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	<title>Giornale Il Referendum &#187; Astronomia</title>
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		<title>Su Marte possibili forme di vita in passato, lo rivela la Nasa con l&#8217;aiuto di Curiosity</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 17:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Ingrao</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Gabriele Ingrao Grazie ad alcuni campioni di roccia prelevati dal Rover della sonda Curiosity, gli scienziati della Nasa hanno annunciato che il pianeta Marte, circa 3 miliardi di anni fa, potrebbe essere stato abitato da  forme di vita microbiche. L&#8217;analisi effettuata sulle polveri di alcune rocce sedimentarie nel &#8220;Gale Crater&#8220;, un enorme cratere originatosi [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/03/13/su-marte-possibili-forme-di-vita-in-passato-lo-rivela-la-nasa-con-laiuto-di-curiosity/">Su Marte possibili forme di vita in passato, lo rivela la Nasa con l&#8217;aiuto di Curiosity</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gabriele Ingrao</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/YoGGdEpso84" frameborder="0" width="550" height="309"></iframe></p>
<p>Grazie ad alcuni campioni di roccia prelevati dal Rover della sonda <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/msl/index.html" target="_blank">Curiosity</a>, gli scienziati della Nasa hanno annunciato che il pianeta Marte, circa 3 miliardi di anni fa, potrebbe essere stato abitato da  forme di vita microbiche. L&#8217;analisi effettuata sulle polveri di alcune rocce sedimentarie nel &#8220;<a href="http://mars.jpl.nasa.gov/msl/mission/timeline/prelaunch/landingsiteselection/aboutgalecrater/" target="_blank">Gale Crater</a>&#8220;, un enorme cratere originatosi ben 3,5 miliardi di anni fa dall&#8217;impatto di un asteroide col pianeta rosso, ha infatti evidenziato la presenza di zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno, fosforo e carbonio, tutti elementi chimici necessari per lo sviluppo della vita, oltre a solfati e solfuri, molecole composte che vengono utilizzate dagli organismi per le funzioni vitali.</p>
<div id="attachment_32572" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-32572" title="Immagini delle rocce analizzate dalla sonda Curiosity su Marte (Fonte: Nasa)" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/03/Foto-Nasa-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Immagini delle rocce analizzate dalla sonda Curiosity su Marte (Fonte: Nasa)</p></div>
<p>In particolare, i campioni di materiale roccioso sono stati estratti in una zona che un tempo costituiva il tratto finale di un antico fiume o di un bacino lacustre, denominata oggi &#8220;Yellowknife Bay&#8221;, un luogo che in passato era ricoperto da grandi quantità d&#8217;acqua. Grazie ai sofisticati strumenti di analisi dei quali è dotata la sonda Curiosity, tra i quali il &#8220;Sample Analysis at Mars&#8221; (SAM) e il &#8220;Chemistry and Mineralogy&#8221; (CheMin), gli esperti della Nasa hanno infatti scoperto che la roccia è composta da un&#8217;argilla a grana molto fine, contenente numerosi minerali argillosi, un ambiente piuttosto umido e non troppo acido o salato, ideale quindi per lo sviluppo di forme di vita primitive.</p>
<p>&#8220;Il campione utilizzato per le analisi è composto per il 20% da minerali argillosi &#8211; afferma <strong>David Blake</strong>, ricercatore della NASA presso l&#8217;Ames Research Center di Moffett Field, in California &#8211; i quali si sono formati dalla reazione di acqua relativamente fresca con minerali ignei, ad esempio l&#8217;olivina. Inoltre, la presenza di solfato di calcio insieme all&#8217;argilla rivela che il pH del suolo di quella particolare zona era neutro o, tuttalpiù, leggermente alcalino. Siamo rimasti inoltre sorpresi &#8211; conclude lo scienziato &#8211; dal fatto che fosse presente nel campione una miscela di diversi elementi chimici ossidati, poco ossidati e non ossidati, i quali avrebbero potuto fornire un gradiente di energia che molti microbi sulla Terra sfruttano per poter vivere.&#8221;</p>
