Diverse battaglie, una sola omosessualità
di Marta Dal Corso
Leggendo i giornali o ascoltando le trasmissioni televisive, si nota come l’argomento omosessualità sia trattato, pubblicizzato, utilizzato al fine di ampliare un complesso ed animato dibattito che sembra spaccare la popolazione italiana tra conservatori e progressisti. L’attuale movimento, politico e sociale, ruota attorno al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, concedendo la stipulazione del matrimonio e l’adozione. Una discussione aperta che tenta non solo di sondare il comune sentire tra i cittadini, ma anche di evolvere l’insieme dei diritti civili, rimanendo in linea con i cambiamenti legislativi insiti negli Stati europei, americani e sudafricani. Ad oggi, infatti, sono 10 i Paesi che hanno reso legale il matrimonio tra le persone dello stesso sesso.
Se la questione principale è il riconoscimento giuridico della coppia, al di là dei confini occidentali, esiste invece una realtà ancor più spiacevole ed ardua con la quale le persone omosessuali devono confrontarsi. Il reportage di Roberta Rei lo dichiara dal titolo: Cina, la lotta dei gay per esistere. Non servono molte parole per comprendere come in questo Paese essere gay significhi essere diverso. Per Xiao Gang i gay vivono in un limbo, tra legalità ed illegalità. Solo nel 2001 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista dei disordini mentali. In Cina, come in altre parti del mondo, la struttura familiare e l’importanza di una progenie maschile è tale per cui il riconoscimento dell’omosessualità farebbe demolire la politica della “società armoniosa”. Wan Yanhai, il fondatore della più grande Ong cinese che si batte per i diritti degli omosessuali, delle prostitute, e dei malati di Aids, ritiene che la Cina sia “il peggior quadro in cui potrebbe essere raffigurata la condizione umana” poiché le minoranze etniche vengono perseguitate ed uccise senza processi ufficiali, violando i diritti umani.
Purtroppo la lista degli stati in cui l’omosessualità è ancora considerata un reato, è lunga. Sono 77 i Paesi che puniscono attraverso carcere a vita, lavori forzati, frustate ed ergastolo coloro che vengono riconosciuti come omosessuali. Data l’importanza fondamentale di tutelare la persona umana, indipendentemente dal suo orientamento sessuale, nel 2008 è stata presentata la “Dichiarazione sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere” all’interno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nonostante i 192 Paesi membri, solo 66 nazioni hanno sostenuto la dichiarazione, che condanna esplicitamente la violazione dei diritti, basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. In Europa, ad esempio, sono 9 i Paesi che non hanno ancora adottato leggi antidiscriminatorie, mentre il rifiuto della sottoscrizione del documento da parte dello Stato del Vaticano ha suscitato non pochi commenti. D’altronde, come sottolinea Gilbert Herdt, la tradizione e l’autorità della sfera divina sono estremamente importanti nella considerazione di questo argomento. Se in Occidente i diritti di coniugio ed affiliazione sono ostacolati per la tutela del matrimonio tra uomo e donna, in virtù di una naturale procreazione, Amara Lakhous sostiene che nei paesi musulmani, i gay vivano la propria condizione di omosessualità in clandestinità, non solo a causa del disprezzo sociale, ma soprattutto per la promiscuità della persona, condannata come «peccato di Lot». Lakhous testimonia che la condanna è dichiarata nel Corano laddove sta scritto «Quando troverete due uomini che commettono il peccato di Lot, uccidete al-fa’l (attivo) e al maful (passivo)».Ed effettivamente, nei paesi in cui l’omosessualità è legittimamente interpretata come peccato, malattia, degenerazione e inversione morale, la pena di morte è contemplata come condanna. Succede in Afghanistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iran, Mauritania. O ancora in Nigeria, Pakistan, Somalia, Sudan e Yemen. Nel mondo omosessuale, quindi, si stanno combattendo due diverse battaglie. È bene ricordarle entrambe.
Fonte: piccolo report di il Fatto Quotidiano
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