Pubblicato il: mer, Feb 26th, 2014

#RightsAddict, la campagna di sensibilizzazione contro gli stereotipi LGBT

di Vincenzo Lentini

Fabio Morici sul red carpet della Mostra del cinema di Venezia

Drogato di diritti. È così che l’attore Fabio Morici ha definito se stesso, lanciando la campagna di sensibilizzazione in difesa dei diritti LGBT #RightsAddict, diventata virale sui social network. Un’iniziativa che fa dell’ironia e degli stupidi luoghi comuni sul mondo gay la sua arma vincente, e che diventa ancora più apprezzabile se si considera che il suo promotore è un fiero ragazzo eterosessuale.

«Essere etero non mi impedisce di amare i diritti» dice Fabio che, indignato dalle conseguenze scatenate dalla politica di anti-propaganda gay in Russia che tante polemiche ha suscitato nei giorni dei Giochi di Sochi (arrivati al capolinea soltanto qualche giorno fa), con una webcam puntata sulla faccia e un poster di Pulp Fiction sullo sfondo, ha girato un video in cui dà inizio a un monologo di poco più di un minuto “sparando” una serie di frasi fatte e pregiudizi – sentiti e risentiti fin troppo spesso – sulle unioni gay e le “famiglie arcobaleno” che, grazie a un tono inaspettatamente serio e disinvolto, rivelano da soli tutta la loro stupidità e il proprio nonsense. Così Fabio afferma l’importanza del matrimonio, istituzione inviolabile che, già nella sua etimologia (dal latino mater, madre) esclude l’implicazione del maschio: per questo, dice l’attore, dovrebbero sposarsi solo fra donne (“che c’entrano gli uomini?!”). Allo stesso modo, seguendo il principio secondo cui un bambino ha il sacrosanto diritto a crescere con una mamma e un papà, ai vedovi dovrebbero essere sottratti i propri figli, “è così, ci dovete stare”. Infine, è lecito interrogarsi sull’origine dell’uomo etero: sì, perché prima della creazione di Eva, Adamo non poteva essere eterosessuale. Dunque “è nato prima l’etero o il gay?”. Con questo geniale interrogativo che rimanda all’annoso e irrisolvibile enigma circa la nascita dell’uovo e della gallina, l’attore chiude il suo primo video che, scimmiottando alcuni degli stereotipi sulla comunità LGBT più stupidi, finisce per lasciare un amaro sorriso sul volto di chi lo guarda.

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Così, la campagna di sensibilizzazione promossa dall’attore romano, rimbalzando tra un tweet e un like, si diffonde rapidamente in rete, aumentando sempre di più il numero dei “drogati di diritti”, grazie anche alla pubblicazione di un secondo video che torna sul tema dei matrimoni gay, i quali – afferma caldamente l’attore – rappresenterebbero l’inizio della fine: dal matrimonio al divorzio (gay) il passo è breve. Di famiglie distrutte ce ne sono già troppe, è deleterio distruggerne altre. «La famiglia è il fondamento della società – dice Fabio in tono concitato, ripetendo un mantra tipicamente democristiano –, va difesa, cercando di limitarne il più possibile la formazione. È un concetto semplice no?».

Lo schema è sempre lo stesso. La battuta dissacrante segue a ruota il pregiudizio, che viene brutalmente demolito da una risata, facendo sembrare stupido e assurdo ciò che nella vita di tutti giorni molti ragazzi gay sono costretti a sentirsi dire seriamente. L’obiettivo di Fabio Morici è chiaro, dichiarato: turbare e poi distruggere questi schemi di pensiero cristallizzati nel tempo, spesso tradotti in frasi fatte ripetute a pappagallo da chi – paralizzato dall’ignoranza – le utilizza come “cavalli di battaglia” per contrastare la lotta ai diritti per tutti. Dietro di essi non ci sono motivazioni reali né fondamenti scientifici: ma solo omofobia, la paura del del diverso. E il vuoto.

Il cambiamento non è facile. Ma può essere incoraggiato. E, forse, una riflessione nata da una risata, può servire a far crollare quei pregiudizi travestiti da giusti principi incapaci di farci diventare uomini migliori.