Pubblicato il: ven, feb 22nd, 2013

Sempre più stranieri vanno altrove. E gli italiani si riscoprono emigranti

di Matteo Battistini

Stranieri in Italia Fonte: guidasicilia.it

L’Italia è sempre meno attrattiva per gli immigrati: forse per la felicità dei tanti razzisti di casa nostra, dal 2011 sempre meno immigrati investono speranze e vita sul nostro Paese, dirottando altrove le loro attenzioni. Nel frattempo sempre più italiani vanno all’estero in cerca di fortuna, ed il nostro Paese torna ad essere terra di emigrazione. Una doppia morsa da cui l’Italia rischia di uscirne pesantemente provata.

È quello che emerge dal rapporto presentato da Action Aid, “Il mondo è un pianeta migrante”, che tenta di fotografare un altro lato della crisi degli ultimi anni. Nel solo 2011 a fronte di 27 mila immigrati entrati in Italia, circa 50 mila italiani hanno deciso di andarsene. Una perdita enorme di persone (e capacità) da entrambe le parti: negli ultimi anni mai così tanti italiani partenti, mai così pochi immigrati entranti. Il Belpaese si spopola, risultando sempre più inospitale. Se non si riuscirà ad invertire il trend, dovranno essere riviste le previsioni sull’Italia del 2060: non più abitata da “nuovi italiani” con gli occhi a mandorla o la pelle scura, ma un Paese da cui fuggire, tutti.

«Ad andarsene sono i migranti che appartengono alle categorie più deboli e in particolare quelli che a causa della crisi economica hanno perso il lavoro» afferma Marco De Ponte, segretario generale di Action Aid. Proprio il lavoro, oltre al mancato riconoscimento dei diritti, è la spinta maggiore ad abbandonare il nostro Paese: un lavoro che spesso manca o viene perduto, ma che pure quando è presente è sempre meno fattore di promozione sociale o benessere, soprattutto per gli stranieri. «La condizione del lavoro per loro si riassume nelle “5 P”: il lavoro migrante è Precario, Poco pagato, Pesante, Pericoloso e Penalizzato socialmente. Attualmente un lavoratore straniero percepisce 300 euro in meno rispetto ad un lavoratore italiano», continua De Ponte. «Uno stipendio netto medio mensile è di 973 euro, rispetto ai 1286 di un italiano. La condizione peggiora nel caso delle donne, per le quali il divario salariale nei confronti delle italiane è del 30%». Lavoratrici italiane, è doveroso ricordarlo, già fortemente penalizzate rispetto ai loro colleghi uomini.

da italiafutura.it

Non solo l’Italia, comunque, ma tutto il Vecchio Continente risulta sempre meno attrattivo per gli immigrati: la crisi economica morde anche all’estero. Ma a differenza del nostro Paese, la crescita demografica in Europa risulta meno penalizzata: migliori politiche familiari e redditi più alti si traducono in un maggior numero di figli e in un minor numero di giovani che fuggono altrove, in cerca di fortuna.

Mutamenti che ci parlano di un mondo sempre più lontano dai modelli a cui ci eravamo abituati, anche nelle previsioni. Oggi infatti il vecchio asse migratorio Nord/Sud, valido fino a pochi anni fa, viene completamente meno, mutando il volto futuro dei Paesi. La mappa sta cambiando velocemente: prima l’80% del flusso migratorio partiva da Sud e si dirigeva verso gli Stati ricchi del Nord. Oggi un terzo si sposta all’interno dei Paesi più poveri, un terzo continua a voler raggiungere i Paesi ricchi e un terzo si sposta dai Paesi ricchi ai Paesi emergenti. Un cambiamento radicale, da cui le società mondiali ne usciranno enormemente trasformate.

Fonte: Adnkronos.