Energia napoletana al Circolo degli Artisti con i 99 Posse
di Pier Paolo Corsi
Mercoledì 17 ottobre, presso il Circolo degli Artisti il gruppo partenopeo non ha deluso le aspettative regalando al pubblico uno spettacolo molto coinvolgente e spontaneo.
Hanno esordito dicendo che dopo venti anni di attività erano ancora lì sul palco e alla maggior parte dei lettori queste parole sembreranno qualcosa di già udito in qualche motivetto, ma probabilmente chi la pensa così non conosce bene i 99 Posse.
I loro, di venti anni, non sono passati sulla cresta dell’onda, tra gli eccessi dei divi, nelle ville con piscina; quelli di Luca Persico (O’ Zulù), di Marco Messina (Kaia Pezz8) e di Massimo Jovine (JRM), i membri storici del gruppo, sono stati anni di prima linea nelle lotte per il sociale e per l’affermazione dei diritti dei più deboli.
Insomma si parla di due decadi davvero encomiabili, in cui la passione per la musica ha accompagnato quella per il prossimo, per gli emarginati, per per la giustizia sociale. Una passione che alcuni potrebbero accomunare a quella del Don Chisciotte di Cervantes, non avendo del tutto torto, poiché quello della 99 Posse è un seguire in maniera ostinata un ideale, si spera condivisibile, senza mai lasciarsi intaccare, ossidare dai cambiamenti, senza farsi mai scoraggiare dagli eventi, a volte anche tragici, che sono accaduti dal 1991 in poi.
A conferma di ciò, la scaletta del concerto è stata un’alternarsi di brani dell’ultimo album e brani storici, riadattati tuttavia al nuovo trend musicale di Zulù e co. che accosta il raggamuffin e l’hip hop (di cui una felicissima versione di Walk This Way dei Run-DMC) ,dalle basi elettroniche, ad uno dei dialetti più musicali e più celebrati del panorama linguistico di terra italica, quello appunto napoletano.
Inutile parlare del successo di pubblico riscosso, la sala del Circolo degli Artisti era abbastanza affollata ad inizio concerto ed è andata via via riempiendosi sempre più, producendo un’incredibile forza coinvolgente ed un grande senso di affiatamento tra palco e platea, provato se non altro dal fatto che ogni canzone fosse accompagnata dal coro di quest’ultima.
Tanta è stata perciò la soddisfazione a fine concerto, in cui il vocalist principale, con grande senso di umiltà ha ringraziato tutti gli spettatori e con spirito piuttosto ironico li ha spinti, se non a comprare il nuovo album “Cattivi Guagliuni”, perlomeno a scaricarlo dalla rete e condividerlo.











