Dagli accordi di pace all’offensiva di primavera: le due facce dei Talebani in Afghanistan
di Alessandro Pagano Dritto
Erano forse quattordici secoli che il califfo al-Farouq non entrava a Kabul. Questa primavera ce l’hanno portato i Talebani.
Il 15 aprile di quest’anno a Kabul uomini armati hanno attaccato una base militare della coalizione occidentale, alcune ambasciate, il Parlamento. Perché la situazione ritornasse tranquilla, le forze afghane hanno dovuto ingaggiare uno scontro a fuoco di 18 ore. Nel frattempo arrivavano notizie di scontri da altre tre province dell’est: Nangarhar, Logar e Paktia. Alla fine, dunque, le forze afghane hanno prevalso sui ribelli. Ma la loro vittoria – 11 morti tra i soldati e 4 tra i civili sui 51 totali – non nasconde un dato di fatto: i Talebani sono in grado di arrivare alla capitale con le loro armi e resistere in uno scontro a fuoco per quasi un’intera giornata.

Mappa dell’offensiva di primavera “al Farouq” (aprile 2012). E’ stata finora l’azione talebana meglio organizzata e di più vasta scala. Fonte: The Long War Journal
E’ stata questa l’offensiva di primavera “al-Farouq”, dal nome del secondo califfo dell’Islam. A caldo le autorità afgane avevano attribuito la responsabilità degli attentati alla Rete Haqqani, un’organizzazione molto vicina ma non interna ai Talebani, salvo poi sposare la stessa tesi sostenuta anche da una fonte ribelle contattata dal Daily Beast pochi giorni dopo i fatti: artefice di tutto è il Mullah Hayatullah, governatore ombra talebano di Kabul meglio noto come Hajji Lala.
Questa offensiva sembra anticipare la violenza che secondo diversi analisti potrebbe diffondersi in Afghanistan dal 2014, quando dovrebbe concludersi il ritiro della maggior parte delle truppe della coalizione. I Talebani potrebbero sfruttare quel momento per uscire dalle province dell’est e del sud in cui sono stanziati e riprendere la strada per Kabul, come hanno ormai dimostrato di saper fare. Intanto, anche nelle ultime settimane, episodi di sangue di minore entità continuano a turbare la vita degli afgani: dietro alcuni scontri a fuoco scoppiati tra forze governative e forze della coalizione potrebbero nascondersi infiltrazioni ordinate dalla Shura (“Consiglio”) del Mullah Omar, capo dei Talebani con base nella città pakistana di Quetta. La stessa fonte prima citata confermerebbe la volontà di creare scompiglio: “Vogliamo ingaggiare pochi combattenti ben addestrati per attaccare obiettivi di livello nel governo, tra gli americani, all’interno della NATO”. Ma nella stessa Shura forse non tutti credono che il fragore delle bombe e il sibilare dei proiettili debba accompagnare per forza la conquista della capitale. Alcuni Talebani, specialmente all’interno della vecchia guardia, sembrano voler evitare la violenza e scendere a patti: non a qualsiasi prezzo e non con tutti, però.
Nel febbraio del 2012 i Talebani avevano accettato di partecipare ad alcuni colloqui in Qatar con rappresentanti americani, tedeschi, afgani e del paese ospitante. Oggetto della trattativa, alcuni prigionieri di Guantànamo, la celebre prigione statunitense nell’isola di Cuba; ma i discorsi avrebbero potuto preludere anche a un possibile accordo di pace tra Talebani e coalizione. Non è chiaro il motivo per cui in marzo i Talebani abbiano deciso di ritirarsi dai colloqui, organizzando poi la loro più grande offensiva militare dopo appena un mese. Forse alcuni episodi che hanno suscitato scalpore potrebbero aver influito sulla decisione: militari americani si erano resi responsabili proprio in quel periodo dell’uccisione di civili afgani e di aver bruciato alcune pagine del Corano poi buttate nella spazzatura. Di certo c’è che se una possibilità di dialogo è stato concessa agli Stati Uniti, nessuno nella dirigenza di Quetta ha invece accolto i messaggi lanciati dal governo centrale, poco rappresentato in quell’assemblea e desideroso di risolvere la questione da sé. Né è servita a molto l’istituzione di una struttura apposita, l’Alto Consiglio di Pace, già nel novembre 2010. Parlando il 9 aprile 2011, il presidente del governo Hamid Karzai aveva dichiarato: “Mi piacerebbe annunciare a tutti i Talebani che c’è spazio per coloro che vogliono vivere in pace e nella fratellanza all’interno della giustizia e della legge islamica”. Vari attentati hanno colpito ex Talebani entrati a diversi livelli nell’orbita di Kabul: tra questi, quello che nel settembre 2011 ha ucciso Burhanuddin Rabbani, ex ministro talebano allora presidente di questo Consiglio, ha avuto grande risonanza. Insomma, con la Coalizione si può anche patteggiare, col governo di Kabul no.
Come base irrinunciabile per gli accordi di pace gli Stati Uniti hanno chiesto, insieme alla deposizione delle armi e al riconoscimento della nuova costituzione afgana, la rottura di tutti i legami che i Talebani hanno stretto nel tempo con al Qaeda. Senza questo, nessuna pace sarebbe possibile. Su questo punto molti analisti si sono detti scettici. Ma nel gennaio 2012 l’Institute for Peace and Conflict Studies ha registrato una modifica nell’assetto dell’organizzazione talebana: una nuova Shura raccoglierebbe ora cinque gruppi già esistenti, tra cui la Shura di Quetta e la Rete Haqqani, e sarebbe priva di collegamenti con al Qaeda. Negli ultimi undici anni, infatti, i legami con questa e con altre organizzazioni paramilitari hanno permesso ai Talebani di imporsi al di fuori del loro feudo tradizionale, le zone meridionali dell’Afghanistan a maggioranza Pashtun.

Talebani a Quetta, la base del Mullah Omar. Per poter contrattare la pace con gli USA, la Shura di Quetta sta sciogliendo tutti i legami con al Qaeda. Fonte: AFP/FILE
Alla lunga però la convivenza con queste organizzazioni ha screditato l’immagine che i ribelli volevano offrire di loro stessi, cioè quella di rivendicatori di un potere usurpato; li ha invece trasformati agli occhi dell’Occidente in alleati del terrorismo mondiale.
Gli avvenimenti di questa prima metà del 2012 raccontano di Talebani a due facce: da una parte i tentativi di pace con la coalizione, dall’altra la guerra giurata contro il governo centrale. Gli avvenimenti del 2014 diranno quale delle due anime avrà avuto la meglio sull’altra.











