Il diritto di avere un figlio: la legge 40 torna di nuovo alla Consulta
di Andrea Gentili
Il prossimo 22 maggio la Corte Costituzionale sarà chiamata a verificare la sussistenza della domanda di legittimità costituzionale sulla legge 40/2004, la c.d. legge sulla fecondazione assistita, nella parte in cui si dichiara il divieto assoluto della fecondazione eterologa, cioè quella con semi od ovuli provenienti da donatori esterni alla coppia.
Dopo i referendum abrogativi del 2005, promossi in primo luogo dai Radicali, e conclusosi sostanzialmente con un nulla di fatto (votò solo un italiano su 4 degli aventi diritto al voto), tre furono i tentativi di sollevare dubbi costituzionali sulla legge davanti al palazzo della Consulta. Il primo di questi, un rinvio dal Tribunale di Cagliari nell’ottobre 2006, non ottenne granché: la Corte dichiarò inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in quanto non violava gli articoli 2 e 13 comma 2 della Costituzione. Due anni più tardi fu invece il TAR del Lazio a sollevare la questione ai giudici della Corte: in quell’occasione la decisione delle 15 toghe, resa nota il 1 aprile 2009, tagliò parti importanti al testo legislativo, affermando l’illegittimità dell’art. 14 comma 2 del testo legislativo nel punto in cui prevedeva un limite massimo di produzione di embrioni in un unico impianto, fissato a 3. Inoltre pochi mesi prima, fu proprio lo stesso TAR del Lazio a dichiarare illegittimo il divieto di diagnosi preimpianto, ossia quella tecnica che consentiva di verificare la presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche negli embrioni, tecnica che avrebbe poi permesso alla coppia di scegliere se continuare la gravidanza o se procedere all’interruzione terapeutica. In ultima analisi, i più recenti rinvii di domande di legittimità costituzionale alla Consulta risalgono agli ultimi mesi del 2010 e ai primi del 2011, quando dapprima il Tribunale di Firenze, e poi quello di Catania e Milano, sollevarono il dubbio costituzionale in merito a un altro punto della legge 40, fino allora mai toccato: la fecondazione eterologa. Dispone così l’art. 4 comma 3 della legge 40/2004: “È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.”
Secondo i tre Tribunali, l’articolo sopracitato violerebbe i principi costituzionali contenuti negli articoli 2, 3, 29, 31 e 32 della Costituzione, in pratica gli articoli che riconoscono i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale e la piena uguaglianza, i diritti della famiglia, la protezione della maternità, dell’infanzia e della gioventù, e soprattutto (art. 32) il diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo.
Mentre tutto questo in Italia passa sotto un vergognoso silenzio (solo pochi giornali ne danno la notizia), in Europa si è intanto aperto un nuovo fronte contro la legge 40 stessa, dopo la decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che stabilì l’incompatibilità con la Convenzione Europea di una legge austriaca, in molti aspetti analoga a quella italiana. Come però ricorda giustamente su Avvenire Alberto Gambino, ordinario di Diritto privato e direttore del Dipartimento di Scienze umane dell’Università europea di Roma, le decisioni della Corte Europea non possono essere vincolanti per gli Stati membri della Convenzione. Difatti la legge austriaca è rimasta, alla faccia della Corte Europea. Eppure questa presa di posizione delle alte cariche d’Europa non può passare in secondo piano: essa indica un sentimento crescente verso un reale raggiungimento di una piena secolarizzazione, attuatasi o non attuatasi nel corso del 900, ma che comunque, che dir si voglia, si è nuovamente riportata, da Giovanni Paolo II ad oggi, in secondo piano rispetto a un rinnovato senso di spiritualità che intende riaffermare la morale etica e religiosa nelle società.
Ed è espressione di questo sentimento laicista la Croazia, ammonita da Benedetto XVI a giugno dello scorso anno («La Croazia deve affermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino alla sua morte naturale»), ma che dopo le elezioni di dicembre, le quali hanno visto trionfare l’ala di sinistra, ha invocato la procedura d’urgenza per redigere una legge che spalancasse le porte alla fecondazione assistita senza limiti di età, alla procreazione eterologa, e all’adozione degli embrioni da parte di coppie omosessuali.
Se ciò accade nei Paesi limitrofi, non c’è da stupirsi che in Italia, dove l’embrione non può essere prodotto da ovociti e/o spermatozoi esterni alla coppia, 25mila coppie ogni anno sono costrette a fuggire all’estero per cercare di avere un bambino. Come non c’è da scandalizzarsi se poi, grazie proprio alla legge 40, si vendono kit su internet grazie ai quali è possibile selezionare direttamente le caratteristiche (colore della pelle, degli occhi e dei capelli, il quoziente di intelligenza ecc.) del bambino dei propri sogni. Il tutto a un modico prezzo: si va dai 40-240 euro per mezzo millilitro di spermatozoi di padre anonimo, ai 120-320 se invece conosciuto.
In attesa della sentenza della Corte Costituzionale, i più tradizionalisti bocciano le tesi dei tribunali che avevano sollevato la legittimità costituzionale, manifestando opinioni che corrono nella stessa direzione dell’art. 29 comma 1, il quale descrive la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Infatti secondo la morale cattolica, se si ammettesse la compartecipazione a questa famiglia di un soggetto esterno, essa perderebbe la caratteristica di società naturale, perché il figlio si vedrebbe davanti tre figure genitoriali: i genitori civili e un genitore naturale esterno alla coppia, di fatto minando alla stabilità del nucleo familiare. Eppure statistiche USA dicono proprio il contrario, sia per quanto riguarda la solidità della coppia che per la cura nei confronti dei bambini. E il confronto con l’adozione poi? I due istituti, adozione e fecondazione eterologa sembrano essere proprio i medesimi. Solo che il primo è regolato dalla legislazione italiana, mentre il secondo è caratterizzato da polemiche e vagli della Corte Costituzionale.






