Le Strisce, da Napoli all’apertura del nuovo tour di Cesare Cremonini
di Matteo Molon
Le Strisce sono una band con alle spalle già due album, Torna ricco e famoso e Pazzi & Poeti, uscito esattamente un anno fa.
Un gruppo italiano pop/rock, in progressiva ascesa e costante crescita, che si fa largo con intelligenza e qualità nell’accollante marasma musicale dello stivale, marasma prodotto dal surplus offerto dai talent show, i quali non vanno mai oltre le 3 solite stantie paroline del “sole-cuore-amore”, confezionando di continuo belle case delle bambole, adatte al pubblico che si “emoziona” inerte davanti alla tv dei rotocalchi pomeridiani.
Nulla di ciò è presente nelle loro canzoni, che invece con arguzia e semplicità di linguaggio sanno cogliere e raccontare tali crepe, mettendo in luce diversi aspetti del Paese dove viviamo, e anche dello loro stessa città, cantata con amareggiato amore in Vieni a Vivere a Napoli, contenuta nel secondo album Pazzi & Poeti.
Nel primo disco i ragazzi davano una prima prova della bravura, raggiungendo l’apice nella track Teenager, ritmato ritratto di una fetta degli adolescenti degli anni 2000: una generale apatia in cerca di altrettante velate soluzioni per non far sentire il vuoto che provoca, brillantini per abbellire un palco interiore lasciato alle intemperie, maltenuto e per niente curato. Atmosfera che i teenager respirano soprattutto la domenica, lontani dalla scuola, dai compagni, in città e paesi che non offrono niente. Giovanissimi che si ritrovano soli nel vuoto della propria camera. Magari ancora peggio d’inverno, quando viene buio presto e la nebbia imperversa occludendo la vista sul paesaggio oltre la finestra dalla propria stanza.
In Pazzi & Poeti invece è Londra a raccontare la gioventù: un 8mm sull’esperienza che uno studente può fare in viaggio, accorgendosi di quanto le cose negli altri paesi siano meno ottuse, claustrofobiche, provinciali, di una famigliarità che rinchiude fra 4 mura; l’affossamento e la morte dei sogni. La voglia di prendere e scappare, con un ritorno dalla data incerta. Londra città cosmopolita, emancipata, con meno sciocchezze da respirare ostruenti il pensiero.
Le Strisce rimandano al pop britannico, gli Oasis di Wonderwall in italica veste cantautorale, un occhio attento su quello che gira attorno, cogliendone le linee essenziali e unendole a una musicalità sobria ed effervescente.
Una bravura che li ha portati ad essere scelti da Cesare Cremonini per aprire dal 26 ottobre le date del nuovo tour Cesare Cremonini Tour 2012.
Una sinergia li unisce al cantante bolognese, un altro dei pochi capace di mettere in musica i sentimenti senza risultare anonimo e melenso, bensì raffinato e poetico.
De Le Strisce dice: «Sono felice di far aprire i miei concerti alle Strisce. Sanno scrivere canzoni. Meritano un posto, il loro posto». E il loro posto è sul palco.
Un ultimo suggerimento: se piacciono Le Strisce, sono da ascoltare assolutamente i Cani, Il Cile e i Negrita.












