Cagliari Calcio e problema stadio, Cellino indagato
di Manuel Lai
Era il 23 settembre e una partita mai cominciata finì 3 a 0 per i problemi di uno stadio-cantiere e per gli scontri infiniti tra società di calcio e procure. La partita era Cagliari-Roma, si sarebbe dovuta giocare nel “nuovo” impianto di “Is Arenas”, poi giudicato inagibile. Oggi invece appare sempre più nell’aria l’iscrizione del presidente della società sarda Massimo Cellino al registro degli indagati per quella famigerata partita contro la Roma. L’ipotesi di reato sarebbe quella di istigazione a delinquere. Un nuovo capitolo per un’odissea senza fine e che va avanti ormai da tempo. Sembra che comunque ancora nessun avviso di garanzia sia stato inviato al presidente cagliaritano, con la Procura della Repubblica di Cagliari che ancora non conferma.
Ma è tutta la vicenda ad avere del paradossale. Il Cagliari si è trovato ad inizio anno a dover disputare le sue prime partite in casa in uno stadio non ancora terminato, un cantiere a cielo aperto inagibile per il pubblico. Una lotta infinita tra la società e il suo presidente Cellino e il prefetto per i permessi necessari per l’entrata allo stadio del pubblico e l’apertura di quei settori dove i lavori sembravano ultimati. A far esplodere la miccia era stato il tira e molla che aveva portato il Cagliari ad aprire le prevendite per la sfida contro la Roma, salvo poi ricevere dalla Prefettura lo stop per l’entrata allo stadio dei tifosi. Sul sito ufficiale della squadra era apparso un comunicato che invitava comunque i tifosi a recarsi allo stadio nonostante il provvedimento. Da li il caos: partita sospesa, ricorso minacciato dalla Roma e 3 a 0 a tavolino per i giallorossi.
Un susseguirsi infinito di polemiche e attacchi al vetriolo a mezzo stampa, con Cellino che si è subito difeso dalle accuse parlando di una cattiva interpretazione del comunicato apparso in rete, salvo poi tentare le dimissioni, poi respinte, dalla carica di presidente, sino alla presunta accusa non ancora confermata di istigazione a delinquere. Una montagna insormontabile di problemi che sono cresciuti col tempo sino a diventare incontrollabili segno di un calcio sempre più in balia di se stesso.
La situazione degli stadi italiani è solo uno dei suoi tanti problemi e quella dell’impianto cagliaritano è solo la lo specchio deformato dei problemi di tante altre società. La squadra si è ritrovata tra le mani una patata bollente, uno stadio non pronto in cui giocare, figlio di una situazione che andava risolta dallo scorso anno. Infatti, per metà della scorsa stagione, il Cagliari si è ritrovato a giocare a Trieste per gli storici problemi del “Sant’Elia”, uno stadio relativamente giovane (costruito per Italia 90) ma ormai a pezzi. La mancata intesa e la querelle con il Comune di Cagliari hanno portato Cellino a imbastire in fretta e furia un nuovo progetto, nella vicina Quartu Sant’Elena, con l’ammodernamento e ampliamento dello stadio locale di “Is Arenas”. Il resto è cronaca degli ultimi giorni, di problemi e polemiche che non stanno portando a nulla, se non a profondi disagi per tutti i tifosi rossoblù e gli appassionati di calcio e sport.













