Pubblicato il: mar, Set 23rd, 2014

L’integrazione fa goal: la nuova squadra di soli migranti, detenuti e studenti

di Giulia Mazzetto

Nasce a Roma, per iniziativa delle associazioni Antigone e Progetto diritti, e con il patrocinio dell’Università di Roma Tre, la prima formazione calcistica composta da migranti, detenuti e studenti universitari: tre mondi che a prima vista sembrerebbero destinati a percorsi paralleli senza occasione di incontro, ma che si ritrovano invece collegati in un progetto originale e ambizioso. Atletico Diritti rappresenta una sfida importante che nasce dalla compartecipazione di associazioni di categoria e mondo accademico, uniti nella convinzione che l’integrazione si crei attraverso il confronto di esperienze diverse e che sul rettangolo verde i migranti dei centri d’accoglienza, i detenuti e gli studenti romani possano trovare opportunità di conoscenza reciproca e voglia di correre insieme verso un comune obiettivo sia sportivo che umano.

Logo Atletico Diritti

Attualmente infatti, questa variegata squadra, appena iscritta al campionato di terza categoria, conta 26 giocatori: 6 detenuti provenienti dal carcere romano di Rebibbia e scelti dalla direzione dell’istituto, 10 studenti universitari di Roma Tre, e 10 stranieri, nello specifico senegalesi, marocchini, nigeriani, curdi e bengalesi. Tutti indosseranno indistintamente le maglie prodotte dalla cooperativa “Made in Jail”, con unico sponsor una scritta per il rispetto dei diritti umani. Anche il logo non è casuale: la “D” di Atletico Diritti è raffigurata attraverso la celebre banana di Andy Warhol, utilizzata poi come copertina del disco Velvet Underground & Nico: chiari i riferimenti, senza volontà di polemica, alla tanto discussa definizione utilizzata dal nuovo presidente della Figc Carlo Tavecchio per descrivere i calciatori stranieri iscritti ai nostri campionati e alle espressioni razziste che troppo spesso nei nostri stadi accompagnano i cori dei tifosi durante le partite.

Alcuni rappresentanti della squadra Atletico Diritti. (Fonte: roma.repubblica.it)

Alcuni rappresentanti della squadra Atletico Diritti

Gli incontri casalinghi dell’Atletico potranno essere disputati senza alcun costo nel campo della Polisportiva Quadraro Cinecittà grazie all’ospitalità gratuita per tutta la stagione concessa dal presidente Fabio Betulli e con il sostegno del Municipio Roma 7, ma per tutto il resto i fondi certamente scarseggiano, motivo per cui è stato approntato un progetto di crowdfunding sulla piattaforma indiegogo, corredato da un bel video (visibile sotto) realizzato dai ragazzi di Angelo Mai, o in alternativa è possibile sostenere l’iniziativa tramite il conto corrente bancario di Progetto Diritti onlus: IBAN IT76 V056 9603 2000 0000 6623 X37 – Causale: Atletico Diritti, con il traguardo della raccolta per ora fissato a 5mila Euro.

Arturo Salerni, vicepresidente della squadra insieme all’Ordinario di Diritto costituzionale dell’università di Roma Tre, Marco Ruotolo, ha comunque già le idee molto chiare e afferma: «Non ci fermeremo al calcio, abbiamo intenzione di creare una vera Polisportiva. Tra un paio d’anni fonderemo una seconda squadra in Senegal, a Dakar, e successivamente approderemo all’atletica leggera». Un giusto modo di stare in campo quindi, in nome dell’integrazione e dell’anti-razzismo, per far sì che lo sport sia davvero emblema di coesione, coinvolgimento e garanzia di diritti per tutti. Non si pensi però che la neonata squadra di calcio miri soltanto a figurare a referto, sul punto infatti pronta arriva la replica dei ragazzi: «Se il Brasile ha perso 7 a 1 nella semifinale dei Mondiali organizzati a casa sua, noi potremo mai far di peggio? Ovviamente no».