Calcio, razzismo e televisione: la Rai al centro della bufera
di Stefania Manservigi
Calcio e razzismo, due termini che troppo spesso negli ultimi tempi tendono ad incontrarsi. Calcio, razzismo e televisione un trinomio di assoluta novità, che ci ha consegnato il week end calcistico appena passato nel segno delle polemiche. Non bastava, infatti, il polverone scatenato sabato pomeriggio per il coro proposto da alcuni tifosi del Verona nei confronti del defunto giocatore del Livorno Piermario Morosini, che aveva costretto la società scaligera a scusarsi e a prendere le distanze dall’accaduto. A tenere banco, e non solo sul piano calcistico, è stato il big match di sabato Juventus – Napoli. Nel centro del mirino, in particolare, è stato un servizio giornalistico andato in onda durante la partita sul Tg regionale del Piemonte di Raitre. Un servizio apparentemente come tutti gli altri, diretto a raccogliere le impressioni e i pensieri dei tifosi presenti allo Juventus Stadium di Torino, in attesa del fischio iniziale. Servizio giornalistico che si è però contraddistinto per i contenuti, definiti dalla maggioranza dell’opinione pubblica razzisti nei confronti dei napoletani.
Il termine “razzisti” risulta forse un po’ forte e impreciso, considerando il valore semantico della parola. Ma la natura discriminatoria dello stesso, è stata abbastanza evidente: sul canale Rai, emittente televisiva per cui tutti i cittadini d’Italia sono chiamati ogni anno a pagare il canone, sono andate in onda parole pronunciate da tifosi juventini un po’ colorite, che sicuramente nulla hanno a che fare con la funzione di servizio pubblico che si propone la Rai. “Oh Vesuvio lavali tu”, “I napoletani sono ovunque, un po’ come i cinesi”, alcune delle frasi rilasciate dai tifosi juventini all’esterno dello stadio, cui il giornalista Giampiero Amandola, incaricato del servizio, ha replicato: “Li distinguete dalla puzza?”. Frase che ha fatto inalberare il Presidente dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, Enzo Jacopino, il quale avrebbe agito immediatamente, chiedendo all’Odg del Piemonte di aprire un procedimento disciplinare, in attesa della risposta della Rai.
Risposta della Rai che è arrivata puntuale ieri, ed è apparsa scontata. La Rai attraverso un comunicato si è scusata “profondamente con tutti i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani per l’inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell’edizione serale della Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola” e ha comunicato la sospensione dello stesso giornalista nei confronti del quale è stato aperto un procedimento disciplinare. Non poteva essere altrimenti. Ma una perplessità resta: come è potuto essere trasmesso un servizio del genere?
Fonte: Agi
Foto: http://tg.la7.it












