Arrestati 4 giovani veronesi di estrema destra, basta violenze
di Sofia Baroni
Arrestati ieri mattina quattro giovani veronesi, Jacopo Magagna (20 anni), Alberto Recchia (20 anni), Michele Rossi (19 anni) ed Edoardo Coltri (21 anni).
Si parla anche di altri due ragazzini di cui un minorenne di 17 anni e un altro ragazzo momentaneamente all’estero.
Frequentavano tutti ambienti della locale destra radicale che si interfaccia con le frange ultras dell’Hellas Verona.
Scatta la denuncia da parte della vittima, aggredita lo scorso Luglio, nelle vicinanze del Lago di Garda in una delle spiagge che lo costeggiano. Aggredita senza troppe motivazioni, ma secondo la sua testimonianza «per futili motivi», ha riportato fratture e lesioni varie sul corpo guaribili, secondo il medico che lo visitò, in 60 giorni. Oltre alla frattura del setto nasale, riportò anche delle lacerazioni sulla testa.
Il ragazzo aggredito dopo due mesi dall’accaduto ha trovato il coraggio di sporgere denuncia alla squadra Mobile che, attraverso il supporto della Digos di Verona è riuscita a stanare i colpevoli dell’aggressione. Se il ragazzo non si è esposto prima è perché aveva timore di ritorsioni da parte di chi l’ha aggredito.
Motivi politici sembrano non esserci, ma viene dato un altro significato a questo atto di violenza. Ovvero «violenza usata per affermarsi», una sorta di dimostrazione per affermare la forza del branco nei confronti di un loro coetaneo che probabilmente conoscevano.
Già da tempo la Digos teneva sotto osservazione gli aggressori, non solo per ragioni politico-sportive, ma anche perché sono ricondotti a loro altri episodi di violenza, che però hanno avuto esiti minori rispetto a quest’ultimo.
Si sospetta inoltre, che ci siano altri aggressori ancora da identificare, che hanno partecipato all’atto violento del pestaggio.
L’attività’ investigativa è denominata “Operazione stop fighting”. Nei confronti di tutti gli indiziati sono state disposte perquisizioni domiciliari.











