Pubblicato il: gio, ott 25th, 2012

Truffa ai danni dell’Emilia Romagna. Indagata Zoia Veronesi, segretaria storica di Bersani

di Matteo Paolini

Zoia Veronesi

Zoia Veronesi, storica segretaria del segretario del Pd  Pier Luigi Bersani, è indagata alla Procura di Bologna per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna. Circa un paio di settimane fa ha ricevuto un avviso a comparire.  A mettere in moto l’inchiesta fu nel 2010 un esposto del deputato Enzo Raisi (ex Pdl, ora Fli), in cui si ipotizzava la creazione di un incarico appositamente per lei da parte della Regione per cui lavorava, che le consentisse di continuare a seguire a Roma l’attività del segretario del Pd ed ex presidente della Regione. La Veronesi, da tempo, non è più dipendente regionale, ma lavora per il Pd. “Il pubblico ministeroha spiegato, interpellato dai giornalisti il difensore avv. Paolo Trombetti - ci ha invitato a rendere interrogatorio: cosa che faremo senz’altro perché abbiamo interesse a chiarire che non c’è stata nessuna irregolarità da parte di chiunque, tanto meno della signora Veronesi. L’ipotesi di reato viene respinta, come verrà dimostrato nell’interrogatorio. E’ tutto regolare e senza ombre. Si tratta di una vicenda in cui nulla le può essere rimproverato”.

La Veronesi è chiamata a rendere un interrogatorio in Procura per spiegare che lavoro abbia svolto a Roma in circa un anno e mezzo, dal giugno del 2008 al gennaio 2010, inquadrata in una nuova posizione dirigenziale per tenere il “raccordo come le istituzioni centrali e con il Parlamento”. Secondo quanto emerso nell’indagine, non risultano tracce di questa sua funzione ed ecco quindi spiegata l’accusa di truffa: avrebbe percepito per circa un anno e mezzo stipendio e indennità da parte della Regione senza prestare in effetti la sua opera. Negli accertamenti compiuti dalla magistratura però non sarebbe stata trovata traccia di questa attività di cui era incaricata Veronesi. L’ammontare della truffa sarebbe relativo alla retribuzione avuta dalla Regione per l’anno e mezzo circa in cui ha ricoperto l’incarico.

Visto che c’è un esposto, ancorché di Raisi - ha commentato Pier Luigi Bersaniè giusto che la magistratura accerti. Sono comunque sicuro che le cose siano state fatte per bene”.

Non c’è – almeno al momento – nessun coinvolgimento “romano” nell’inchiesta: “Le indagini, allo stato, sono circoscritte alla signora Zoia Veronesi”, ha precisato il Procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, portavoce della Procura, rispondendo ad una domanda dei giornalisti. “Sono stati acquisiti ed esaminati – ha aggiunto – tutti i documenti relativi sull’iter burocratico relativo al distacco”. 

Zoia Veronesi – dopo l’uscita della notizia dell’esposto di Raisi, nel marzo 2010 – aveva spiegato di essere una dipendente regionale con orario di lavoro di 36 ore: Nel tempo libero e nei week end faccio quello che mi pare gratuitamente”. E aveva aggiunto che Bersani, con cui lavora da 20 anni, quando è diventato segretario Pd, le aveva chiesto se era disponibile a lavorare con lui. E la decisione era stata di andare a lavorare con lui, dopo avere annunciato il 28 gennaio 2010 le dimissioni dalla Regione, diventate tali dopo i due mesi di preavviso. la posizione di `raccordo con le istituzioni centrali e con il parlamento venne istituita dalla Regione il 27 maggio 2008, poco dopo la caduta del governo Prodi. La posizione era stata poi soppressa nel settembre 2010.

“Nel 2010 feci cinque espostiha spiegato Raisi - uno di questi riguardava la Veronesi. Avevo avuto dei documenti e delle carte dove si configuravano dei reati a suo carico. Ho verificato la loro veridicità, presentandoli alla magistratura. Io sono un garantista nato, finché non interviene una sentenza di condanna, sono tutti innocenti. Ma sono confortato dal fatto che avevo visto bene e ho fatto fino in fondo il mio dovere istituzionale. Ricordo ancora che mi criticarono e presero in giro per questi cinque esposti. Persino Berlusconi, quando venne a Bologna, mi disse che avevo fatto male a presentarli”,

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