Pubblicato il: Lun, Giu 17th, 2013

“We want global democracy”: la campagna a sostegno della democrazia globale

Il Presidente Kennedy si rivolge ai berlinesi nel suo celebre discorso del 26 giugno 1963

di Amira Fulvia Turazzi

“We want global democracy”, questo è il motto con il quale, in occasione della visita del Presidente Barack Obama a Berlino, il 19 giugno, attivisti di tutto il mondo stanno promuovendo una campagna per la democrazia globale.

La visita del Presidente degli Stati Uniti cade nel cinquantesimo anniversario della visita di John Fitzgerald Kennedy, che con la celebre frase “Ich bin ein Berliner” tentava di abbattere il muro che separava la città.

Oggi come allora, muri visibili e invisibili dividono i cittadini del mondo; nonostante la globalizzazione economica, infatti, manca una forza di rappresentanza che possa garantire il rispetto dei diritti umani in tutto il pianeta.

Il progetto, che può apparire utopico, sta prendendo piede con la discussione di un organo sovranazionale che possa integrare ed ampliare il ruolo svolto dalle Nazioni Unite, perché diventino il prototipo del primo parlamento mondiale.

La richiesta è molto attuale, viste anche le aperte violazioni alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che stanno avvenendo sotto gli occhi di tutti, a partire dalla soppressione del diritto alla libera espressione in moltissimi Paesi, che si considerano democratici, ma in realtà censurano la dissidenza.

Il Global Democracy Manifesto, lanciato dall’argentino Fernando Iglesias, lamenta un ritardo della politica rispetto ai cambiamenti economici e tecnologici che stiamo vivendo e denuncia una regressione del benessere e della sicurezza, con conseguente minaccia per la pace mondiale.

Secondo i sostenitori del manifesto, questa crisi può essere risolta solo progredendo verso forme più ampie e profonde di democrazia, che permettano a tutti gli esseri umani di partecipare alla costituzione di uno spazio politico sopranazionale che rappresenti adeguatamente la totalità dei cittadini del pianeta.

La campagna, indirizzata al Presidente Barack Obama e ad altri rappresentanti dell’ordine politico attuale, è firmata da nomi illustri, come Noam Chomsky, Ulrich Beck, Zygmunt Bauman e Roberto Saviano.

Gli attivisti saranno a Berlino, per esporre il manifesto pubblicamente, ma tutti possono partecipare a questa iniziativa di cambiamento, attraverso la pagina facebook, oppure usando gli hashtag #wewantglobaldemocracy e #obamainberlin su Twitter.