Pubblicato il: Sab, Mar 10th, 2012

Afterhours e Marlene Kuntz: è in arrivo la tempesta?

di Chiara Gagliardi

Gli Afterhours

I primi mesi del 2012 vedono il ritorno di due gruppi molto noti sulla scena alternativa; insieme ai Verdena, essi formano il tridente italiano della musica rock. Stiamo parlando di Marlene Kuntz e Afterhours, i quali, dopo un silenzio più o meno lungo, tornano a farsi sentire con i nuovi album, in pubblicazione entro aprile 2012. I Marlene Kuntz, capitanati come sempre da Cristiano Godano, vedono la loro prima partecipazione al Festival di Sanremo, mentre gli Afterhours di Manuel Agnelli anticipano su YouTube l’uscita del loro cd, a quattro anni dall’ultimo lavoro I milanesi ammazzano il sabato.

Entrambe le band hanno alle loro spalle una storia gloriosa: dopo tanti anni di ottimi lavori ma anonimato quasi assoluto, ora il successo è arrivato anche per loro, con il diffondersi tra i giovani della musica indipendente ed alternativa. Dopo un inizio nei garage di Cuneo, i Marlene Kuntz si sono imposti sulla scena musicale con un nuovo genere, chiamato “noise rock”, assimilabile agli esperimenti dei Sonic Youth. Fusione tra musica e rumore, con distorsioni continue e dissonanze, il tutto accompagnato da testi estremamente raffinati e poetici. Dopo l’inizio grunge di Catartica, Il vile e Ho ucciso paranoia, la band passa attraverso un periodo di transizione, in cui al rumore si sostituisce una linea più dolce e melodica: si arriva così al loro capolavoro del 2004, Bianco Sporco, e ad Uno, del 2007. Sembra proprio che i Marlene abbiano trovato la loro strada. Più duri, ribelli e diretti sono invece gli Afterhours, che dopo un passato di cover ed omaggi a Lou Reed e ai Velvet Underground trovano la loro strada con Germi. I testi di Agnelli scavano nei profondi meandri dell’anima, esprimendo violenza, furore, ma anche carezze e malinconia. E’ tutto un climax ascendente per il gruppo, che, passando attraverso Hai paura del buio?, Quello che non c’è e Ballate per piccole iene, arriva a I milanesi ammazzano il sabato del 2008. Ora gli Afterhours, che da sempre si sono distinti per la loro coerenza musicale, tacciono, se non per un breve approdo a Sanremo con Il paese è reale nel 2009: vengono eliminati, ma vincono il premio della critica.

I Marlene Kuntz

Come giudicare, quindi, l’improvviso ritorno di due gruppi simili e molto diversi allo stesso tempo? Adesso, Marlene Kuntz e Afterhours sono arrivati alla notorietà; il loro nome viene pronunciato con rispetto sulle scene critiche ed intellettuali, i loro affezionati fan li seguono con tutto l’amore possibile per quella musica vera e catartica che è il rock alternativo, Manuel Agnelli e Cristiano Godano sono ormai affermati. Eppure, il loro ritorno non è all’altezza delle aspettative. I Marlene avevano già deluso con il loro album del 2010, Ricoveri virtuali e sexy solitudini: appaiono sottotono, senza quella convinzione tipica dei primi album, ad eccezione di qualche buon pezzo come “Orizzonti”. E soprattutto, nessuna traccia di grunge o dissonanze. Se si poteva pensare ad un momento di sbando, Canzoni per un figlio, con il quale si sono presentati a Sanremo, non lascia dubbi: poco incisiva e ariosa, l’amara constatazione è che, come si suol dire, “entra da un orecchio ed esce dall’altro”. Un po’ meglio per il gruppo di Agnelli, che propone una collaborazione con Elio Germano, per la fiction “Faccia d’angelo” sulla vita del boss Felice Maniero. Il primo singolo, “La tempesta è in arrivo”, appare cattivo ed arrabbiato: non è male, risulta intenso e sentito, ma piuttosto ripetitivo. Di sicuro, non all’altezza dei lavori precedenti, seppure levigato dalla gioia di sentire finalmente la voce di Manuel dopo tanto tempo. Il loro prossimo lavoro è in uscita il 17 aprile, e presenta l’inquietante titolo Padania; ancora non si capisce come interpretarlo.

Il successo e la notorietà fanno quindi male? È un po’ presto per dirlo, soprattutto prima di ascoltare i due nuovi album al completo. Speriamo che questa partenza moscia non pregiudichi il percorso musicale dei due gruppi: attendiamo una nuova vitalità per i Marlene Kuntz, ci immaginiamo prendere Godano per le spalle e scuoterlo, aspettiamo l’uscita del cd degli Afterhours e vediamo se sono sempre loro. Vedremo se entrambi sapranno mantenere la loro identità e non smentirsi. E speriamo, soprattutto, che non sia in arrivo per loro una tempesta.