Ilva, muore un giovane operaio di 29 anni
di Francesco Pirillo
Un giovane operaio di 29 anni è morto questa mattina intorno alle 8,45 all’Ilva di Taranto. Claudio Marsella stava lavorando al reparto Movimento Ferroviario (Mof) quando durante la fase di aggancio dei vagoni ha perso la vita. Dalla prima ricostruzione, l’operaio sarebbe rimasto incastrato tra due vagoni e avrebbe riportato danni mortali nella zona toracica e la rottura del femore. L’incidente aggiunge un numero in più alla lunga lista delle morti bianche, quelle sul lavoro, dove si vive per lavorare e non viceversa.
La dirigenza aziendale dell’Ilva di Taranto ha deciso “di sospendere le attività dello stabilimento, relative al primo turno, in segno di cordoglio, nell’esprimere piena vicinanza ai parenti”. Le sigle sindacali invece hanno indetto uno sciopero che terminerà alle 7 di domani mattina, invocando chiarezza sulla dinamica che ha portato alla morte del ragazzo. “Fim, Fiom e Uilm chiedono a tutti gli enti preposti di fare chiarezza sull’ ennesimo infortunio mortale che ha coinvolto un altro giovane lavoratore”. Anche i sindacati esprimono il loro massimo cordoglio e vicinanza alla famiglia della giovane vittima. Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-Fds, ha espresso il suo parere circa la vicenda: “Nell’esprimere le condoglianze alla famiglia voglio denunciare una volta di più un sistema produttivo che oramai è basato sul ricatto e sulla paura, sistema aggravato pesantemente dalle leggi del governo che danno mano libera completa ai padroni nello sfruttamento dei lavoratori. È l’ennesima giovanissima vittima di un sistema produttivo che considera il lavoro un costo e gli operai carne da macello”.
L’Ilva di Taranto è nell’occhio del ciclone già da tempo e durante l’estate la Magistratura ha fatto prevalere la legge sul profitto. Le morti per tumori e quest’ultima morte sul lavoro non gli rendono la vita facile.
Fonte: Ansa
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