Pubblicato il: mar, Mag 13th, 2014

Siria: Aleppo da 10 giorni senz’acqua per il blocco dei qaedisti

 

di Alberto Bellotto (@albertobellotto)

La popolazione di Aleppo raccoglie acqua ovunque

La città di Aleppo è ormai allo stremo. La seconda città della Siria sta finendo tutte le scorte di acqua. Dieci giorni fa i miliziani del gruppo al-Nusra hanno tagliato tutte le forniture idriche della città. Lo scopo del gruppo, direttamente collegato ad Al Qaida, è quello di colpire i quartieri sotto il controllo delle truppe lealiste di Assad ma il taglio totale della fornitura idrica ha colpito tutta la popolazione civile del complesso urbano.

La città è uno degli scenari più cruenti della lunga guerra civile siriana. Teatro della battaglia di Aleppo iniziata nell’estate del 2012, il centro è ora diviso in due zone di influenza (mappa). La zona ovest è nelle mani delle truppe lealiste che fanno capo a Bashar al-Assad, mentre la parte est della città è controllata dalle forze che si oppongono al presidente siriano. Alcuni quartieri sono in mano all’esercito libero siriano (FSA), altri invece sono controllati dal gruppo Jabhat al-Nusra mentre l’ISIS (lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) ha lasciato la città all’inizio dell’anno.

Dopo l’abbandono della città di Homs, avvenuto lo scorso 8 maggio, il fronte anti-Assad sta concentrando i propri sforzi proprio sulla “Capitale del nord” e si prepara a lanciare una serie di nuove offensive. Intanto il gruppo jihadista che presidia la zona di Suleiman al-Halabi ha preso il controllo dell’istituto dell’acqua potabile. Si calcola che le persone colpite siano circa un milione, un milione e mezzo, ma purtroppo non è facile fare una stima precisa. Prima del conflitto la città era abitata da 2 milioni e mezzo di abitanti ma secondo diverse Ong un milione circa ha abbandonato la città negli ultimi due anni.
Il taglio dell’acqua potabile arriva dopo quello della fornitura elettrica, tagliata verso la fine di aprile.

Secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr) e l’associazione per lo sviluppo civile e democratico Madani, il blocco sta avendo degli effetti devastanti. La popolazione cerca di accedere all’acqua come può. Ci sono code ai pozzi cittadini e alle forniture delle moschee senza però che vi sia un controllo sulla qualità dell’acqua. In alcuni casi sono state rilevate intossicazioni anche gravi.

Le associazioni umanitarie si sono subito prodigate ad attivare dei canali di sicurezza. La Mezzaluna Rossa e la Croce Rossa hanno provveduto a spedire rifornimenti in città. In alcuni casi i rifornimenti sono partiti dalla città portuale di Latakia.

Le reazioni al blocco di al-Nusra non si sono fatte attendere. Per Alaa as Sayyed, membro dell’associazione Madani: ‹‹Il loro intento era quello di non far arrivare l’acqua ai quartieri occidentali, controllati dalle forze lealiste ma la chiusura parziale ha danneggiato l’intera rete di distribuzione, lasciando a secco gran parte della città››; mentre il direttore del Sohr si è scagliato senza mezzi termini contro gli autori del blocco definendoli dei ‹‹criminali››.
Un membro della società idrica di Aleppo, parlando del blocco si è detto preoccupato che ‹‹gli insorti pompino l’acqua solo nei quartieri sotto il loro controllo con il rischio che si verifichi un collasso dell’intero sistema di fornitura idrica››.
La preoccupazione sembra infatti essere fondata. Nella giornata di ieri l’osservatorio siriano per i diritti umani ha fatto sapere che in alcune zone della città l’acqua è tornata a scorrere ma è evidente che mani poco esperte hanno manipolato le condutture per escludere i quartieri in mano agli uomini del regime.

In attesa dei rifornimenti e di nuovi accordi, cresce la preoccupazione in vista della stagione più calda, per Sayyed ‹‹l’arrivo dell’estate è il rischio di un’epidemia di malattie cutanee, anche perché nella zona orientale mancano medici e forniture sanitarie››. La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha voluto lanciare personalmente l’allarme invitando le parti in causa a trovare una soluzione prima che scoppino violente epidemie.

Raccolta di tweet e foto da Aleppo