Pubblicato il: mar, Gen 14th, 2014

Venezia, la vendita di palazzi della Ca’ Foscari costringe 200 bambini a giocare al chiuso

di Andrea Gentili

La foto della liberazione del giardino di Ca’ Bembo, il 3 dicembre scorso da parte dei ragazzi del collettivo Saperi Critici

A Venezia la svendita di alcuni immobili dell’Università ha di fatto avuto ripercussioni anche sulla crescita scolastica e umana di circa 200 bambini. Il consiglio di amministrazione ha dato mandato al rettore Carlo Carraro di vendere Ca’ Cappello, Ca’ Bembo e Palazzo Cosulich, sedi del dipartimento di studi linguistici e culturali comparati e della biblioteca di lingue. La motivazione di questa vendita, che in realtà è una sorta di permuta con il palazzo di Ca’ Sagredo, ex sede dell’ENI che si trova in zona Santa Margherita, dove la facoltà di lingue verrebbe riunita, è educativa: il rettore ha sottolineato che la missione dell’Università non è certo di conservazione storica e in passato Ca’ Foscari ha già speso 95 milioni di euro per restauri di edifici e costruzioni di nuove strutture. Il trasferimento dei tre edifici storici a nuova sede, più moderna e capiente, era già nei piani del rettore da qualche anno, precisamente «da due anni e mezzo» come si legge in un comunicato del c.d.a. d’ateneo.

Ma in tutto ciò, chi ci sta rimettendo da due anni è il gruppo di bambini della scuola elementare Renier Michiel, adiacente a Ca’ Bembo. L’istituto ha potuto sfruttare il giardino del cortile di Ca’ Bembo per la ricreazione dei bambini dalle 13 alle 14 fino a quando ha potuto. Nell’anno scolastico 2011/2012 infatti, per una decisione del c.d.a. dell’Università il cortile è stato chiuso ai bambini del Renier Michiel. In seguito alle proteste dei genitori, che per un intero anno avevano dovuto sopportare il fatto che i loro bambini giocassero in corridoio durante entrambe le ricreazioni giornaliere, lo spazio del giardino fu di nuovo concesso dal rettore all’istituto Renier Michiel. Da qualche mese tuttavia una recinzione e cartelli di lavori in corso hanno nuovamente bloccato l’accesso, sia ai bambini delle elementari, che agli studenti universitari.

Lo scorso 3 dicembre, in occasione della seduta del Senato Accademico, un corteo spontaneo di studenti si è diretto nel cortile di Ca’ Bembo, tagliando le recinzioni ed aprendo di nuovo il giardino a tutti i veneziani. I lavori, secondo la Lista dei Saperi Critici di Venezia (un collettivo di studenti impegnati nel diritto allo studio e nel sociale), non sarebbero mai esistiti. «È mesi che ci sono quei cartelli, e  non abbiamo mai visto nessun operaio all’opera» commentava Marta Canino, una dei manifestanti al sit-in dentro il cortile di Ca’ Bembo, sebbene questi lavori siano stati confermati da un‘interrogazione posta al sindaco Orsoni da parte della direzione delle circoscrizioni di Venezia-Murano-Burano. In questa interrogazione, a cui il sindaco deve ancora dare risposta, si parla anche della chiusura del giardino ai bambini del Renier Michiel.