<div id="attachment_32593" class="wp-caption alignright" style="width: 278px"><img class="size-full wp-image-32593" title="images" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/03/images.jpg" alt="" width="268" height="188" /><p class="wp-caption-text">La sonda Curiosity (Fonte: Nasa)</p></div>
<p>Gli scienziati della Nasa lavoreranno ancora per qualche settimana nella zona della &#8220;Yellowknife Bay&#8221;, analizzando nuovamente i campioni di roccia fino ad ora estratti e concentrandosi maggiormente su alcune tracce di gas evidenziate dallo strumento SAM. La missione Curiosity, la cui sonda è atterrata su Marte il 6 agosto del 2012, ha infatti una durata di un anno marziano, circa 2 anni terrestri, e, a detta di <strong>John Grotzinger</strong>, scienziato del progetto presso il California Institute of Technology di Pasadena, in California, &#8220;tutti noi ricercatori della Nasa, proprio come una squadra, sentiamo che ci sono ancora molte scoperte più emozionanti che ci aspettano nei mesi e negli anni a venire.&#8221;</p>
<p>Il video a inizio articolo mostra la prima trivellazione effettuata da Curiosity il 15 febbraio scorso, nel sito denominato &#8220;John Klein&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/03/13/su-marte-possibili-forme-di-vita-in-passato-lo-rivela-la-nasa-con-laiuto-di-curiosity/">Su Marte possibili forme di vita in passato, lo rivela la Nasa con l&#8217;aiuto di Curiosity</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La sonda MESSENGER rivela nuovi dettagli su Mercurio: ecco una nuova mappa completa</title>
		<link>http://ilreferendum.it/2013/02/27/la-sonda-messenger-rivela-nuovi-dettagli-su-mercurio-ecco-una-nuova-mappa-completa/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 11:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Ingrao</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Gabriele Ingrao Le oltre 160.000 immagini inviate dalla sonda MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging), lanciata dalla Nasa nel 2004 e giunta nell&#8217;orbita di Mercurio il 18 marzo del 2011, hanno permesso agli studiosi dell&#8217;ente spaziale americano di realizzare una nuova mappa completa del pianeta, capace di coprire il 99% circa dell&#8217;intera [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/02/27/la-sonda-messenger-rivela-nuovi-dettagli-su-mercurio-ecco-una-nuova-mappa-completa/">La sonda MESSENGER rivela nuovi dettagli su Mercurio: ecco una nuova mappa completa</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gabriele Ingrao</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ZnTQmG-4aus" frameborder="0" width="550" height="413"></iframe></p>
<p>Le oltre 160.000 immagini inviate dalla <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/messenger/main/index.html" target="_blank">sonda MESSENGER</a> (<strong>ME</strong>rcury <strong>S</strong>urface,<strong> S</strong>pace <strong>EN</strong>vironment, <strong>GE</strong>ochemistry and<strong> R</strong>anging), lanciata dalla Nasa nel 2004 e giunta nell&#8217;orbita di Mercurio il 18 marzo del 2011, hanno permesso agli studiosi dell&#8217;ente spaziale americano di realizzare una nuova mappa completa del pianeta, capace di coprire il 99% circa dell&#8217;intera superficie di Mercurio e di fornire preziosissime informazioni riguardo la sua composizione geologica. Le immagini, realizzate con una risoluzione di 1 kilometro per pixel, sono state scattate grazie alla Wide Angle Camera, una potente fotocamera che sfrutta ben 8 tipi di filtri diversi, i quali sono montati su una sorta di &#8220;ruota&#8221; girevole.</p>
<p>&#8220;Le immagini inviate sulla Terra da MESSENGER ci hanno permesso di evidenziare le differenze di composizione dei diversi materiali presenti sulla superficie di Mercurio e per quanto tempo siano stati esposti al fenomeno di &#8220;scurimento&#8221; o invecchiamento &#8211; affermano gli scienziati della missione presso la <a href="http://messenger.jhuapl.edu/index.php" target="_blank">Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory</a> &#8211; e i colori usati sulla mappa, seppur irreali, ci aiutano proprio a capire la diversa natura geologica delle rocce che formano il pianeta.&#8221;</p>
