuto sulla propria pelle le difficoltà dell’adattamento ad una nuova vita lontano da casa e gli ostacoli della discriminazione, mentre viene invocata a gran voce, sia dai rappresentanti delle istituzioni sia da personalità della società civile africana, una cooperazione a trecentosessanta gradi che avvii l’intero continente verso un reale percorso di sviluppo.