La realtà è dentro il pittore: la mostra di Wassily Kandinsky a palazzo blu di Pisa
di Anna Chiara Sardella. Fino al 3 febbraio 2013 al palazzo blu di Pisa sono esposte le opere di Wassily Kandinsky in una mostra dal titolo “Wassily Kandinsky dalla Russia all’Europa”: oltre alle opere più significative dell’artista e degli avanguardisti russi, alla mostra sono presenti anche acqueforti e documenti che testimoniano le influenze e il contributo che ha saputo istillare alle correnti europee.
Wassily Wassilyevich Kandinsky è quel filo rosso che collega l’Occidente agli avanguardisti del primo Novecento passando attraverso i miti popolari russi e le fiabe raccontate durante i rigidi inverni, e i miti religiosi narrati ai bambini intorno al fuoco come grandi avventure gagliarde.
Importante è stata la letteratura russa nel creare quella vicinanza culturale e lo spirito di un popolo forte raffigurato da colori violenti e immagini laconiche nei libri delle fiabe (presenti alla mostra) da dove saltano fuori le gesta magnifiche ma allo stesso tempo speranze e realtà quotidiana, quella dei contadini russi ancora prima della rivoluzione d’ottobre.Lo Zar Saltan, il pesciolino d’oro, alcuni titoli di fiabe russe tratte dall’opera di Pushkin sono inscindibili dalle illustrazioni ad esse associate. È lì che bisogna cercare Wassily Kandinsky. All’interno della mostra ci sono le prime improvvisazioni dell’artista che sin dai primi del Novecento non abbandoneranno mai la sua opera.
Tra Ottocento e Novecento la Russia riscopre il suo folclore tanto che la cultura popolare darà un impulso significativo alla corrente artistica del simbolismo. Tanti saranno gli artisti che intraprenderanno viaggi tra le più remote lande del paese, tra cui anche lo stesso Kandinsky.
Kandinsky nasce a Mosca dove studia legge e da dove scappa per studiare arte a Monaco di Baviera alla Akademie .
Distaccatosi dal simbolismo inventa l’astrattismo e “predica” la vita interiore dell’arte, intraprendendo una serie di studi sul colore e i suoi effetti sulla percezione.
Uno dei pezzi più intensi della sua vita interiore è il periodo passato nel villaggio tedesco di Murnau, intorno agli anni dieci dietro il consiglio di un amico. Qui i colori prendono forza e si caricano di spirito dell’artista. L’arte è qualcosa di più di una semplice raffigurazione, ma i colori usati hanno il potere di travalicare lo spazio e il tempo dando forza a quel presentimento primitivo di dimensione trascendente colta per un attimo dalle nostre percezioni, come nell’opera “macchia nera”.
Sarà così vicino al movimento dei pittori francesi “fauves”, letteralmente tradotto in “bestie” perché usavano il colore puro, direttamente dal tubetto. Passerà i suoi ultimi anni a Parigi, muore nel 44 dopo aver pubblicato saggi d’arte e poesie.