<div id="attachment_31355" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://ilreferendum.it/2013/02/27/la-sonda-messenger-rivela-nuovi-dettagli-su-mercurio-ecco-una-nuova-mappa-completa/spider_strip_caloris/" rel="attachment wp-att-31355"><img class="size-medium wp-image-31355" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/02/spider_strip_caloris-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;immenso cratere d&#8217;impatto del Bacino Caloris visto dalla sonda MESSENGER (Fonte: NASA)</p></div>
<p>I colori presenti sulla mappa evidenziano, pertanto, il diverso grado di albedo dei materiali presenti sulla superficie di Mercurio, cioè la quantità di luce solare che questi ultimi sono in grado di riflettere. Osservando la mappa possiamo quindi distinguere i crateri vulcanici più giovani, colorati in azzurro chiaro-bianco e caratterizzati da lunghi raggi di detriti piroclastici emessi da eruzioni recenti, le zone a bassa riflettività, colorate in azzurro scuro-blu e formate da minerali opachi, le grandi distese di lava create da grandi eruzioni vulcaniche, colorate in marrone e punteggiate da aree più chiare, che evidenziano attività vulcaniche particolarmente esplosive, e, infine, l&#8217;immenso Bacino Caloris, un cratere da impatto del diametro di circa 1550 km scoperto dalla <a href="http://solarsystem.nasa.gov/missions/profile.cfm?MCode=Mariner_10" target="_blank">sonda Mariner 10</a> nel 1974, che troviamo nella parte alta della mappa, sulla destra, colorato in arancione.</p>
<p style="text-align: left;">Con le migliaia di immagini raccolte dalla missione MESSENGER, la NASA ha realizzato un video dal titolo &#8220;Taking Mercury For a Spin&#8221;, il quale mostra il pianeta Mercurio durante la fase di rotazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/02/27/la-sonda-messenger-rivela-nuovi-dettagli-su-mercurio-ecco-una-nuova-mappa-completa/">La sonda MESSENGER rivela nuovi dettagli su Mercurio: ecco una nuova mappa completa</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pioggia di meteoriti scuote la Russia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 14:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Vellucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Valeria Vellucci Ore 9.20 locali, Russia centrale. Un milione di abitanti è stato svegliato, tra incredulità e sgomento, da una vera e propria pioggia di meteoriti. Le violente esplosioni, verificatesi ad 80 chilometri dalla città di Sakta, hanno causato gravi danni a strutture e persone. Al momento si contano 700 feriti circa, 82 bambini, [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/02/15/pioggia-di-meteoriti-scuote-la-russia/">Pioggia di meteoriti scuote la Russia</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Valeria Vellucci</strong></p>
<div id="attachment_30365" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-30365" title="Fumo provocato dall'attrito dei frammenti con l'atmosfera (yahoonews.it)" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/02/Fumo-provocato-dallattrito-dei-frammenti-con-latmosfera-yahoonews.it_-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /><p class="wp-caption-text">Fumo provocato dall&#8217;attrito dei frammenti con l&#8217;atmosfera (yahoonews.it)</p></div>
<p align="JUSTIFY">Ore 9.20 locali, Russia centrale. Un milione di abitanti è stato svegliato, tra incredulità e sgomento, da una vera e propria pioggia di meteoriti. Le violente esplosioni, verificatesi ad 80 chilometri dalla città di Sakta, hanno causato gravi danni a strutture e persone. Al momento si contano 700 feriti circa, 82 bambini, di cui due in gravi condizioni. I testimoni affermano che, inizialmente, le esplosioni hanno lasciato pensare ad un aero esploso in volto.</p>
