Pubblicato il: ven, Apr 12th, 2013

“Abitare Padova: politiche, pratiche di vita” una mostra che pone al centro il diritto all’abitare

di Alberto Bellotto

Locandina della mostra

La casa come diritto all’abitare. È intorno a questo tema che si snoda la ricerca “Abitare Padova: politiche, pratiche di vita”. Il lavoro, realizzato dalla Fondazione La Casa onlus in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova, è stato trasformato in una mostra interattiva che potrà essere vistata al Centro Culturale San Gaetano, a Padova, fino a domenica 28 aprile.
L’idea dei curatori è quella di porre al centro il tema abitativo dell’Housing Sociale. Come recita la locandina dell’evento «Il disagio abitativo non è solo l’effettiva condizione di mancanza di casa, ma è anche qualcosa di più intimo legato alla mancanza di un posto in cui stare bene». La scelta di accompagnare la mostra con le testimonianze delle persone assistite deriva dalla volontà di andare oltre l’aspetto operativo, cercando di mostrare a tutta la cittadinanza il valore culturale dell’assistenza abitativa.

La mostra, che raccoglie circa sessanta interviste di persone ospitate in oltre sedici strutture in tutto il territorio della provincia patavina, presenta anche dei pannelli esplicativi che arricchiscono le testimonianze con una serie di dati concreti sulle forme di assistenza sociale.

I dati sull’emergenza abitativa si concentrano nel confronto tra il 2010 e il 2011. In primo luogo i finanziamenti pubblici per il sostegno all’accesso alla locazione sono drasticamente calati da un anno all’altro. Si passa infatti dal milione e 500 mila euro del 2010, ai soli 500 mila del 2011. Il comune, oltre a stanziare fondi per la locazione, ha creato anche un fondo salva sfratti di 400 mila euro per il periodo 2010-2012. Anche perché negli anni è aumentato il numero degli sfratti per morosità passando dai 111 del 2010 ai 153 del 2012. Nel 2012 il numero delle domande di accesso al fondo è stato di 285.

La mostra presenta inoltre i dati di altre categorie sensibili su cui si è concentrata la ricerca, come nel caso degli adulti in difficoltà. Attraverso le rilevazioni della Caritas si scopre che nel 2011 circa 1200 persone si sono rivolte al centro di ascolto della Caritas di Padova. Gli interventi economici dell’istituto, quantificati intorno a 38 mila euro, hanno aiutato le persone in difficoltà a coprire diverse forme di spesa corrente come farmaci (5%), abbonamenti ai trasporti (8%), aiuti generali (20%) e pagamento delle bollette (67%). Negli anni il numero dei buoni distribuiti ha avuto un aumento costante, passando dai 8.867 del 2007 ai 10.333 del 2011. Oltre ai servizi prettamente economici, la Caritas ha lavorato con il comune per promuovere anche l’assistenza invernale a chi non dispone di un’abitazione e vive per strada. Nel 2011 l’Asilo Notturno è arrivato ad ospitare oltre 273 persone.

Inaugurazione della mostra con il sindaco di Padova Flavio Zanonato

Un’altra categoria sensibile riguarda i minori non accompagnati. Il settore dei servizi sociali del Comune di Padova ha stimato che il costo medio di un minore ospitato in comunità è di circa 65€ al giorno, 24 mila all’anno; mentre è di 16€ (6 mila all’anno) nelle famiglie assegnatarie. Tra il 2001 e il 2003 il numero dei minori non accompagnati seguiti dall’Ufficio minori del Comune è andato aumentando, passando dai 31 del 2001 ai 115 del 2003. Con l’entrata in vigore della Bossi-Fini, il numero si è stabilizzato assestandosi intorno ai 103 del 2011. Con un’età media di 16 anni, i minori vengono ospitati in comunità o in famiglia. Negli anni è cresciuto il numero delle famiglie rispetto alle comunità, passando dal 9% del 2004 al 40% del 2011.

In un paese come l’Italia in cui l’80% delle case è di proprietà, molto spesso risulta difficile far capire l’importanza di avere un posto in cui tornare la sera. Lo snodo centrale della ricerca, e della mostra, è quello di aiutare la cittadinanza a sviluppare una sensibilità nei confronti di chi non ha la sicurezza delle pareti domestiche. L’assistenza all’abitare, accanto alle forme di aiuto ad altre categorie sensibili, diventa il punto di partenza per lo sviluppo di un’educazione alla solidarietà che avvicini tra loro i cittadini.

Pannelli riepilogativi della mostra