Pubblicato il: ven, ott 26th, 2012

Mondo Marcio è tornato, e sono “Cose dell’altro mondo”

di Matteo Molon

Mondo Marcio

Non rappava cosi da parecchio tempo, mancava un Marcio che sulla scena rap italiana dettasse stile e marcasse il cartellino con un lavoro diverso rispetto ai colleghi.

Se Mondo Marcio aveva raggiunto il successo nel 2006 con “Solo un Uomo” e “Generazione X” per poi scomparire dalla ribalta negli ultimi anni, uscendo con album e mixtape dall’incerto risultato, come se vi fosse un nuovo Mondo che volesse uscire sostituendo il vecchio ma non riuscendoci, con la fine del 2011 i nuovi brani messi on line su YouTube iniziavano a delineare la nuova attitudine dell’artista milanese. Uno su tutti la track Gian Marco http://www.youtube.com/watch?v=Ur_JF56Orug

Il Mondo Marcio del boom discografico era un altro mondo, un’altra sfumatura del marcio che racconta nei suoi dischi e della speranza che vi si legge.

Rap come espressione, come provocazione per scuotere gli animi assopiti davanti a un pc, ragazzi giovani quanto lui, cresciuti in una società fredda, distaccata, alienata sempre più da un uso errato della digital age in cui stanno crescendo, mentre il mondo vero, le vere esperienze e le possibilità sono là fuori, nella polvere della strada e nel faccia a faccia con chi si ha davanti, non in rapporti umani, castelli in aria, costruiti sulle chat di Facebook o a colpi di tweet.

Uno degli aspetti più criticati di Marcio era l’impostazione della voce: biascicata, mangiatrice delle lettere finali della parole, spiccatamente USA, la scena hip hop di riferimento di quella stagione della sua carriera, già decennale, iniziata prestissimo, giunta oggi a nuova esplosione, a 26 anni, raggiungendo con l’Lp fresco di uscita “Cose dell’altro mondo” la vetta della classifica generale italiana di vendita, iTunes e Cd.

Il Mondo di “Dentro Alla Scatola”, “Lo Devi Amare”, “Generazione X”, “La Gente Sola” aveva come detto un’ispirazione fortemente americana: vita di strada, problemi, inquietudini, vita veloce per resistere, uscirne e raccontare poi sulle tracce. Otre alla tematiche l’altra peculiarità che rendeva un Marcio come lui “so fly and so USA” era il sound delle strumentali (molte da egli stesso prodotte), e sempre nel flow (l’emotività che trasmette il flusso vocale del rapper) e nel modo di posare la voce sulle basi, un mood richiamante la Soul music, un calore così disciolto che rapisce il cuore e il gusto dell’ascoltatore, rendendo ancora più effervescenti la risate strappate dalle liriche.

Molti lo criticavano dicendo che si capiva poco quel che diceva, ma la questione è che le canzoni non vanno sentite approssimativamente, ma ascoltate attentamente, soprattutto nel rap dove le parole sono cosi fondamentali.

Una peculiarità che lo rendeva vicino agli States, ma senza scimmiottarli, una caratteristica poco comprensibile alla rigida mentalità italiana; lo rendeva unico e all’avanguardia nel flow rispetto a molti altri.

La copertina

In “Cose dell’altro mondo” la voce diviene più chiara, meno black, ma comunque unica, incisiva, calda e sciolta. Aumenta l’introspezione nella scrittura: se prima era un lanciare agli ascoltatori un messaggio sugli ingranaggi incastrati, oggi vi è l’invito anche a riflettere in maniera accurata, profonda e approfondita su di essi, aggiustandoli. Avvisaglie c’erano già nelle passate “La Città” http://www.youtube.com/watch?v=9bSwhM8QuiE e “Ti Starò Affianco” http://www.youtube.com/watch?v=eo0TOiSnN3w

Adesso sono in piena espressione nelle raggianti “Troppo Lontano” e “Spalle al Muro”, canzoni che parlano del raggiungere alti traguardi, cadendo a volte, ma rialzandosi e continuando imperterriti nell’ascesa, facendo i conti con ostacoli e blocchi di ogni sorta.

La voglia di migliorare la propria situazione è sempre accesa, un bruciore nel petto caricato dalla rabbia per il torto subito e la fame di sogni, tendente a puntare, volare in alto.

La sorpresa è, però, nel bentornato storytelling, ovvero lo scrivere testi in cui il rapper racconta una o più storie, personali o viste e comprese al di fuori di sé.

Del secondo tipo vi sono “Quando tutto cade” e “Tra le Stelle”, narranti la ricerca di un posto nell’universo umano. A volte si riesce a seguire la propria stella ma in altrettanti casi le cose non vanno bene e si precipita, inesorabilmente, soprattutto nel fumo bugiardo e illusorio che questa società tende a sputare in faccia, con l’arroganza di farlo passare per veritiero.

A livello personale la storia cantata è quella del rapporto col padre in “Se Solo Fossi Qui”. Se nei dischi precedenti vi era un continuo accenno alle difficoltà ora c’è un sincero e sentito, ideale faccia a faccia: il foglio su cui scrivere spesso è uno specchio in cui si riflette la propria immagine per indagarla, in questo caso c’è la fisionomia paterna.

Lo storytelling è una scrittura ultimamente dimenticata nel rap nazionale, ma che dovrebbe essere ripresa, perché è una cartina tornasole di chiaro impatto dell’argomento in cui è viene imbevuta, e il rapper milanese anticipa i colleghi in questo ritrovato senso.

Mondo Marcio con “Cose dell’altro mondo” realizza un album variegato, non un unico flusso sonoro, ma tanti diversi pastelli che vanno a disegnare un fumetto umano e urbano. Un parlare del proprio io rapportato e confrontato con le problematiche esterne, affrontare nel quotidiano non per sopravvivere, ma per vivere.

Nella rabbia e nella fame (“ogni cosa che faccio, la vivo come se fosse un giorno che strappo”, da Senza Cuore), in una rinnovata consapevolezza e intraprendenza crea un contenitore veramente di cose dell’altro mondo, dove i problemi vi sono ma possono essere superati, dove un po’ di felicità basta per cucire pian piano le ferite dei dolori provati, regalando a chi lo segue fin dall’inizio musica a cui legare indissolubili altri ricordi. Perché “qualcosa è rimasto negli occhi di chi hai incontrato”.

L’anteprima su iTunes https://itunes.apple.com/it/album/cose-dellaltro-mondo/id556830507

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