<p align="JUSTIFY">Il meteorite, abbattutosi nella zona degli Urali, è esploso ben 9 volte a 55 chilometri di distanza dalla superficie della Terra. Russia Today ha immediatamente divulgato informazioni sullo sconvolgente accaduto, precisando che a colpire la terra siano in realtà stati i frammenti di cristalli generatesi dalla disgregazione del meteorite stesso al momento dell’impatto con la cosiddetta ‘parte bassa’ dell’atmosfera.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo stato di allerta ed emergenza rimane alto. Ospedali, scuole, uffici pubblici sono stati chiusi. Squadre di soccorso speciale, vigili del fuoco, e polizia, procedono nell’ispezione degli edifici più danneggiati.</p>
<div id="attachment_30366" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-30366" title="Finestre danneggiate dall'onda d'urto dell'impatto (greenme.it)" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/02/Un-edificio-danneggiato-dallimpatto-greenme.it_-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /><p class="wp-caption-text">Finestre danneggiate dall&#8217;onda d&#8217;urto dell&#8217;impatto (greenme.it)</p></div>
<p align="JUSTIFY">Sul web impazzano immagini e video amatoriali dell’insolita pioggia. In ognuno di essi è chiaramente visibile una scia luminosa che sembra esser caratteristica dell’impatto di un asteroide. E’ così che si esprime in merito Andrea Milani dell’Università di Pisa e responsabile del gruppo di ricerca NeoDys. Nell’opinione dell’esperto di meccanica celeste, la pioggia di meteoriti è stata probabilmente stata causata dall’impatto di un asteroide: «Una scia del genere è provocata da un oggetto che scarica parte della sua energia frammentandosi». La relazione con l’asteroide 2012 DA14, presente sulle nostre teste negli ultimi due giorni, sarebbe in ogni caso da escludere, in quanto tra i due fenomeni intercorre una distanza di 24 ore.</p>
<p align="JUSTIFY">La situazione più preoccupante sembra essere quella concernente la città di Cheliabinsk, è proprio qui, difatti, che si sono avuti i danni maggiori. Il presidente russo Vladimir Putin, oltre ad esprimere la sua preoccupazione per la situazione, non ha mancato di criticare il sistema di monitoraggio, a suo avviso ‘non del tutto efficace’.</p>
<p align="JUSTIFY">Controlli sono stati repentinamente effettuati anche nei pressi di impianti nucleari. Sebbene l’evento si sia verificato in una zona che accoglie grandi impianti, non sembrerebbero per il momento stati rilevati danni e quindi aumento delle radiazioni. «Tutte le istallazioni di Rosatom nella regione degli Urali funzionano normalmente. Non hanno avuto conseguenze dalla caduta del meteorite». Queste le rassicuranti parole dell’Agenzia Nucleare Nazionale Rosatom.</p>
<p align="JUSTIFY">Fonti: ansa.it, lastampa.it</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/02/15/pioggia-di-meteoriti-scuote-la-russia/">Pioggia di meteoriti scuote la Russia</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Un 2013 all&#8217;insegna delle stelle: previsto sui nostri cieli il passaggio di asteroidi, stelle cadenti e una cometa che brillerà come la luna piena</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 15:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornale il Referendum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Gabriele Ingrao Il 2013 sarà per l&#8217;astronomia un anno ricco di appuntamenti “stellari”: gli studiosi dello spazio hanno infatti previsto per l&#8217;anno appena iniziato una serie di fenomeni celesti che interesseranno particolarmente i nostri cieli già a partire dai prossimi giorni, come sottolinea l&#8217;astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/01/02/un-2013-allinsegna-delle-stelle-previsto-sui-nostri-cieli-il-passaggio-di-asteroidi-stelle-cadenti-e-una-cometa-che-brillera-come-la-luna-piena/">Un 2013 all&#8217;insegna delle stelle: previsto sui nostri cieli il passaggio di asteroidi, stelle cadenti e una cometa che brillerà come la luna piena</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gabriele Ingrao</strong></p>
<div id="attachment_27103" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-27103" title="Raffigurazione immaginaria dell'asteroide Apophis" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/01/Raffigurazione-immaginaria-dellasteroide-Apophis-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Raffigurazione immaginaria dell&#8217;asteroide Apophis</p></div>
