Pubblicato il: mer, Ago 6th, 2014

Il sindaco di Bologna dice sì al registro delle nozze gay

di Vincenzo Lentini

Virginio Merola, sindaco di Bologna
Fonte: ansa.it

Di certo non si può dire che Virginio Merola, sindaco di Bologna, non abbia personalità. Apprezzato dalla cittadinanza bolognese per la sua determinazione e la non convenzionale insofferenza alle redini del potere, il primo cittadino, dopo essersi guadagnato la simpatia e la solidarietà della comunità LGBT, ha finito per scomodare persino l’Arcidiocesi di Bologna.

Tutto è iniziato la sera del 21 luglio quando Merola, dopo una promessa ufficiosa, firma il provvedimento che avrebbe dato il via libera alla trascrizione nei registri dello Stato Civile dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso, seguendo l’esempio dato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

Il Registro voluto dal sindaco, attivo dal prossimo 15 settembre, ha scatenato immediatamente numerose critiche piovute sia dal fronte politico che da quello ecclesiastico. Da un lato il centrodestra rappresentato dalla consigliera comunale Valentina Castaldini che, giudicando illegittimo il registro di Merola, ha presentato un esposto al Ministero dell’Interno e al Prefetto; dall’altro la Curia, che affidando la propria voce al suo settimanale “Bologna Sette” – allegato del giornale Avvenire – ha espresso la propria indignazione nei confronti dell’iniziativa del sindaco di Bologna, sostenendo che il nuovo provvedimento «è una violazione della legge sulla privacy». Nonostante il Registro delle nozze gay non abbia alcun valore giuridico, dato che si tratterà della trascrizione di un atto che in Italia non può avere alcun valore, la Curia attraverso le parole del giurista Paolo Cavana, autore dell’articolo di “Bologna Sette”, insiste sulla «forzatura della legge dettata solo da ragioni di visibilità politica».

Le polemiche hanno investito in pieno Virginio Merola che, tuttavia, ha rimarcato il suo impegno a mantenere la promessa che, a dispetto di tutti gli ostacoli, è sempre più vicina alla realtà, affermando con decisione di essere disposto a firmare personalmente le trascrizioni delle nozze gay all’estero sul registro di Palazzo D’Accursio: «Il problema per i dipendenti comunali non si pone, perché il sindaco può provvedere da solo alla registrazione» precisa il sindaco, respingendo l’accusa di abuso di potere mossagli contro dalla consigliera Castaldini.

Nessuna obiezione di coscienza né illegittimità secondo Merola che, seguendo Fano e Napoli, si appresta a scrivere un’altra importante pagina nella storia dei diritti civili, confermando Bologna come una delle città più “gay friendly” d’Italia, grazie all’importante contributo umano e politico di Merola che, dichiarandosi sostenitore di tutte le famiglie e le relazioni affettive, ha lanciato un significativo guanto di sfida al Governo italiano: «Mi auguro che questa nostra scelta possa contribuire alla creazione di una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica tanto quanto nel nostro Parlamento in merito alla necessità di approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso…con la trascrizione nei registri, Bologna afferma un importante principio di libertà e di giustizia. Andiamone orgogliosi».