Pubblicato il: mer, Lug 30th, 2014

Napoli LGBT, la svolta nella trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero

di Vincenzo Lentini

Il Governo italiano ha ancora tanto da fare in materia di diritti civili, ma piccoli segni di cambiamento, per il progresso, stanno arrivando dal basso. Ne è un esempio il Comune di Napoli. Il sindaco della città, Luigi De Magistris, forte del suo impegno nel riconoscimento delle unioni gay, ha annunciato la firma per una direttiva che consente all’Anagrafe cittadina l’operazione di trascrizione dei matrimoni LGBT celebrati all’estero.

Proprio a Napoli, qualche settimana fa, è stato trascritto per la prima volta all’anagrafe un matrimonio gay contratto all’estero. Alla cerimonia ufficiale, svoltasi in uno degli splendidi saloni di Palazzo San Giacomo lo scorso 14 luglio, ha officiato lo stesso sindaco, permettendo alla coppia formata da Roberto e Miguel di essere riconosciuta da un’istituzione pubblica italiana.

Il sindaco di Napoli De Magistris in posa tra Miguel e Roberto
(Fonte: thelocal.it)

Napoletano il primo, spagnolo il secondo, i due innamorati si sono sposati a Madrid nel 2008 e da allora vivono felici in Spagna. Ma come ha detto Roberto, qualcosa continuava a mancare. Con la trascrizione del matrimonio all’anagrafe al Comune di Napoli, la coppia sente adesso di essere stata riconosciuta e benedetta. Perché l’appoggio delle istituzioni è senza dubbio una sensazionale arma sulla quale possono contare le coppie felici come Roberto e Miguel, per continuare la lunga e quotidiana lotta alla discriminazione e al pregiudizio.

Entusiasta della forte commozione degli sposi, felici di poter leggere la parola “coniuge” sulla propria carta d’identità italiana, il Primo Cittadino non ha mancato di ricordare che la trascrizione non ha solo un valore meramente simbolico, ma soprattutto giuridico, consentendo alle coppie registrate all’anagrafe di partecipare alle politiche sociali della città o all’assegnazione delle case.

Facendosi scivolare addosso le critiche piovute dal centrodestra, che accusano il sindaco di non avere in serbo proposte concrete per la città, l’ex magistrato ha evidenziato il traguardo tagliato dalla città di Napoli, nuova apripista dei diritti LGBT che vuole lanciare un guanto di sfida al Parlamento affinché compia quello scatto in avanti che ancora tarda ad arrivare: «Certo, non mi sfugge il dato che la questione delle nozze gay o delle unioni civili debba essere affrontata compiutamente dal legislatore. Ma, anche attraverso scelte come quella che abbiamo compiuto a Napoli, possiamo spronare il Parlamento sovrano a intervenire e a colmare una lacuna legislativa che è stata stigmatizzata anche dalla Consulta e dal Consiglio d’Europa».