<p>Il 2013 sarà per l&#8217;astronomia un anno ricco di appuntamenti “stellari”: gli studiosi dello spazio hanno infatti previsto per l&#8217;anno appena iniziato una serie di fenomeni celesti che interesseranno particolarmente i nostri cieli già a partire dai prossimi giorni, come sottolinea l&#8217;astrofisico <strong>Gianluca Masi</strong>, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del progetto “Virtual Telescope”.</p>
<p>Il primo evento del nuovo anno è previsto per il prossimo 9 gennaio, quando l&#8217;asteroide “<em><strong>Apophis</strong></em>”, che ha un diametro di circa 300 metri, passerà a 15 milioni di kilometri dalla Terra, un evento che, spiega <strong>Masi</strong>, “sarà interessante soprattutto perché permetterà agli astronomi di calcolare la distanza alla quale questo asteroide ripasserà vicino al nostro pianeta nel 2036, un passaggio, questo, considerato potenzialmente pericoloso”. Il 15 febbraio sarà poi la volta dell&#8217;asteroide “<em><strong>2012 DA14</strong></em>”, un corpo celeste del diametro di circa 50 metri che passerà a circa 35.000 kilometri dalla Terra e sarà visibile dall&#8217;Italia con l&#8217;aiuto di un piccolo binocolo.</p>
<p>Dopo gli asteroidi, il 25 aprile e il 19 ottobre prossimi avremo due eclissi lunari parziali, nel corso delle quali, afferma <strong>Gianluca Masi</strong>, “la Terra proietterà nello spazio la sua ombra e una penombra dovuta alla sua atmosfera, con la Luna che passerà all&#8217;interno di questa penombra, causando così un piccolo calo di luce del nostro satellite.”</p>
<div id="attachment_27104" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-27104" title="La cometa Ison è prevista nei nostri cieli per novembre 2013" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2013/01/La-cometa-Ison-è-prevista-nei-nostri-cieli-per-novembre-2013-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /><p class="wp-caption-text">La cometa Ison è prevista nei nostri cieli per novembre 2013</p></div>
<p>Il 10 marzo 2013 avremo poi il passaggio della cometa “<em><strong>Pan-STARRS</strong></em>”, la prima delle due grandi comete che saranno visibili ad occhio nudo dalla Terra. “Pan-STARRS”, scoperta nel maggio del 2011, transiterà a circa 50 milioni di kilometri dal nostro pianeta e sarà osservabile di sera, data la sua elevata luminosità. La seconda grande cometa che interesserà i cieli del nostro pianeta è la “<em><strong>Ison</strong></em>”, il cui passaggio è stato preannunciato come un evento memorabile: la cometa, infatti, dovrebbe essere visibile a partire dal novembre 2013 e, avvicinandosi progressivamente al Sole, dal quale disterà “solamente” 1,5 milioni di kilometri, diverrebbe estremamente lucente, tanto da superare la luminosità di Venere ed eguagliare quella della Luna piena, il che significa che, in condizioni ottimali, potrebbe essere visibile anche in pieno giorno. Al momento la cometa è solo un piccolo puntino che si trova oltre il pianeta Giove, ma a partire da ottobre dovrebbe avvicinarsi sempre di più a Marte e infine al Sole, dando il via ad uno spettacolo che sarebbe garantito fino al gennaio 2014. Secondo le previsioni degli astronomi, la cometa Ison dovrebbe essere la prima ben visibile dall&#8217;emisfero boreale dopo la Hale-Bopp nel 1997, ma il condizionale è d&#8217;obbligo, poiché il corpo celeste potrebbe non resistere al passaggio ravvicinato al Sole, finendo per disintegrarsi.</p>
<p>Immancabili, infine, le stelle cadenti, con le “<strong>Perseidi</strong>” che potranno essere viste l&#8217;11 e il 12 agosto e le “<strong>Geminidi</strong>” visibili il 13 e 14 dicembre prossimi.