Pubblicato il: mar, ott 23rd, 2012

Tutti i nostri volti sono la nostra società

di Marta Dal Corso

Women are heroes

Sono infatti convinto, che i bambini e i ragazzi venuti con l’immigrazione, facciano parte integrante dell’Italia di oggi e di domani e rappresentino una grande fonte di speranza…” aveva esordito così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano circa un anno fa, in occasione dell’incontro con “i nuovi cittadini italiani”. D’immigrazione, proposte di legge e cittadinanza si parla ancora oggi, all’indomani di una particolare e suggestiva iniziativa tenutasi in otto città italiane. Insolita ma d’effetto per ricalcare la mente di tutti gli osservatori, senza rimanere il solito tema per pochi.

“Inside out/L’Italia sono anch’io” è una campagna promossa da 22 organizzazioni nazionali che si adoperano per la tutela dei diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera. Attualmente questa tematica è divenuta sempre più rilevante poiché il numero di residenti stranieri nel nostro Paese sta aumentando anno dopo anno, tant’è che in una sola decade, il numero di immigrati è aumentato di circa 12 volte. Dal Dossier Caritas Italiana fondazione Migrantes, emerge che le persone di origine straniera residenti sul territorio nazionale sono circa 5 milioni e compongono l’8% della popolazione totale. Bambini e bambine nati sul territorio nazionale superano il mezzo milione. Nonostante 700 mila ragazzi studino nelle scuole italiane, crescendo, formandosi e acquisendo abitudini e culture locali, essi sono ancora giuridicamente stranieri: infatti, solo al compimento della maggiore età è permesso loro richiedere la cittadinanza italiana, in un unico anno di tempo e attraverso procedure complesse.

La campagna inside out/l’Italia sono anch’io promuove quell’uguaglianza tra le persone sancita nell’art. 3 della Costituzione ma che rimane inattesa per gli stranieri. Nel Manifesto di questa importante iniziativa si percepisce la viva consapevolezza della necessità di modificare la legislazione italiana. “Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare a valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese. Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.” Comprendendo la situazione locale e l’opportunità di questo tasso di immigrazione, inside out/l’Italia sono anch’io lancia due proposte di legge con 200 mila firme raccolte per sostenerle. «La prima è una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento di responsabilità sociale e politica». L’idea di estendere il diritto di elettorato ha dato luogo a sviluppi normativi, sia a livello degli Statuti regionali, sia al livello degli Statuti comunali e provinciali, producendo però, in assenza di una direzione nazionale, effetti diversi. Pare quindi doveroso che la legislazione nazionale stabilisca regole e principi normativi. Non solo. Ragionando attraverso i valori democratici di cui, come Stato siamo portatori, è interessante notare un’anomalia del sistema. Paradossalmente, nonostante l’Italia abbia reso possibile il voto politico all’estero, a persone le quali detengono la cittadinanza italiana ma magari non hanno mai toccato il suolo nazionale né intendono farlo, fatica a coinvolgere nella vita politica, quegli immigrati che vivono e lavorano stabilmente sul territorio. Verrebbe da chiedersi perché.

«La seconda è invece una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di Nazione e Nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità, accumunati da percorsi di studio, lavoro e vita condivisi». Il principio ius-sanguinis, in vigore in Italia, prevede che abbiano la cittadinanza coloro che sono figli di cittadini italiani e venne adottato in tutela dei discenti degli emigrati. Invece lo ius-soli prevede che abbiano la cittadinanza tutti coloro che sono nati sul territorio dello Stato, indipendentemente della cittadinanza dei genitori, tutelando gli immigrati. La questione è sentita sia in Italia che in Europa. Nell’Unione, infatti, manca una direttiva comunitaria in questa materia, tant’è che parallelamente alla richiesta di una modifica alla legge sulla cittadinanza in Italia, in Europa, l’europarlamentare David Sassoli e il Presidente dell’Anci Graziano del Rio, hanno avanzato un appello che inviti tutti gli stati membri ad approvare all’interno del proprio ordinamento, una legge nazionale che garantisca ai figli degli stranieri nati in Europa la cittadinanza del Paese in cui nascono. Talvolta, però, le parole rimangono nell’aria: mancano di emotività ed empatia cosicché i nobili principi da raggiungere restano solo nell’azione di pochi. Ecco perché sabato e domenica 20 e 21 ottobre, si è pensato di agire diversamente, portando l’intera popolazione davanti ai volti rappresentanti di una realtà da cambiare. Sono stati appesi 1500 ritratti sui muri delle città di Reggio Emilia, Milano, Palermo, Firenze, Cagliari, Sassari, Crema e Trieste. L’iniziativa fa parte dell’art project di JR. Questo artista ha vinto il prestigioso premio Ted nel 2011, convogliando un nuovo modo di comunicare alla gente. JR scatta fotografie a persone comuni, le ingigantisce e le incolla su palazzi, favelas, ponti, muri, treni… La sua è una denuncia, un modo per parlare di dignità, libertà e diritti.

Una maniera insolita ma d’impatto, silenziosa eppure incredibilmente travolgente. Un sistema per dialogare con tutti, senza alcuna distinzione. Un modo per non lasciare indifferenti. A sue parole l’arte cambia il mondo. Speriamo che come in Brasile, India, Parigi, Palestina, Israele, Shanghai,  Spagna ed Africa, l’iniziativa inside out/l’Italia sono anch’io sia un mezzo per denunciare pacificamente la realtà attraverso la fotografia, imprimendola nelle menti per migliorare l’Italia democratica di tutti.

Fonte: Ansa

Foto: Google Public

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