Arrestato bengalese mentre preparava un attentato alla Federal Reserve
di Matteo Paolini
L’Fbi e la polizia hanno arrestato un uomo a New York sospettato di voler attaccare l’edificio della Fed di New York. L’uomo finito in manette è un bengalese, Quazi Mohammad Rezwanul Ahsan Nafis, entrato negli Stati Uniti in gennaio con l’obiettivo di compiere un attacco terroristico sul suolo americano. Per lui l’accusa è di aver cercato di aiutare materialmente Al Qaeda. L’arresto sarebbe avvenuto mentre l’uomo stava cercando di far detonare un ordigno da 450 kg, ordigno che in realtà era una falsa bomba fornitagli da agenti dell’Fbi per incastrarlo.
Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe parcheggiato un furgoncino con dell’esplosivo fuori dalla Fed di New York, a Downtown Manhattan, e si sarebbe poi allontanato dirigendosi verso l’hotel Millenium, dal quale avrebbe provato invano a innescare la bomba tramite il cellulare.
A quel punto i federali avevano tutti gli elementi di prova per accusarlo di voler compiere un attentato con “un arma di distruzione di massa e di aver tentato di fornire materiale di sostegno ad al Qaeda”. In alternativa alla Fed, Nafis aveva anche pensato di far saltare in aria Wall Street, la sede del New York Stock Exchange.
I procuratori federali fanno sapere che il giovane era monitorato da vicino e che i cittadini non sono mai stati in pericolo. “Il tentativo di distruggere un edificio e uccidere o mutilare un numero imprecisato di innocenti è quanto di più grave che l’immaginazione può evocare. Quazi Mohammad Rezwanul Ahsan Nafis deve affrontare gravi conseguenze in modo appropriato. E’ importante sottolineare che il pubblico non è mai stato a rischio in questo caso, perché due dei “complici” erano in realtà una fonte FBI e un agente dell’FBI sotto copertura. L’FBI continua a porre la massima priorità in materia di prevenzione di atti di terrorismo”.
“Non ci fermeremo fino a quando non raggiungere la vittoria o il martirio.” Queste sono le parole dell’arrestato Quazi Mohammad Rezwanul Ahsan Nafis, in una dichiarazione video registrata prima dell’attentato.