</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2013/01/02/un-2013-allinsegna-delle-stelle-previsto-sui-nostri-cieli-il-passaggio-di-asteroidi-stelle-cadenti-e-una-cometa-che-brillera-come-la-luna-piena/">Un 2013 all&#8217;insegna delle stelle: previsto sui nostri cieli il passaggio di asteroidi, stelle cadenti e una cometa che brillerà come la luna piena</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Nuova spettacolare immagine di Saturno scattata dalla sonda Cassini</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 16:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornale il Referendum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Gabriele Ingrao La sonda Cassini, lanciata il 15 ottobre 1997 dallo Space Center di Cape Canaveral, in Florida, ha inviato qualche giorno fa sulla terra una delle immagini più belle e spettacolari scattate al pianeta Saturno. Il veicolo spaziale, che si trova nell&#8217;orbita del grande “gigante gassoso” dal 2004, è riuscito infatti a realizzare [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/19/nuova-spettacolare-immagine-di-saturno-scattata-dalla-sonda-cassini/">Nuova spettacolare immagine di Saturno scattata dalla sonda Cassini</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gabriele Ingrao</strong></p>
<div id="attachment_26395" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://ilreferendum.it/2012/12/19/nuova-spettacolare-immagine-di-saturno-scattata-dalla-sonda-cassini/la-nuova-immagine-di-saturno/" rel="attachment wp-att-26395"><img class="size-medium wp-image-26395" title="La nuova immagine di Saturno" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2012/12/La-nuova-immagine-di-Saturno-300x139.jpg" alt="" width="300" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">La nuova immagine di Saturno</p></div>
<p>La sonda Cassini, lanciata il 15 ottobre 1997 dallo Space Center di Cape Canaveral, in Florida, ha inviato qualche giorno fa sulla terra una delle immagini più belle e spettacolari scattate al pianeta Saturno. Il veicolo spaziale, che si trova nell&#8217;orbita del grande “gigante gassoso” dal 2004, è riuscito infatti a realizzare la foto approfittando del fatto che Saturno fosse perfettamente retroilluminato dal Sole, una posizione di visualizzazione piuttosto rara e ambita da scienziati e astronauti, poiché permette di evidenziare le caratteristiche dei grossi anelli attorno al pianeta e della sua atmosfera, particolari altrimenti non osservabili durante la fase più bassa del moto solare.</p>
<p>Già nel 2006 la sonda Cassini aveva scattato una serie di immagini simili a questa, realizzando un mosaico di fotografie (chiamato “In Saturn&#8217;s Shadow”, cioè “All&#8217;ombra di Saturno”) che lasciarono a bocca aperta gli studiosi di Saturno, poiché mostravano il pianeta che, con la propria massa, oscurava il Sole posto esattamente dietro, e un piccolo puntino blu sulla sinistra, quasi impercettibile, che era la Terra. In questa nuova immagine invece, scattata il 17 ottobre 2012 e resa pubblica solo lunedì scorso, si vedono Saturno e i suoi anelli in primo piano, mentre la Terra e il Sole questa volta non sono visibili poiché si trovano perfettamente coperti dal pianeta. Nella parte bassa dell&#8217;immagine, sulla sinistra, si vedono inoltre due piccoli punti bianchi, cioè due delle numerose lune orbitanti attorno a Saturno: Encelado, più vicina agli anelli, e Teti, più in basso rispetto alla prima. Questa nuova immagine, pertanto, è di significativa rilevanza anche perché è stata scattata più da vicino rispetto alle precedenti, fornendo così un punto di vista privilegiato per le ricerche e i numerosi studi sul pianeta. Le nuove foto inviate sulla terra dalla sonda Cassini sono in tutto 60 e sono visibili sul sito della Nasa.</p>
<div id="attachment_26396" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://ilreferendum.it/2012/12/19/nuova-spettacolare-immagine-di-saturno-scattata-dalla-sonda-cassini/converted-pnm-file/" rel="attachment wp-att-26396"><img class="size-medium wp-image-26396" title="La sonda Cassini in orbita attorno a Saturno" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2012/12/La-sonda-Cassini-in-orbita-attorno-a-Saturno-300x268.jpg" alt="" width="300" height="268" /></a><p class="wp-caption-text">La sonda Cassini in orbita attorno a Saturno</p></div>
<p>Carolyn Porco, membro del team-immagini della sonda Cassini, ha affermato: “<em>Nonostante avessimo già ricevuto negli ultimi anni alcune immagini spettacolari di Saturno, nessuna è più sorprendente e insolita di quella che la sonda Cassini ci ha mandato il 17 ottobre scorso, scattata dalla parte in ombra del pianeta. La foto in questione è sicuramente una delle più belle mai realizzate e vuole essere il nostro regalo per la conclusione del 2012, sperando che, chi la guardi, possa cogliere appieno la bellezza del nostro sistema solare e dei suoi corpi celesti”.</em></p>
