Pubblicato il: mer, Nov 27th, 2013

Unioni civili: Teresa e Stefania sono la coppia numero uno di Enna

di Vincenzo Lentini

Teresa e Stefania durante celebrano la propria unione civile 

Teresa e Stefania si amano da 12 anni, ma vivono in Italia e, dunque, non possono sposarsi. Tuttavia, qualche giorno fa le due donne hanno avuto modo di coronare, anche se solo in parte, il loro sogno d’amore, diventando la prima coppia iscritta nel registro delle unioni civili del comune di Enna.

La lettura dell’atto e la consegna di un certificato che le riconosce come una coppia davanti alla comunità locale si sono svolti nella sala della Proserpina, al centro della città. Circondate da amici e parenti, in un rito all’insegna della sobrietà, le due emozionatissime donne hanno ascoltato le parole dell’assessore comunale Fabiola lo Presti che, alla presenza del funzionario comunale Attilio Greco, ha ufficializzato l’unione civile di quella che è la prima coppia di fatto della città di Enna.

«Voi siete la numero uno»: questa è la frase conclusiva del rito, che si perde immediatamente tra gli applausi dei presenti commossi e a cui segue un frettoloso scambio di fedi, tra una battuta e l’altra delle due donne che tremano per l’emozione. Niente fronzoli, né cerimonie pompose. Solo tanto amore, che ha travolto la vita delle due compagne in maniera del tutto “naturale”, come hanno dichiarato più volte. Alla cerimonia era presente anche il figlio di Teresa, nato dal suo precedente matrimonio e che ha sempre sostenuto la storia d’amore con Stefania.

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Così, proprio nella giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre), due donne hanno dichiarato il proprio amore davanti alla comunità cittadina cui appartengono e dalla quale sono state ufficialmente riconosciute. Il percorso verso la legittimazione dei diritti delle coppie omosessuali  e, più in generale, di tutta la comunità LGBT è ancora molto lungo e tortuoso. In tutto il mondo è così, ma forse in Italia è un po’ più difficile. Ma il riconoscimento della coppia formata da Teresa e Stefania non è solo un faro di speranza, ma rappresenta il cambiamento, ormai irreversibile, cui il Paese sta andando incontro e che dà una luce nuova alla portata delle realtà locali e comunali, troppo spesso sottovalutata.

Enna, infatti, è il secondo comune siciliano – dopo Palermo – ad aver approvato il registro delle unioni civili; segue a ruota il comune di Siracusa che, con il plauso delle organizzazioni per i diritti LGBT, qualche giorno fa ha approvato il registro dopo una lunga seduta in consiglio comunale. Ma i comuni dell’isola sono solo gli ultimi ad essersi prodigati per il riconoscimento delle coppie di fatto all’interno delle realtà locali: a seguire l’esempio del comune di Empoli, che approvò il registro nel 1993, ci sono stati – tra i tanti – Genova, Pisa, Firenze e, più di recente, due importantissime città: Napoli e Milano (che ha trovato nel suo sindaco Giuliano Pisapia un fervido sostenitore dei “diritti per tutti”). Infine, nel novero dei comuni all’avanguardia dovrebbe presto entrare anche Roma, parola del sindaco Ignazio Marino:

«Non mi fa paura la parola matrimonio tra persone dello stesso sesso. Se due persone si amano, si sposano. Noi a Roma, come avevamo promesso, avremo il registro delle unioni civili».

Le realtà comunali diventano così un esempio di “comunità illuminate”, indicando la strada della conquista ai diritti civili per tutti, senza distinzioni, che si spera verrà presto seguita – con la fine della crociata contro l’omofobia e la legittimazione delle coppie omosessuali – da una seria e concreta azione governativa.