Pubblicato il: sab, Mar 30th, 2013

Caso Aldrovandi, infuria la protesta: gli agenti torneranno in servizio

di Chiara Gagliardi

Federico Aldrovandi

Non c’è pace per i parenti di Federico Aldrovandi. I genitori del ragazzo morto nel 2005 a Bologna dopo uno scontro con la polizia si trovano, di nuovo, a fare i conti pubblicamente con la vicenda del figlio. Solo poche ore fa, l’ultima notizia: dopo i sei mesi di condanna,  i quattro poliziotti potranno tornare ad esercitare la loro professione. L’accusa nei loro confronti è di omicidio colposo, e per un reato colposo le forze di Polizia non prevedono la radiazione.

La condanna dei quattro poliziotti a tre anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo è stata resa definitiva in Corte di Cassazione solo la scorsa estate; di tutta la pena, tre anni sono stati condonati da un indulto nell’estate del 2006.

Solo pochi giorni fa, Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, era stata protagonista di un altro episodio: il sindacato della Polizia Coisp ha organizzato un sit-in, per protestare contro la condanna seppure ridotta degli agenti, proprio sotto il Municipio di Ferrara, dove la donna lavora. Il presidio era regolarmente autorizzato, e Patrizia Moretti ha diffuso le foto sui social network, scendendo per mostrare alla gente la foto shock del figlio morto.

Azioni dimostrative, queste, che dimostrano come la polemica continui e come il caso Aldrovandi non possa considerarsi chiuso. Pochi giorni dopo, la piazza di Ferrara ha ospitato una manifestazione di solidarietà per i genitori del ragazzo; l’appoggio viene anche da Beppe Grillo, da Nichi Vendola e da Annamaria Cancellieri, che dichiara: «Farei qualsiasi cosa per poter alleviare il dolore della madre di Federico». Importanti sono le parole del padre di Aldrovandi, Lino: «Ai poliziotti tendo la mano, non agli assassini».

Mentre tutta la città di Ferrara manifesta, a mostrare solidarietà alla famiglia e a parlare di diritti violati ci sono anche Lucia Uva e Ilaria Cucchi, che hanno perso i rispettivi fratelli ed ancora aspettano giustizia. Giuseppe Uva morì in una caserma di Varese nel 2008, dopo essere stato interrogato dai carabinieri: ad oggi le circostanze del suo decesso non sono chiare. Il caso di Stefano Cucchi è tristemente famoso: morì nel 2009 all’ospedale Fatebenefratelli dopo un breve soggiorno in carcere, e la famiglia cerca ancora oggi giustizia. Sono voci che si trovano a prendere posizione contro una burocrazia che a oggi non ha dato loro le risposte cercate: Patrizia Moretti dichiara di voler continuare a credere nelle istituzioni, ma se i poliziotti accusati della morte del figlio torneranno a esercitare la loro professione potrebbe rivedere le sue posizioni.

La delicata situazione ha colpito tutta l’Italia, e la notizia ha preso prepotentemente posizione: messaggi di vicinanza, affetto e solidarietà provengono da tutta la penisola. L’hashtag “#stopthecoisp” è già diventato un trend topic su Twitter, ed esprime tutta l’indignazione verso la manifestazione del sindacato sotto il municipio di Ferrara. Sotto quello stesso edificio dove la madre di Aldrovandi lavora e nella stessa città in cui, ogni giorno, la donna si trova a fare i conti con la tragedia e il vuoto. E dove, per difendersi e difendere la memoria, è dovuta scendere per mostrare la discussa foto di Federico, tanto contestata durante le prime udienze del caso.