Pubblicato il: sab, Mag 11th, 2013

Espulso dall’Eritrea perché omosessuale, perde lavoro anche in Italia: la storia di Paolo Mannina

di Chiara Gagliardi

Una foto di Paolo Mannina.

«È un individuo pericoloso e potenzialmente destabilizzatore dell’ordine morale e pubblico del Paese». Queste sono state le parole che hanno accompagnato l’espulsione dall’Eritrea di Paolo Mannina. Palermitano, insegnante di lettere alla scuola italiana di Asmara, con ottime referenze, ma omosessuale: il suo orientamento è stato sufficiente per promulgare immediatamente l’ordine di espulsione. Paolo Mannina torna in Italia con una storia di moderna discriminazione da raccontare e, purtroppo, tanto amaro in bocca.

La vicenda ha immediatamente fatto il giro del web: il docente si trovava in Eritrea dal 6 marzo. Oltre alla professione di insegnante, Mannina portava avanti anche la passione per il cinema ed il teatro: il suo arrivo nel continente africano, solo pochi mesi fa, era dovuto all’impiego presso la Scuola di Lingua Italiana per stranieri dell’Università di Palermo. L’insegnante racconta di non aver mai violato la legge eritrea e di aver sempre tenuto, in classe e fuori, un comportamento estremamente corretto. Tuttavia, questo non è stato sufficiente a proteggerlo: in Eritrea l’omosessualità è condannata da una forte e radicata tradizione, arrivando quasi ad essere un tabù, e, come nella vicina Etiopia, è punibile per legge. Mannina racconta al quotidiano Repubblica di aver ricevuto un mandato di espulsione entro 48 ore, contravvenendo al quale avrebbe rischiato il carcere, e di essere dovuto partire immediatamente, per ritrovarsi nel suo paese natale senza lavoro e senza altre motivazioni: «Sono stato costretto a vivere nascosto per circa una settimana, a non frequentare luoghi pubblici, a stare sempre in compagnia di qualcuno». Ora la battaglia di Paolo Mannina sarà per spingere il governo eritreo a fornire delle cause ufficiali per la sua espulsione; la sopravvivenza sarà tuttavia ardua anche in Italia. «Sono stato licenziato in tronco dopo la mia espulsione, nonostante io fossi sotto contratto fino al 30 giugno con il Ministero. L’Eritrea mi espelle, e cosa fa l’Italia per proteggere i miei diritti lavorativi?».

La città di Asmara, in Eritrea. 

La mentalità omofoba è ancora fortemente radicata nel Corno d’Africa; in amarico, la parola bushti, «omosessuale», è considerata profondamente offensiva in quanto simbolo di depravazione e di perversione morale. Gli omosessuali, residenti e turisti, sono costretti a comportarsi con estrema discrezione. Le diverse identità sessuali non vengono tutelate in nessuna maniera, ed anche in Italia Paolo Mannina non ha ricevuto solidarietà. Solo la Scuola di Lingua Italiana per stranieri ha riservato una summer school che il docente dovrà curare, dal titolo «Differenze e identità plurali». Il viaggio del docente verso l’uguaglianza è ancora lungo, ed i diritti LGBT continuano ad essere un’utopia in Africa e in quelle zone del mondo fortemente legate alle tradizioni e a principi ormai obsoleti.