Pubblicato il: gio, Nov 14th, 2013

Domani è Donna: «Chi ha il coraggio di raccontare la verità?»

di Maria Pozzato

È stato presentato ieri al Circolo Ufficiali di Castelvecchio di Verona il libro “Domani è Donna”, scritto dalla professionista veronese Maria Cristina Sandrin, presidente di “Donne per l’Italia”.

Lo scritto non vuole ritenersi un saggio, bensì una “visione letterale” del momento che stiamo vivendo, uno spunto di riflessione e, perché no, una “soluzione tutta femminile”. Come si legge nella prefazione: «Questo testo potrebbe aiutarti ad aprire gli occhi, vedere le cose per come sono realmente, sentirti padrone di te stesso, prendere coscienza che anche tu hai un valore e un peso nella società, che anche tu puoi contribuire a cambiarla concretamente».

Dopo una breve introduzione musicale di Alberto Molon, cantautore di Verona, sono state ripercorse alcune tappe dell’argomentazione del testo, con particolare attenzione alla tematica della donna, filo rosso che lega le varie osservazioni relative alla politica e al sociale.

Si è parlato di femminicidio, non senza qualche nota di disgusto e rabbia nelle parole dell’avvocato Sandrin e negli occhi del pubblico. Ad oggi troppo spesso manca il senso più profondo della famiglia nelle persone che commettono l’omicidio del proprio partner, specie se la vittima è donna. Tra tutti i compiti quotidiani che spettano ad una moglie e madre di famiglia bisognerebbe inserire anche un corso di difesa personale, ma per motivi esistenziali non è fattibile e gli uomini che decidono di commettere il femminicidio sono consapevoli della vulnerabilità della vittima. «L’inciviltà è lo specchio della vertiginosa caduta dei valori», scrive la Sandrin nel libro.

Si è discusso sulle donne in politica, che cercano di emergere e far valere le proprie qualità. Maria Cristina Sandrin nel suo libro afferma: «Noi donne abbiamo potenzialità incredibili, ma poche opportunità per dimostrarlo». Un’accusa viene lanciata, per esempio, alla televisione, che non mette in evidenza le capacità della donna, ma crea frivole immagini femminili che colpiscono e traviano le ragazzine di oggi, fornendo modelli superficiali. «In un mondo in cui purtroppo i maschi sono sempre più numerosi, gli uomini in diminuzione e i signori in estinzione, bisogna trovare il senso della misura», si legge nella prefazione del libro.

Anche Lucia Perina, Segretario Generale di Uil Verona, a cui è stato affidato il compito di presentare l’incontro, ha voluto esprimere il proprio parere sulla situazione femminile in Italia. «Le donne sono numericamente superiori agli uomini, ma non sono considerate come dovrebbero».
Dopo le battaglie femministe del passato, le donne di oggi sono tenute in grande considerazione a parole, ma nei fatti restano ancora legate al ruolo di gestione della famiglia. Il passaggio intermedio manca.

Maria Cristina Sandrin

E i problemi riguardano non solo le donne, ma anche i giovani e il futuro. Nel libro si legge una frase d’effetto: «La maleducazione in Italia regna sovrana e il livello è davvero alto». Si è parlato delle generazioni odierne, che sembrano essere prive di valori e di regole. Secondo la Sandrin, la colpa va in parte alle famiglie e alle scuole, che hanno perso il valore di autorità che avevano un tempo. La grande macchia di oggi è la mancanza di Educazione Civica negli Istituti, un tipo di insegnamento basilare che spiega alle giovani generazioni come comportarsi verso il prossimo anche nei piccoli gesti quotidiani.

Senza peli sulla lingua, nel suo libro Maria Cristina Sandrin si sbilancia e presenta il suo punto di vista ragionato sui temi della politica, come gli sprechi pubblici e il bilancio di Stato, i costi della politica e il sistema di tassazione italiano. Ampio spazio è riservato alle tematiche sociali, con un occhio attento proprio alla mancanza di senso civico, che, come si legge nel libro, «non è innato». Si parla anche di giovani e lavoro, tema ampiamente trattato vista la situazione di disoccupazione giovanile.

«La nostra società ha bisogno di essere rifondata per ritrovarsi insieme a sostenere valori come il rispetto della persona e del prossimo, l’amore per la patria, valori per i quali i nostri nonni e padri sono stati disponibili a dare la vita nelle guerre». L’avvocato ha ribadito come sia indispensabile un’inversione di rotta, per cambiare quella convinzione di effimera realizzazione che la televisione trasmette, per esempio, attraverso i reality show.

Ad alleggerire l’atmosfera è intervenuta “La Gina”, il personaggio teatrale creato ed interpretato dalla stessa Sandrin, che ha scatenato le risate degli uditori. L’avvocato ripete spesso l’importanza dell’ironia, necessaria per non disperarsi visti i tempi che corrono. Ha creato il personaggio proprio per questo motivo, per fuggire dalla quotidianità. La “siora Gina” è una signora anziana che parla in dialetto veronese, è di poca cultura, ma è dotata di una sensibilità acuta, che le permette di esprimersi sui fatti quotidiani con totale sincerità.

Maria Cristina Sandrin si libera interpretando la siora Gina, ma con il suo libro si leva ogni travestimento ed esprime ciò che pensa. A causa della sua schiettezza, la casa editrice a cui aveva presentato il suo lavoro, non aveva intenzione di pubblicarlo. «Non volevano prendersi la responsabilità di pubblicarlo. Questo perché nel libro c’era troppa verità», ha confessato Maria Cristina Sandrin.

«Chi ha il coraggio di raccontare la verità?».