Pubblicato il: sab, Set 15th, 2012

L’imprenditore dell’anno è rumeno: dove l’integrazione sconfigge la crisi

di Chiara Gagliardi

Il logo di Money Gram Award

È nato nel 1970 nel paese di Bacau, in Romania, ma si è trasferito in Italia solo nel 1996. Sedici anni di duro lavoro, fatica ed impegno, che sono sfociati finalmente in un giusto riconoscimento: Florin Simon, 42 anni, ha ricevuto in data 13 settembre il Money Gram Award, premio dedicato all’imprenditoria straniera che ogni anno viene assegnato in Italia. Una storia a lieto fine, la sua, che riaccende le speranze sopite di chi ormai si è rassegnato alla crisi e ai tempi avversi.

Appena arrivato nel “bel paese”, Florin Simon trova lavoro come manovale, subendo la stessa sorte di tanti immigrati: quotati a livello professionale, ma senza trovare un impiego che sfrutti al meglio le loro capacità. Finchè Simon non decide di cambiare vita: è così che nasce, nel 2005, “Roma… nia S.r.l.”, un’azienda specializzata nell’importazione di prodotti alimentari tipici del suo paese natale. L’iniziativa ha un grande successo, e Simon comincia ad ingrandire il progetto: oggi l’impresa ha 34 dipendenti e fattura 19 milioni di euro l’anno. Non è finita qui: per il 2013 si prevede una crescita del 34%. Un’opera grande, che mostra come possa essere ancora possibile partire da zero, senza raccomandazioni o grossi capitali. Un’opera che ha fruttato a Florin Simon il meritato premio di “imprenditore dell’anno 2012”.

Sono quindici i professionisti stranieri a cui Money Gram ha tributato un riconoscimento, quest’anno: ognuno, nella propria categoria, ha lavorato e contribuito ad una crescita economica, dimostrando di credere nell’Italia più degli stessi italiani. Nella penisola sono circa 400mila le aziende create e sostenute da immigrati, che hanno dimostrato ampiamente capacità di leadership e competenza nel settore. Elsa Javier (Perù), Sandra Aparecida Gouveia (Brasile), Lishuang Hu (Cina), Muhammad Hajimal Shahid (Pakistan) e Anisoara Marin (Romania, ancora una volta) sono solo alcuni dei nomi premiati nel corso della cerimonia che si è tenuta a Roma. Quegli stessi nomi che, ogni giorno, lavorano onestamente e compiono un altro passo verso la ricrescita italiana.

La cerimonia di consegna del premio

Il tributo ai professionisti immigrati non solo fa riflettere, ma è decisamente emblematico di uno dei più grandi paradossi della società odierna. La paura del diverso e dello sconosciuto è ancora fortemente radicata: non è difficile trovare chi inneggia al nazionalismo e ventila una cacciata in massa degli stranieri presenti nella penisola. Sono troppo frequenti episodi di razzismo mascherato; non da ultimo, il medico di Mestre che a fine agosto rifiutò di trapiantare un cuore italiano su un uomo rumeno. Questo atteggiamento negativo nei confronti dell’interculturalità persiste, saldo, da tempo; è più comodo, forse, considerarli “tutti uguali”, e non sforzarsi di capire un altro pensiero e un’altra cultura. L’italiano medio deve ormai abituarsi all’idea: la parola “crescita” va di pari passo con “multiculturalità”.  Mentre il bel paese è sommerso dalla crisi, il resto del mondo avanza: se alcune aziende riescono ad uscire dal pantano, è da lì che bisogna ripartire. Il nuovo inizio deve essere animato dall’accoglienza e dall’apertura mentale, mentre ci si lascia alle spalle quei muri ormai vecchi e decrepiti dietro cui talvolta ancora ci si scherma. Lo sa bene Florin Simon, che ha saputo svincolarsi da pregiudizi e luoghi comuni, come lo sanno gli altri candidati al Money Gram Award e tutti gli stranieri che hanno scelto l’Italia per ricominciare. Ma non solo: per farci ricominciare.