Pubblicato il: mar, Dic 9th, 2014

Intimidazioni a Pino Maniaci, ma il tg antimafia di Telejato non si ferma

di Giulia Mazzetto

Pino Maniaci, direttore del tg di Telejato.

Pino Maniaci, direttore del tg di Telejato.

Gli uomini del malaffare lo chiamano “Lo Scassaminchia”, ma lui va avanti a testa alta, dritto per la sua strada. Si chiama Pino Maniaci ed è il direttore del tg di Telejato, emittente televisiva con sede a Partinico, in provincia di Palermo, noto per le sue campagne di informazione e denuncia contro Cosa Nostra. In queste ultime settimane si sta occupando di un imponente traffico di droga presente in Sicilia e gestito dalle organizzazioni mafiose locali, che riguarderebbe presunti festini a base di cocaina nella “Partinico bene”. Evidentemente questa informazione senza filtri ha dato fastidio a più di qualcuno, tanto che la scorsa settimana la vecchia auto in disuso del giornalista, parcheggiata davanti alla sede dell’emittente, è stata data alle fiamme e i suoi due cani, Billy e Cherie, divenuti mascotte della redazione, sono stati avvelenati e fatti trovare barbaramente impiccati con del filo spinato nel cortile della stessa sede.

Subito si è messa in moto la macchina della condanna dell’atroce gesto e la conseguente solidarietà al combattivo cronista, sentimento necessario più che mai in questo momento di particolare recrudescenza del fenomeno mafioso, funestato dallo scandalo scoperchiato dall’inchiesta denominata Mafia Capitale e dalle recenti intimidazioni a Lirio Abbate, altro giornalista impegnato in primissima linea contro la criminalità organizzata, in forza all’Espresso e non per niente citato, proprio insieme a Maniaci, in rappresentanza dei giornalisti italiani nella classifica pubblicata nel maggio di quest’anno dall’Ong Reporters Sans Frontières, in difesa della libertà di stampa, tra i cosiddetti “cento eroi dell’informazione”.

Da quando nel 1999 ha rilevato l’emittente palermitana, Pino Maniaci conduce tutti i giorni dalle 14.00 alle 16.00 il telegiornale, raccontando senza alcuna paura i fatti di cronaca di matrice mafiosa che avvengono a Partinico e dintorni, apostrofando senza mezzi termini i mafiosi con l’appellativo PDM (“pezzi di merda”), non sentendosi tuttavia un eroe, ma ribadendo a chiunque gli domandi perché lo faccia che si tratta del comportamento che “qualsiasi siciliano per bene dovrebbe adottare”. Questo suo racconto sulla realtà siciliana e l’imperterrita volontà di denunciare attraverso l’informazione il giro d’affari malavitoso gli hanno tuttavia causato non pochi problemi: negli anni ha accumulato più di trecento querele, diverse aggressioni fisiche e altrettante minacce di morte. Inoltre di recente ha denunciato rapporti poco chiari nella gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nel palermitano ed è perciò stato ascoltato in commissione parlamentare Antimafia nell’ambito dell’inchiesta sui giornalisti minacciati coordinata da Claudio Fava.

Moltissime sono le persone intervenute alla manifestazione organizzata sabato 6 dicembre nella sede di Telejato, da Ismaele La Vardera e da tutto il comitato Addiopizzo, per esprimere completo sostegno a Maniaci, che dal canto suo ha affermato a gran voce che il lavoro dell’emittente non si fermerà neppure davanti a quest’ennesima grave intimidazione. Amministratori locali, giornalisti, associazioni, ma anche tanti cittadini comuni hanno così lanciato la campagna #iostoconPino, per dimostrare affetto e stima a questo eroe quotidiano per portare sempre più persone a condividere il suo motto che, rivolto agli esponenti della criminalità organizzata, recita: «Loro si sentono uomini d’onore e per noi è una questione d’onore disonorarli».