<p lang="it-IT">Fonti: Ansa, Nasa</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/19/nuova-spettacolare-immagine-di-saturno-scattata-dalla-sonda-cassini/">Nuova spettacolare immagine di Saturno scattata dalla sonda Cassini</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Come si forma un sistema planetario? La scoperta di una nuova stella simile al sole</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 18:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornale il Referendum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; Di Anna Chiara Sardella 450 anni luce soltanto ci separano dalla più giovane stella in formazione mai osservata dalla terra. Per ora la sua grandezza ammonta a circa un quinto del sole, ma gli scienziati suppongono che arriverà a raggiungere sette volte le dimensioni di Giove. Tecnicamente si chiamano “protostelle” tutti quei corpi celesti [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/10/come-si-forma-un-sistema-planetario-la-scoperta-di-una-nuova-stella-simile-al-sole/">Come si forma un sistema planetario? La scoperta di una nuova stella simile al sole</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di Anna Chiara Sardella</strong></p>
<p>450 anni luce soltanto ci separano dalla più giovane stella in formazione mai osservata dalla terra. Per ora la sua grandezza ammonta a circa un quinto del sole, ma gli scienziati suppongono che arriverà a raggiungere sette volte le dimensioni di Giove. Tecnicamente si chiamano “protostelle” tutti quei corpi celesti nella prima fase di sviluppo, ovvero quando i gas interstellari sono ancora in balìa del collasso gravitazionale e la fusione nucleare all’interno di essi è appena iniziata.</p>
<p>L1527Irs è il nome di battesimo che gli scienziati hanno dato a questo “neonato “corpo celeste di soli 300mila anni, e nelle sue dimensioni ancora ridotte cresce a poco a poco nella costellazione del Toro. La protostella è circondata da un disco di polveri e gas .</p>
<div id="attachment_25837" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://ilreferendum.it/2012/12/10/come-si-forma-un-sistema-planetario-la-scoperta-di-una-nuova-stella-simile-al-sole/una-protostella-fonte-imm-corriere-fiorentino/" rel="attachment wp-att-25837"><img class="size-medium wp-image-25837" title="una protostella fonte imm corriere fiorentino" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2012/12/una-protostella-fonte-imm-corriere-fiorentino-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Una protostella (Fonte immagine: Corriere Fiorentino)</p></div>
<p>I ricercatori del National Radio Astronomy Observatory della Virginia sono interessati maggiormente alla velocità con cui questa protostella si sta ingrandendo analizzando le onde radio provenienti dal monossido di carbonio del disco che la accerchia. Cosa hanno scoperto dunque i ricercatori?</p>
<p>Il punto che interessa di più di questa ricerca comparsa sul magazine Nature, è che la velocità di rotazione del disco composto da gas e polveri dalla stella varia nello stesso modo in cui le velocità orbitali dei nostri pianeti variano a seconda della loro distanza dal Sole. Ma perché è importante questo punto di partenza e perché è importante l’osservazione di questa stella neonata?</p>
<p>Questo sistema di rotazione Kepleriano “costituisce uno dei primi passi verso la formazione planetaria  perché la vorticosa rotazione del disco limita il flusso di materiale verso la protostella innescando il processo che porta alla nascita dei pianeti&#8221; afferma uno degli esponenti dei numerosi enti di ricerca coinvolti, Hsin Fang Chiang. Usando radiotelescopi di ultima generazione gli astronomi che stanno osservando L1527IRS nelle sue prime fasi intendono scoprire di più sulla nascita e formazione dei sistemi planetari.</p>
