L’uragano Sandy perde forza ma i danni sono “incalcolabili”
di Vanessa Pesarini
L’uragano Sandy ha devastato New York portando con sé paura e terrore. Non si era mai manifestato nulla di simile e tutta la popolazione è stata colta di sorpresa da un fenomeno indotto molto probabilmente dal cambiamento climatico.
Nella notte del 30 ottobre centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza luce a causa delle violente esplosioni che hanno fatto saltare i trasformatori della Cod Edison dopo il passaggio del forte uragano. Il livello dell’acqua nella baia di Manhattan è salito di quasi 4 metri e diversi incendi sono scoppiati a New York.
Le vittime accertate finora sono 43, di cui almeno 18 solo a New York. Secondo il Washington Post le vittime sarebbero già salite a 50, mentre il sito del New York Times afferma che nella Grande Mela i morti sarebbero 22.
A conti fatti l’uragano Sandy costerà almeno 20 miliardi di dollari anche se il governatore del New Jersey Chris Christie ha definito “incalcolabili” i danni causati dal ciclone.
Il presidente americano ha decretato lo stato di “catastrofe” a New York autorizzando gli aiuti federali. Obama ha inoltre sospeso la campagna elettorale e oggi si recherà in New Jersey, uno degli Stati più colpiti, per cercare di sorvolare sulle pratiche burocratiche al fine di ristabilire la luce elettrica e per venire incontro alle esigenze della popolazione colpita.
“Vi verrà fornito tutto l’aiuto federale di cui avete bisogno ma se ci fossero problemi o ritardi chiamatemi direttamente, le elezioni possono aspettare, la cosa più importante in questo momento è aiutarsi gli uni con gli altri per salvare il maggior numero di vite possibile.” ha affermato Barack Obama, deciso a porre rimedio ai danni portati dal ciclone.
Nonostante l’uragano stia perdendo forza man mano che penetra nella terraferma, potrebbe ancora causare danni e per questo non diminuisce l’allerta.
Secondo Greenpeace l’uragano Sandy è un evento meteorologico estremo indotto dal cambiamento climatico, “senza un radicale cambiamento di rotta nelle nostre politiche energetiche, fenomeni di questo tipo sono destinati a moltiplicarsi, a divenire sempre più distruttivi, a colpire zone del pianeta tradizionalmente estranee a calamità” ha affermato in una nota.
“La nostra prima preoccupazione è per le vite che l’uragano sta mietendo e rischia ancora di mietere”, ha affermato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, “dobbiamo prepararci al fatto che eventi di questo genere, nel mondo, si andranno intensificando, divenendo sempre più violenti”.
“Il cambiamento climatico è ovunque: la siccità di quest’estate è costata, in Italia, un miliardo di euro di soli danni all’agricoltura e tutti abbiamo ancora ben vivo l’impatto delle alluvioni dello scorso inverno. D’altra parte l’Italia rifiuta un ruolo di prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici e progetta invece nuove centrali a carbone e perforazioni petrolifere off shore”.
Fonti: Ansa, Asca, Quotidiano.net
Immagini: gratuite













