Decrescita: l’esempio del Bhutan

di Caterina Ventura

Commerciante bhutanese

Crescita economica, aumento della produttività sono ormai parole logore, abusate. Necessiterebbero di essere sostituite con altre che veicolino l’idea di un’economia non basata su continua domanda e continuo consumo ma sulla sul giusto equilibrio tra risorse e bisogni. Questo è quello verso cui il piccolo regno Himalayano del Bhutan si è orientato, prima (già dalla metà degli anni settanta) con l’introduzione di un nuovo parametro per indicare il progresso economico, il FIL (Felicità interna lorda), in sostituzione del PIL ed adesso con l’annuncio di voler diventare il primo paese biologico al 100%, eliminando, entro i prossimi dieci anni, tutti i prodotti chimici usati per l’agricoltura. L’idea di fondo è infatti quella di poter produrre il giusto e dare ai contadini la possibilità di coltivare anche in povertà.

L’”economia della felicità” sostenuta dal re e dal primo ministri bhutanesi si inserisce nell’ottica buddhista di distacco dai beni materiali e si concentra sullo sviluppo umano, la conservazione del patrimonio culturale e ambientale e in generale ad un miglioramento della qualità della vita. In relazione alla crisi dell’intero sistema economico globale, le politiche bhutanesi risultano un modello importante a cui rifarsi, tenendo conto, inoltre, che la decrescita economica, così come affermano, tra gli altri, i sostenitori del “Movimento per la Decrescita Felice” avverrà comunque anche a causa del raggiungimento del tanto discusso picco di Hubbert. Il principio seguito dal Bhutan è quindi semplicemente quello di non subire il tracollo economico ma di mettere in atto una forma di decrescita consapevole, voluta e guidata.

Questi stessi sono i principi di molti movimenti tra cui il già citato “Movimento per la decrescita felice”, che affronta anch’esso il problema della necessità di un agricoltura di qualità e di un ritorno alla “sovranità alimentare” e all’attività agricola per combattere la disoccupazione.

Essendo compito delle istituzioni garantire il benessere della società, benessere che è in correlazione obbligata con ciò che di cui i cittadini si cibano (“siamo ciò che mangiamo”), la dichiarazione del ministro dell’agricoltura del Bhutan rivela tutta la sua importanza politica nel ribadire come i governi dovrebbero monitorare la fase di transizione verso il cambiamento dell’attuale sistema economico.

Fonte: Ansa

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