<p>Fonti: lescienze.it, nature, scientific american</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/10/come-si-forma-un-sistema-planetario-la-scoperta-di-una-nuova-stella-simile-al-sole/">Come si forma un sistema planetario? La scoperta di una nuova stella simile al sole</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cronache astronomiche: ecco la mappa gravitazionale della luna</title>
		<link>http://ilreferendum.it/2012/12/07/cronache-astronomiche-ecco-la-mappa-gravitazionale-della-luna/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 17:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giornale il Referendum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Anna Chiara Sardella È più di un anno che Ebb e Flow girano intorno alla luna, seguendola in ogni suo movimento. Seguono la stessa orbita, in parallelo, a 55 chilometri dalla superficie di essa. Ebb e Flow sono due satelliti spaziali grandi quanto una lavatrice e fanno parte del progetto Nasa Grail (gravity recovery [...]</p><p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/07/cronache-astronomiche-ecco-la-mappa-gravitazionale-della-luna/">Cronache astronomiche: ecco la mappa gravitazionale della luna</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Anna Chiara Sardella</strong></p>
<div id="attachment_25620" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://ilreferendum.it/2012/12/07/cronache-astronomiche-ecco-la-mappa-gravitazionale-della-luna/luna_grail-satelliti-sussidiario-net/" rel="attachment wp-att-25620"><img class="size-medium wp-image-25620" title="Luna_Grail satelliti sussidiario net" src="http://ilreferendum.it/wp-content/uploads/2012/12/Luna_Grail-satelliti-sussidiario-net-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">Luna</p></div>
<p>È più di un anno che Ebb e Flow girano intorno alla luna, seguendola in ogni suo movimento. Seguono la stessa orbita, in parallelo, a 55 chilometri dalla superficie di essa. Ebb e Flow sono due satelliti spaziali grandi quanto una lavatrice e fanno parte del progetto Nasa Grail (gravity recovery and interior laboratory).</p>
<p>Si avvicinano o si allontanano di più alla superficie a seconda che passino su elementi topografici che le attraggono o respingono i due veicoli, ed essi possono essere costituiti da vulcani, montagne, crateri, solchi di magma solidificato: mentre qualcuno sulla terra osserva. Marina Zuber è la coordinatrice del gruppo di ricerca Nasa che si sta occupando di questo progetto. L’importanza di Ebb e Flow che viaggiano in parallelo alla massa lunare, allontanandosi e avvicinandosi in continuazione sta nella necessità di conoscere la cronistoria della formazione della luna e dei corpi che hanno potuto colpirla nel tempo e risalire fino ai primi attimi della sua formazione quando il sistema solare non era ancora “adulto”.</p>
<p>Analizzando le mappe topografiche, il gruppo di ricerca ha ricostruito l’intero campo di gravitazione lunare e quindi stilato una mappa. Stando agli studi pubblicati a più riprese sul sito di scienza Science Express, gli studiosi hanno potuto ottenere dalle mappe tracciate dai due satelliti nello spazio la massa interna della luna sottraendole quella della superficie. Mancano, sulla crosta lunare, dense strutture rocciose presentando invece una superficie molto omogenea. Questo perché, spiega Mara Zuber, la crosta lunare sarebbe stata bombardata da numerosi impatti che hanno polverizzato gli strati sotto la superficie.</p>
<p>Si sapeva già da tempo che probabilmente il satellite si fosse generato da materiale terrestre, “sottratto” da un forte impatto che ha colpito il nostro pianeta e ha permesso la formazione della luna. Quest’ultima ipotesi è stata formulata da Mark Wieczorek nel secondo studio effettuato sulla crosta lunare che risulta essere molto più sottile di quella terrestre.</p>
<p>Fonte: Ansa</p>
<p>L'articolo <a href="http://ilreferendum.it/2012/12/07/cronache-astronomiche-ecco-la-mappa-gravitazionale-della-luna/">Cronache astronomiche: ecco la mappa gravitazionale della luna</a> è stato pubblicato su <a href="http://ilreferendum.it">Giornale Il Referendum</a>.</p>]]></content:encoded>
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