Pubblicato il: mar, Set 17th, 2013

Alzheimer Caffè, un bando per le onlus da UniCredit Foundation

di Giulia Mazzetto

Bere Miesen davanti all’Alzheimer Cafè di Leida (Fonte: alzheimer-nederland.nl)

Bere Miesen davanti all’Alzheimer Cafè di Leida

In occasione della XX Giornata Mondiale della Malattia di Alzheimer, che si celebrerà sabato 21 settembre, Unicredit Foundation, in collaborazione con l’Associazione Familiari Malati di Alzheimer (Afma), promuove fino al 23 settembre un bando di selezione di 12 realtà no profit interessate a partecipare al primo “Corso di formazione teorico-pratico sul funzionamento tecnico e gestionale di un Alzheimer Caffè”. Alle associazioni vincitrici saranno fornite sia nozioni riguardanti gli aspetti medici, psicologici e terapeutici della malattia, sia approfondimenti sugli aspetti gestionali e finanziari necessari, in una due giorni che si terrà presso il “Centro Carraro” di Verona il 25 e il 26 ottobre 2013, con lo scopo di creare un pool di onlus che siano nelle condizioni di ricevere contributi per delle startup cafè. Dopo il bando lanciato lo scorso giugno, attraverso cui è stato finanziato lo sviluppo di 4 nuovi Alzheimer Caffè a Verona, Torino, Napoli e Palermo, la fondazione bancaria offre quindi una nuova opportunità per le associazioni nel settore sanitario dedicato alle malattie neuro degenerative.

Presenti in Italia dal 2005, gli Alzheimer Caffè sono stati importati dall’Olanda, dove il primo fu aperto a Leida nel 1997 sulla base di un progetto dello psicogeriatra olandese Bere Miesen, per creare dei momenti di incontro e svago per gli anziani colpiti dalla patologia, perseguendo tre obiettivi principali: informare sugli aspetti medici e psicosociali della demenza, sottolineare l’importanza di parlare apertamente dei problemi inerenti e prevenire l’isolamento dei malati e dei loro familiari. Ormai diffusi in tutta Europa, stanno prendendo piede in molte città italiane, caratterizzandosi come un’occasione di incontro tra malati di Alzheimer, familiari e operatori specializzati. Sono spazi gratuiti e informali dove, davanti ad un tavolino di un bar, in un’atmosfera accogliente e rilassata, è possibile condividere le numerose fatiche e difficoltà quotidiane, porre domande ad operatori qualificati ed ottenere risposte utili per affrontare più serenamente la convivenza con la malattia.

UniCredit Foundation opera da alcuni anni con l’intento di promuovere un modello di Alzheimer Caffè in Italia, attraverso la collaborazione con il professor Marco Trabucchi e il Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia. Questi centri di aggregazione propongono un nuovo approccio alla conoscenza della malattia, del malato e dei suoi bisogni, concentrandosi su una visione sociale della demenza, al di fuori di qualsiasi contesto sanitario o istituzionale, al fine di prevenire ogni forma di ghettizzazione o marginalizzazione, restituendo loro l’identità piena di membri della società civile. Un approccio volto a collocare l’ambito biologico del disturbo in una dimensione quotidiana e sostenibile, soprattutto per i care givers che spesso assistono i propri cari senza gli strumenti adeguati. Proprio la sostenibilità nel lungo periodo delle iniziative è stata uno dei criteri guida nell’assegnazione dei finanziamenti, affinché i benefici apportati dai Caffè possano durare nel tempo.

Il logo scelto da UniCredit Foundation per il bando

Il bisogno sociale cui gli Alzheimer Caffè vogliono rispondere non si ferma quindi alle necessità dell’ammalato, ma abbraccia anche quelle dei suoi familiari, che si trovano ad affrontare, oltre al carico pratico ed economico dettato dalle esigenze dell’assistenza, anche oggettive difficoltà psicologiche dovute ad una condizione che indubbiamente spaventa, con l’obiettivo di offrire strategie vincenti per affrontare la vita di tutti i giorni e informazioni sulla malattia stessa in modo da conoscerla meglio. Ad ogni incontro i familiari vengono coinvolti in attività di informazione e approfondimento sugli aspetti della malattia, in momenti di condivisione e discussione, mentre parallelamente, le persone con demenza da Alzheimer partecipano ad attività musicali, creative e dialettiche, mirate a preservare e stimolare le capacità residue con l’aiuto di psicologi, medici, fisioterapisti e volontari.

In un momento caratterizzato da una generalizzata situazione di difficoltà economica e di crescente disagio sociale, collegato anche al generale invecchiamento della popolazione italiana, iniziative di attenzione verso la dimensione umana di queste malattie assumono valore di necessità sempre più pressante. «Vogliamo concorrere a costruire dei modelli virtuosi, che possano essere ripresi da altre realtà pubbliche e private, perché riteniamo che il problema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sarà una delle emergenze che metterà a dura prova nei prossimi decenni la coesione sociale delle nostre comunità» ha commentato Renato Martini, Amministratore Delegato di UniCredit Factoring.